Dalla formazione sul campo alla guida di un’area commerciale interregionale, il percorso di Gianmarco Lincetti racconta molto più di una carriera bancaria: è la storia di una crescita costruita su competenza, relazioni e valori condivisi. In questa intervista, Gianmarco Lincetti ripercorre le tappe principali del suo cammino professionale all’interno di Sparkasse, soffermandosi sul ruolo centrale delle persone, sull’innovazione come leva strategica e su una visione di banca profondamente legata al territorio. Uno sguardo autentico su un istituto che punta all’eccellenza senza perdere la dimensione umana.
Dott. Lincetti, come ha iniziato la sua carriera nel settore bancario, e perché?
Ho iniziato a lavorare in banca nel 1995 terminato il servizio militare. Ero stato contattato da Banca Popolare di Vicenza che stava aprendo delle filiali in provincia di Verona e avevano avuto il mio nominativo dall’istituto scolastico dove, nel 1993, mi ero diplomato in ragioneria. Ho iniziato il lavoro perché in linea con gli studi che avevo fatto e per l’interesse che già da allora nutrivo per il mondo della finanza.
Com’è arrivato in Sparkasse?

Dopo aver fatto la trafila “formativa” nella banca precedente, imparando da prima l’attività di cassa e poi approcciando il mondo del credito e degli investimenti, ricoprendo ruoli via via di maggiore complessità e responsabilità, sono stato contattato da Sparkasse per aprire una filiale, ricoprendo il ruolo di Direttore. L’idea di “aprire da zero” una nuova filiale mi ha da subito affascinato perché l’ho vista come una sfida ambiziosa ma che mi avrebbe potuto gratificare molto sia da un punto professionale sia umano. E cosi è stato.
Qual è il suo ruolo in questo momento nella banca?
Dopo aver svolto il ruolo di Direttore in tre diverse filiali, da settembre 2020 sono il Responsabile di un’area commerciale che comprende 26 filiali dislocate tra la provincia di Verona, la provincia di Trento e tre filiali in Lombardia (Milano, Crema e Desenzano).
Sparkasse è una banca altoatesina che a Verona ha trovato subito un territorio affine su cui costruire relazioni e offrire opportunità, è così?
Sicuramente sì. Sparkasse è una banca che punta all’eccellenza in tutte le attività quotidiane, mettendo al centro l’attenzione per i nostri clienti e per loro esigenze. È un brand riconosciuto e stimato e noi come dipendenti nelle nostre attività quotidiane operiamo agendo in modo tale da rispettare i “nostri valori” che come banca ci siamo dati. I nostri valori sono cinque: valore alla persona, gentilezza nelle relazioni, affidabilità, innovazione e vicinanza al territorio.
Sappiamo che Sparkasse si sta concentrando anche su azioni di non profit…
Certamente, siamo una banca molto attenta anche a tematiche sociali. Nel corso dell’anno per esempio ci sono diverse iniziative dove attraverso i nostri bancomat i clienti al momento del prelevamento possono donare un euro per iniziative di rilevanza sociale. Al termine del periodo di adesione Sparkasse integra in modo significativo la somma raccolta e la destina ai beneficiari. Personalmente ho partecipato alla consegna di un assegno che ha consentito l’acquisto di un macchinario innovativo per i malati di SLA in un centro riabilitativo in provincia di Trento e non più tardi di ieri il nostro presidente ha consegnato un assegno destinato al” Centro Cani Guida di Limbiate” al fine di poter consegnare un cane guida a un numero considerevole di non vedenti. L’iniziativa era stata chiamata “Due occhi per chi non vede”.

Il 2024 e il 2025 sono stati anni molto positivi per le banche, anche per la vostra. Com’è iniziato il 2026?
Nel 2026 saranno tre anni che Sparkasse è divenuta gruppo bancario mediante l’acquisizione delle quote di Civibank. Il gruppo ha molto ben performato da un punto di vista commerciale e il 2026 sta proseguendo sulla positiva scia degli ultimi anni.
Qual è, oggi, la sfida più impegnativa per una banca come Sparkasse?
Una sfida importante sarà la capacità di coniugare l’evoluzione tecnologica che l’intelligenza artificiale per esempio renderà molto rapida con la capacità di essere presenti e punto di riferimento per i nostri clienti. Per me la relazione umana sarà sempre il valore aggiunto più importante che possiamo e potremo dare.
Quali ritiene possano essere i punti di forza e differenziazione rispetto ad altri istituti bancari?
Personalmente ritengo che la professionalità dei nostri colleghi unità all’attenzione individuale per i nostri clienti sia la combinazione necessaria per continuare ad avere successo oltre chiaramente ad una capacità di soddisfare le necessità dei nostri clienti con prodotti e soluzioni di eccellenza.

Consiglierebbe ai giovani di seguire la carriera bancaria?
L’attività bancaria è molto variegata e un’attività in un ufficio direzionale per esempio ha complessità diverse rispetto ad una attività commerciale svolta in filiale. Pertanto ritengo che il mondo bancario abbia la possibilità di offrire opportunità di sviluppo professionale molto diversificato anche in base alle attitudini individuali di ognuno.











