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In tutto il Paese, il 12 giugno solo dalle ore 7:00 alle 23:00, gli elettori sono chiamati ad esprimersi per cinque quesiti referendari abrogativi, riguardanti l’ordinamento giudiziario, il processo penale e il contrasto nei confronti della corruzione. 

La tematica, di tale referendum, risulta essere molto complicata per i cittadini comuni. Infatti, il fine di tale articolo è quello di spiegare nella maniera più chiara e esaustiva, tutto ciò che c’è da sapere su questo referendum. I quesiti sui quali siamo invitati a dire “sì” o “no” sono ben cinque e votare “sì” consentirà l’annullamento parzialmente o totalmente una legge già esistente nel nostro Paese.

Cosa significa “quorum” ? 

Ogni quesito sarà considerato valido se e solo se a votare sarà il 50% più uno degli aventi diritto (quorum). Con tale termine “quorum” si designa la maggioranza della popolazione avente il diritto di voto, grazie della maggiore età. 

Gli obiettivi 

Marta Cartabia

Il referendum si pone come fine quello di ridurre il peso delle “correnti” all’interno del Consiglio Superiore della Magistratura. Infatti, all’interno del Consiglio Superiore della magistratura (CSM) emergono dei gruppi di potere, di vari orientamenti politici, che influenzano le nomine dei magistrati negli uffici giudiziari. 

Nel 2019 il “caso Palamara” aveva contribuito a far emergere il carattere sistemico di queste pratiche, che miravano a sfavorire i magistrati non associati a gruppo o amicizie importanti, a scapito della meritocrazia. La riforma dell’ordinamento giudiziario proposta dalla Ministra Cartabia, approvata alla Camera e in attesa del voto in Senato, si sovrappone a tre quesiti del referendum: quello sulla raccolta firme, quello sul voto di avvocati e professori nei Consigli Giudiziari, e quello sul cambio di funzioni del magistrato, da giudice a Pubblico ministero o viceversa, durante la carriera.  

1) Scheda rossa: Abolizione del decreto Severino 

Oggi: un politico condannato per reati è sempre incandidabile, ovvero non può ricoprire incarichi di governo e decade, laddove gli venisse attribuita una carica. Negli enti locali viene sospeso automaticamente anche con condanna non definitiva. 

Se vince il “sì”: i giudici decideranno, a seconda della situazione e del caso proposto, se applicare l’esclusione di tali soggetti dalle cariche pubbliche. 

Per i favorevoli: la decadenza automatica crea vuoti di potere e troppi amministratori locali innocenti vengono sospesi nelle loro cariche.

Per i contrari: Il Decreto Severino contrasta la corruzione e non può essere abrogato per intero. 

2) Scheda arancione: Limitazione delle custodie cautelari

Oggi: una persona può essere tenuta in carcere o agli arresti domiciliari, prima della sentenza, per rischio di reiterazione del reato, pericolo di fuga o inquinamento delle prove.  

Se vince il “sì”: sarà abolita, per i reati meno gravi, la custodia cautelare motivata dal rischio che si ripeta lo stesso reato.  

Per i favorevoli: In Italia si abusa della custodia cautelare, che rovina la vita di molti innocenti e grava a livello monetario sullo Stato. 

Per i contrari: esistono già limitazioni per la custodia cautelare: per il rischio di reiterazione (ripetizione di decreti legge) del reato può essere disposta solo con condanne superiori a quattro o cinque anni.

3) Scheda gialla: Separazione delle funzioni dei magistrati

Oggi: un magistrato può passare dal ruolo di giudice (che fa le sentenze) a quello di procuratore (che fa le indagini) fino a quattro volte durante la carriera.

Se vince il “Sì”: un magistrato dovrà scegliere la sua funzione a inizio della propria carriera, senza la possibilità di cambiare in futuro. 

Per i favorevoli: la contiguità tra giudice e il Pubblico ministero (PM) avvantaggia l’accusa durante i processi. Invece, la separazione garantirebbe più indipendenza ed equità.

Per i contrari: separare le funzioni di giudice e PM allontanerebbe questi dalla giurisdizione, creando una “cultura dell’accusa” a sé stante.

 4) Scheda grigia: Valutazione della professionalità dei magistrati

Oggi: nei Consigli Giudiziari, gli organi che valutano l’operato dei magistrati, soltanto i magistrati stessi hanno il compito di giudicare i loro pari. 

Se vince il “Sì”: anche professori e avvocati (membri laici) che fanno parte dei Consigli Giudiziari parteciperanno alle valutazione dei magistrati. 

Per i favorevoli: far votare i membri laici renderebbe più oggettive le valutazioni, che tra magistrati sono spesso molto positive. 

Per i contrari: permettere agli avvocati di valutare i magistrati influenzerebbe in modo negativo il lavoro di questi ultimi, per il fatto che nei processi avranno dalla parte opposta chi dovrà valutarli.

5) Scheda verde: Elezione dei magistrati del Consiglio Superiore della magistratura (CSM)

Oggi: se un magistrato vuole candidarsi come membro del CSM deve raccogliere almeno 25 firme di altri colleghi. 

Se vince “Sì”: un magistrato potrà candidarsi liberamente senza l’appoggio di altri magistrati. 

Per i favorevoli: lo scopo è quello di ridurre il peso delle “correnti” politiche al CSM che agevolano alcune candidature e ne penalizzano altre. 

Per i contrari: eliminare le firme per candidarsi al CSM non risolve il problema delle “correnti” al suo interno. 

Guida al voto

Per poter votare è necessario un documento d’identità valido e la propria tessera elettorale. Chi non ha la tessera, l’ha smarrita o ha esaurito gli spazi disponibili può richiederla all’ufficio elettorale del proprio comune di residenza. Alle urne è raccomandato presentarsi indossando la mascherina, ma non è obbligatorio.  

Dove e quando si vota? Si vota presso il proprio seggio comunale indicato sulla tessera elettorale. I seggi saranno aperti nella giornata di domenica dalle ore 7:00 alle 23:00 e tutte le operazioni di scrutinio inizieranno dopo la chiusura delle urne.

Chi può votare? Possono votare tutti i cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali del proprio comune e che hanno compiuto la maggiore età entro il 12 giugno 2022 compreso.

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