Quando sentiamo parlare di Grande Guerra ci viene spontaneo pensare a grandi teatri di combattimento come il Monte Grappa o l’altopiano di Asiago, ma spesso ci dimentichiamo di fronti secondari o terziari nei quali, nonostante “non sia mai stato sparato un colpo” (così dicono molti anziani della zona), il territorio è rimasto “alterato” fino ai nostri giorni.
Nasce da questi presupposti una iniziativa da parte della “Associazione IV novembre” che, attraverso un nucleo di associati e tramite autorizzazione del Parco Naturale Regionale della Lessinia, dall’ottobre 2024 sta svolgendo ricerche con il metal detector e una mappatura di tutte le infrastrutture presenti in zona.
Tutto ha avuto inizio con una ardua ricerca negli archivi di Stato di Verona, per cercare di scovare alcuni documenti risalenti al periodo bellico nella zona montana veronese.
La quantità di materiale presente nei registri riguardava per lo più il furto di animali o limitazioni riguardo il contrabbando di materiale tra il Trentino ed il Veneto, ma a sorprendere Jody Fustini, il principale ricercatore responsabile del progetto, è stata la grande presenza di richieste per la costruzione di nuove strade ed infrastrutture. Vi era inoltre una vasta quantità di domanda riguardo l’acquisizione di licenze per la vendita di tabacchi e liquori e l’apertura di nuove osterie e luoghi di ristoro. Tramite queste informazioni si è potuto intuire dunque che la quantità di persone presenti sull’Altopiano Lessino stesse aumentando notevolmente.


Il passo successivo è stato quello di consultare i principali bollettini di guerra inviati dagli ufficiali e alcune rarefatte cartine militari dell’epoca, riguardanti gli spostamenti delle truppe in zona. Tramite queste informazioni si è potuto dunque capire che il ruolo della linea Lessina, era quello di fermare un eventuale attacco austriaco a seguito dello sfondamento sul monte Zugna e Passo Buole. Tutto ciò non avvenne grazie alla salda resistenza e allo a grande tenacia della Brigata Taro nel luogo appena citato e, quindi, la Lessinia non risultò mai di importante spessore dal punto di vista bellico.
Durante le ricerche svolte dai 9 ricercatori, sono riemersi dal terreno molti manufatti mentre sono state riscoperte anche tante postazioni e opere ingegneristiche.
Per ogni reperto che è stato rinvenuto, è stata fatta una opera di tracciamento, infatti è stata segnata la posizione GPS di dove si trovava.
Alcuni tra i reperti maggiormente degni di nota sono un “bicchiere” (ovvero il corpo di una bomba) da 7.5cm di calibro, di produzione austriaca, riscoperto dopo oltre 100 anni da Paolo Sandrini e segno che l’impero avesse qualche intenzione di indebolire le seconde linee difensive italiane. E’ stato rinvenuto un calibro simile da Mirco Chiementin, un 70mm italiano, forse segno di alcune esercitazioni.


Oltre a calibri di artiglieria, sono stati rinvenuti da Jody Fustini e Stefano Brunelli, due piatti della gavetta italiana, uno dei quali forato in modo da essere utilizzato come colino o come grattugia. Due silenziose testimonianze della vita quotidiana.


Di postazioni, invece, ne sono state riscoperte molte, ma tra le più caratteristiche vi sono senza dubbio due postazioni in parete, alle quali si può accedere tramite una piccola galleria, prima di sfociare in una camera doppia, dove è situata una “finestra” per il posizionamento di una mitragliatrice. Questa si trova sul monte Grola che, pur non essendo la vetta più alta dell’altopiano, gode di una ottima vista verso Passo Malera e Cima Trappola, Monte Tomba e l’interno dell’altopiano della Lessinia e la pianura del Veronese.

Lo scopo della ricerca è quello di non perdere la memoria di quanto costruito e vissuto da giovani italiani circa 110 anni fa e di farlo scoprire a tutti i visitatori del parco.
Questa opera di ricerca continuerà anche durante tutto il 2026, ancora nella zona EST, fino a Cima Sparavieri e Cima Mezzogiorno.
Si ringrazia l’Associazione IV novembre, l’ente Parco della Lessinia e tutti i responsabili del progetto per la collaborazione e, in particolare Jody Fustini quale capo progetto.













