La sua passione è l’imprenditoria, e si capisce anche dal numero di aziende di successo che nel corso degli anni è riuscito a fondare e a far crescere. Stiamo parlando di Luigi Frascino, imprenditore di origine campane residente da molti anni nella città di Verona, che, partendo dal nulla, ha costruito il suo percorso autonomamente e con risultati importanti.
Nel 2007 fonda l’azienda Credit Network & Finance (CNF), specializzata nel recupero e gestione di crediti problematici, e opera anche nella riscossione dei tributi su tutto il territorio nazionale. In seguito si dedica al mondo della costruzione con le società Sea View Real Estate a Gallipoli e FF buildings a Verona. In Toscana, invece, acquisisce una tenuta nella zona del Chianti Classico Gallo Nero dove realizza l’azienda vitivinicola Boschetto Campacci.

Sin dalla sua nascita viene premiata come migliore cantina esordiente, il successo continua negli anni con la gran selezione Ruello servita ai capi di stato del G7 e con i suoi punteggi attribuiti sino ad oggi ottenendo 99/100, punteggio attribuito a pochissimi vini italiani. Nel 2022 decide di entrare nel mondo della ristorazione, rileva un ristorante storico di Verona “Ristorante da Ruggero”, specializzato nella cucina di pesce di mare e che oggi rappresenta un punto di riferimento a Verona. Un anno dopo acquista un ulteriore ristorante, nel centro di Verona, “La locanda da Ruggero” la cui specialità è la cucina di terra con particolare attenzione alla materia prima e alle ricette della tradizione. Infine con l’azienda CNF finanziando la Fondazione Arena entra a far parte delle 67 colonne.

Da dove e come nasce il suo spirito imprenditoriale?
Il mio spirito imprenditoriale nasce molto presto, dall’osservazione curiosa di come funzionano le cose. Ho sempre avuto il desiderio di costruire, migliorare, dare una forma concreta alle idee. Con il tempo questo si è trasformato in una vera attitudine: individuare opportunità, immaginare nuovi progetti e metterli a terra con determinazione. È un tratto che considero naturale, ma che ho coltivato ogni giorno con studio, esperienza e responsabilità.
Che cosa l’ha spinta a diversificare la sua attività in settori così differenti tra loro?
La convinzione che ogni settore, se gestito con competenza, visione e persone giuste, possa generare valore. Diversificare non è stato un capriccio, ma una strategia: mi piace costruire sinergie tra ambiti diversi e creare ecosistemi che si rafforzano a vicenda. Il mondo finanziario, la ristorazione, il vino e anche i progetti culturali non sono “isole separate”: hanno un’unica radice, la volontà di interpretare il territorio e contribuire alla sua crescita.
Quali sensazioni prova nel vedere il suo vino premiato e presentato al G7?
È una soddisfazione profonda, ma anche una grande responsabilità. Vedere Ruello rappresentare l’Italia in un contesto così prestigioso significa che il lavoro fatto – dalla cura delle vigne alla ricerca della massima qualità – viene riconosciuto a livello internazionale. Mi emoziona pensare che dietro ogni bottiglia ci siano le persone della tenuta, i sacrifici, la passione. E allo stesso tempo mi spinge a fare ancora meglio.
Ci sono novità o nuovi progetti in arrivo nel settore della ristorazione?
Sì, assolutamente. Stiamo lavorando su più fronti: da un lato il consolidamento dell’esperienza di “Da Ruggero”, con l’ampliamento degli spazi e la creazione di sale tematiche che raccontano un’identità forte, di recente verrà inaugurata la sala prestige dedicata ad eventi e banchetti. Dall’altro, nuovi format che uniscono tradizione e ricerca, pensati per un pubblico che vuole qualità ma anche emozione. La ristorazione per me è narrazione: ogni nuovo progetto nasce con l’idea di raccontare una storia diversa.

Quali sono le motivazioni che l’hanno portata a sostenere la Fondazione Arena e che relazione vede tra la sua attività finanziaria e il mondo della cultura dell’Arena?
Sostenere la Fondazione Arena significa sostenere Verona. L’Arena è un patrimonio culturale che appartiene non solo alla città, ma all’Italia intera. Credo che l’impresa, quando può, debba restituire valore al territorio in cui cresce.
La relazione tra attività finanziaria e cultura è semplice: entrambi richiedono visione, struttura, disciplina e capacità di attrarre pubblico. La cultura crea identità, l’impresa crea opportunità. Metterle insieme è naturale.
Quali sono i suoi prossimi obiettivi su cui intende concentrarsi nei prossimi anni?
Puntare sulla qualità, sulla solidità e sulla continuità. Da un lato, rafforzare i progetti già avviati – sia nel settore finanziario che in quello enogastronomico – portandoli a un livello sempre più internazionale. Dall’altro, far crescere il brand Ruello e la Tenuta Boschetto Campacci come punto di riferimento nel panorama vinicolo d’eccellenza. E parallelamente sviluppare luoghi di ospitalità che raccontino uno stile di vita autentico, italiano, contemporaneo.

Che consiglio darebbe ai giovani che desiderano avviare un’attività imprenditoriale?
Direi tre cose. La prima: non abbiate fretta, costruire richiede tempo. La seconda: circondatevi di persone competenti, perché nessun progetto cresce da solo. La terza: non abbiate paura di sbagliare. Gli errori, quando si impara da essi, sono la parte più preziosa del percorso. L’imprenditoria non è un salto nel vuoto: è un cammino fatto di studio, coraggio e continuità











