A Verona dal 1983, grazie a un Decreto Vescovile, nasce il Centro Diocesano Aiuto Vita (CDAV), un’organizzazione di volontariato iscritta ai registri regionali, che nel 1987 si organizzerà come associazione. L’associazione aiuta donne sole o con bambini fino a tre anni che si trovano in una situazione di difficoltà fornendo abitazioni, beni di prima necessità, servizio di micronido e supporto psicologico.

Ogni giorno nella sede principale in via Bettelloni si alternano 60 volontari che tra psicologi, educatori, legali e assistenti sociali aiutano in vari ambiti. L’associazione collabora sia con enti pubblici (tra cui anche la Caritas, il Comune di Verona) che del privato sociale.
In una associazione l’attività non è portata avanti solo da specialisti del settore, ma da persone comuni, che oltre al proprio lavoro donano il loro tempo per aiutare gli altri. Spesso sono pensionati e pensionate che non si fanno fermare da questo e tornano a mettersi in gioco, per rimanere attivi.
Noi di Ermes abbiamo intervistato uno di loro.
A chi è rivolto il servizio dell’associazione di cui fa parte?
L’associazione offre aiuto a donne con o senza figli che si trovano in difficoltà e senza dimora. collabora in particolare con la Caritas, che propone al CDAV diverse abitazioni e beni primari per le famiglie. CDAV offre assistenza psicologica, medica e di sostentamento primario (vestiti per bimbi fino a quattro anni, cibo, in generale per i bambini). In più sono in contatto con gli empori della solidarietà presenti in tutta Verona, il Banco Alimentare, il Banco Farmaceutico e molti enti pubblici e non che fanno donazioni.

Come funziona il lavoro di volontariato?
Quello che faccio io è una parte del volontariato, più dal punto di vista manuale. Siamo preposti alla manutenzione e alla riparazione delle strutture dove queste famiglie sono ospitate. Nel momento in cui una donna con i figli riesce a provvedere alla propria famiglia la casa viene liberata e preparata ad accoglierne una nuova. Inoltre provvediamo al ritiro di arredi domestici (divani cucine poltrone…) offerti e regalati da privati o enti e ci prendiamo cura dei rifornimenti del magazzino di cibo e generi di prima necessità.
Ci descriva un suo giorno come volontario.
Io e altri due volontari ci ritroviamo una volta alla settimana alle 8 circa davanti alla sede di via Bettelloni. Lì poi carichiamo il furgone dell’associazione con gli attrezzi e il materiale necessario per la giornata e partiamo verso la nostra prima destinazione. I lavori di cui ci occupiamo sono di vario genere e in varie parti di Verona. Ci sono dei giorni in cui abbiamo molto da fare e altri in cui siamo più rilassati. Passiamo da lavori manuali come riparare tapparelle, tubature, a ritirare pacchi di pannolini, medicine dai depositi a portare giù dalle scale lavatrici, armadi che privati ci donano. Una volta alla settimana ci rechiamo all’isola ecologica dell’Amia in Basso Acquar dove portiamo gli elettrodomestici non riutilizzabili che sono stati sostituiti da quelli donati.
Sappiamo che collaborate anche con il Banco Alimentare.
Sì, una volta la settimana ritiriamo dal Banco Alimentare beni di prima necessità (cibo, soprattutto per bambini). Il mangiare che ritiriamo viene poi suddiviso in varie confezioni personalizzate per ogni famiglia, da un altro gruppo di volontari. Passiamo poi spesso al deposito pannolini e a seconda delle esigenze del magazzino principale carichiamo trasportiamo.
Mi ricordo addirittura un giorno abbiamo, in attesa della cisterna delle acque nere, ripulito la pompa della vasca delle acque nere; esperienza alquanto “puzzosa” ma in qualche modo soddisfacente.


Come mai ha deciso di diventare volontario? Bisogna avere una speciale vocazione o qualche abilità particolare?

Mi sono sempre interessato al “fai da te” in casa anche se non è il mio lavoro, e adesso che sono pensionato e ho molto tempo libero ho pensato che avrei potuto aiutare gli altri facendo quello che comunque faccio per passare il tempo.
A parte una propensione al lavoro manuale, per essere volontario in questa associazione, come faccio io, quello che veramente conta è avere desiderio di donare le proprie capacità agli altri al fine di facilitare la vita altrui. Bisogna che ci sia molta voglia di rendersi utile usufruendo delle proprie capacità manuali, senza però obbligatoriamente essere un esperto in tutto. Sostanzialmente basta avere buona volontà: lo scopo è aiutare gli altri allo stesso tempo divertendosi.
Cosa possiamo fare noi per aiutare queste associazioni oltre al volontariato?
Tutte le associazioni nelle quali operano volontari, come la Croce Verde, Caritas, senza il volontariato stesso avrebbero difficoltà ad operare, perché il costo sarebbe troppo alto. Se non si riesce a dedicare il proprio tempo, si possono sempre effettuare delle donazioni, sia come 5×1000 sia facendo una semplice chiamata al CDAV chiedendo se necessitano di qualcosa in particolare.













