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L’Istituto di ricerca (Fonte Wikipedia)

Un gruppo di ricercatori guidati dall’Istituto tedesco Max Planck per l’astronomia (Mpia) di Heidelberg ha scoperto un nuovo corpo celeste e ha pubblicato la notizia sulla rivista Astronomy & Astrophysics. La nuova grande frontiera dell’astronomia moderna è la caccia ai pianeti detti “extrasolari” o “esopianeti” da parte degli astrofisici di tutto il mondo, che continua a offrire grandi risultati: non è più una novità il fatto che vengano scoperti nuovi pianeti che orbitano attorno ad altre stelle delle nostra galassia.

Sin dal 1995 sono già migliaia quelli che gli studiosi catalogano e ritengono ufficialmente pianeti, ma ciò che maggiormente sorprende è che sono sempre di più quelli definiti come “simil-terre”, cioè con caratteristiche geologiche e morfologiche simili al nostro pianeta.

Il più recente, annunciato in questi giorni, ha caratteristiche uniche tra le simil-terre sinora scoperte, è battezzato Wolf 1069b e dista 31 anni luce da noi, nella Costellazione del Cigno.

Come è fatto Wolf 1069b?

Il protagonista della scoperta di Wolf è uno dei più sofisticati osservatori astronomici posti sul suolo terrestre. Lo spettrografo del Progetto CARMENES, attivo dal 2016, che utilizza l’Osservatorio Calar Alto in Spagna, ha identificato per primo il pianeta. Wolf ha una massa pari a 1.26 volte quella della Terra, completa un’orbita in soli 15,6 giorni e si trova nella “zona abitabile” della sua stella.

Ciò che caratterizza Wolf 1069b è l’assenza di attività stellare e intensa radiazione ultravioletta. Tali caratteristiche aumentano le speranze di poter trovare un’atmosfera oltre la quale avrebbe potuto svilupparsi la vita. Ecco perché questo esopianeta rientra tra i favoriti nella ricerca di vita su altri pianeti, prevista per il prossimo futuro.

La temperatura

Fonte Max – Planck – Gesellschaft

Una delle caratteristiche di queste simil-Terre è forse la presenza di un’atmosfera in grado di creare un effetto serra per riscaldare il pianeta. Gli astrofisici indicano che su Wolf 1069b la temperatura media raggiunga – 23 °C. Pertanto, se avesse un’atmosfera simile a quella terrestre, l’effetto serra riscalderebbe il pianeta fino ad un massimo di 13 °C, permettendo all’acqua di restare liquida. Inoltre per Wolf accade ciò che similmente avviene tra Terra e Luna. Il pianeta mostra sempre la stessa faccia alla sua stella, completando una rivoluzione su sé stesso al completamento dell’orbita. Gli astrofisici di Calar Alto stimano che sia quasi certa la presenza di un campo magnetico.

Wolf 1069 si colloca al sesto posto per lontananza dalla Terra tra quelli di massa terrestre potenzialmente abitabili. Il nuovo pianeta ha dimensioni simili alla Terra e si trova nella zona abitabile, ossia a una distanza tale dalla sua stella da poter avere acqua liquida in superficie.

La vita?

Modellino di un possibile sosia di Sistema Solare

L’obiettivo principale di tali scoperte è spesso legato alla ricerca di vita extraterrestre. “Prima o poi le novità importanti arriveranno. L’esobiologia è pronta in questo ambito” dice l’astrofisico Walter Ferreri, oggi direttore scientifico dell’Osservatorio di Alpette posto di fronte al Gran Paradiso.

“Ma naturalmente non è semplice. È necessario che tutta una serie di combinazioni si mettano assieme per formare la vita. Innanzitutto, vengono considerati simil-Terre perché si trovano nella cosiddetta zona abitabile, una regione solitamente non troppo vicina e nemmeno troppo distante dalla loro stella e anche una certa distanza dalla stella tale da permettere all’acqua di restare in forma liquida anche sulla superficie del pianeta. Nel caso di questo esopianeta però, che ruota attorno ad una nana rossa, la zona abitabile si trova in prossimità della stella stessa, vista la natura di questa tipologia di stelle. Anche solo in forma elementare, biologica, di batteri, la vita già potrebbe esistere nel nostro stesso Sistema Solare”.

Le scoperte si sono moltiplicate da quando gli strumenti di osservazione si sono affinati sempre di più, abbinando l’osservazione ottica a quelle di altre bande di osservazione, come infrarosso, raggi x e gamma, eccetera e soprattutto anche potenziando le tecniche di osservazione.

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Bianca Pellegrini
Mi chiamo Bianca Pellegrini, ho quindici anni e frequento la classe quinta ginnasio al Liceo Classico delle Scuole Stimate. Vivo a Sant'Ambrogio di Valpolicella, un bellissimo paese circondato da campi di viti e ulivi, dove ogni giorno respiro l'aria pulita della campagna. L'atmosfera e l'ambiente in cui abito hanno influenzato molto il mio carattere: infatti sono una ragazza amante della libertà e della natura, nonché della giustizia. Il primo anno di liceo l’ho trascorso al Liceo Linguistico delle Stimate: questa scelta era stata dettata dalla mia passione per le lingue, in particolare per il tedesco e l’inglese, nonostante molti dei miei professori delle medie mi avessero consigliato di iscrivermi al Classico per la mia predisposizione alle materie umanistiche. Verso maggio 2021 però mi sono accorta che il percorso da me iniziato non era quello più consono al mio futuro, dato che mi piacerebbe intraprendere la carriera diplomatica, poiché unirebbe alla perfezione la mia passione per le lingue e quella per la giurisprudenza. Così ho deciso di “trasferirmi” al Liceo Classico e, dopo un’estate di intenso studio e di soddisfazioni nel tradurre le prime versioni di greco, eccomi qui, pronta per iniziare un nuovo anno scolastico impegnandomi al massimo in ciò che ho scelto di fare e cercando di trasformarlo in un percorso formativo indimenticabile!

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