Nel mese di febbraio, noi di Ermes abbiamo avuto la sensazionale occasione di visitare la Cina per celebrare l’avvento del nuovo anno lunare, piazzato sul diciassettesimo giorno del mese.

La nostra visita si è svolta a Wenzhou, una città situata nella provincia di Zhejiang, dove in occasione di questa festa sono state poste innumerevoli decorazioni di colore rosso, accompagnate da una varietà di mercatini nelle aree più rurali. La vigilia del nuovo anno, infatti, è sempre un momento vantaggioso per sviluppare la propria economia grazie all’influsso dei consumatori, dando ai mercanti una legittimazione per alzare temporaneamente i prezzi.
Da come si può intuire, la celebrazione del nuovo anno lunare ha radici estremamente profonde nella cultura di questo paese: è una festa che viene celebrata dall’intero popolo cinese da più di 3.000 anni, lasciando un’impronta estremamente prominente.

Questo lo abbiamo potuto testimoniare quando abbiamo visitato Rangchuan (让川村), un villaggio rurale situato nella contea di Wencheng, che ospita una piccola popolazione dell’etnia dei She (畲) e che attrae anche numerosi turisti dall’estero.

In questo villaggio, in occasione del nuovo anno, è stato organizzato un pranzo aperto al pubblico, dove si mangiava davanti a un tavolo di ampia lunghezza condiviso tra tutti gli ospiti. Venivano serviti i piatti più tipici, come verdure in salamoia, pesce e carne bollita.
Assieme a questo, si potevano ammirare i canti e i balli tradizionali delle danzatrici She, che indossavano anche abiti tradizionali; la musica e il canto hanno infatti sempre avuto un ruolo fondamentale nella cultura di questa etnia.

Visitando altre zone del villaggio, si può trovare un grande albero di canforo. Secondo una leggenda tramandata da generazioni, questo albero fu benedetto da una divinità celeste centinaia di anni fa, diventando il “protettore” di Rangchuan.
Un giorno, però, un lampo colpì il canforo sacro, squarciandolo a metà. Miracolosamente, gli abitanti assistettero all’arrivo di una Fenice, la quale si gettò sull’albero e, con le sue ceneri, avrebbe riportato il canforo in vita.

Per questo motivo, il canforo divenne un simbolo di resilienza per il popolo She.
Benché l’origine di questo popolo sia abbastanza ambigua, è riconosciuta come una delle 56 etnie della Repubblica Popolare Cinese, sottolineando l’incredibile diversità culturale di questo paese.












