Verona, leone marino sequestrato in un furgone: ora torna a nuotare allo zoo di Napoli

Un esemplare maschio di leone marino sudamericano scoperto dai carabinieri forestali in un piazzale aziendale nel Veronese. Detenuto in condizioni incompatibili con la sua natura, è stato sequestrato e trasferito allo Zoo di Napoli.

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All’interno di un mezzo parcheggiato in un piazzale aziendale nel Veronese, i carabinieri forestali hanno scoperto un esemplare maschio di leone marino sudamericano (Otaria flavescens), detenuto in condizioni del tutto incompatibili con le sue esigenze naturali.

L’animale, che per sua natura necessita di ampi spazi e di un ambiente acquatico in cui potersi immergere e nuotare, viveva da almeno un anno in una situazione di grave inadeguatezza. Era costretto a rimanere in un container, immerso in pochi centimetri d’acqua all’interno di una vasca di dimensioni insufficienti, privato della possibilità di nuotare, vedere la luce del sole e socializzare con altri individui della sua specie.

Il leone marino, un pinnipede che in natura percorre grandi distanze e vive in ambienti marini e costieri, era quindi impossibilitato a esprimere i propri comportamenti naturali.

La scoperta è stata effettuata dai carabinieri forestali del Reparto operativo del Raggruppamento Cites, con il supporto del Nipaaf (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale) e del Nucleo Cites di Verona, al termine di un’attività investigativa.

Il sequestro e le accuse

Concluso il sequestro, l’animale è stato trasferito allo Zoo di Napoli.

il leone marino durante una delle sue lezioni di nuoto

Il cosiddetto “proprietario”, una persona che viveva in una roulotte, è stato deferito all’autorità giudiziaria insieme ad altri due soggetti, titolari dell’azienda presso cui era parcheggiato il furgone, con l’ipotesi di reato di maltrattamento di animali.

Dagli accertamenti è inoltre emerso che l’animale, in passato, era stato impiegato in un circo.

Allo Zoo di Napoli è iniziata una nuova fase della vita del leone marino, ribattezzato Saylor.

Sono state avviate vere e proprie lezioni di nuoto, per permettergli di recuperare gradualmente il contatto con l’acqua dopo anni di immobilità forzata. Oggi è tornato a nuotare e sembra non voler più smettere.

Nonostante l’età avanzata e i suoi circa 300 chili di peso, Saylor ha ricominciato a muoversi in acqua con entusiasmo, attirando l’attenzione dei visitatori.

Il suo caso rappresenta un esempio concreto di come il recupero da situazioni di abuso sia possibile, ma anche di quante contraddizioni accompagnino vicende come questa. Saylor ora può nuotare, ricevere cure e vivere in sicurezza, ma continuerà a esistere sotto gli sguardi di un pubblico, in un ambiente che replica solo in minima parte la sua vita naturale.

La vera libertà, quella di scegliere dove andare e come vivere, per lui resterà purtroppo un’esperienza mai conosciuta.

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