Battaglia di Santa Lucia 1848: dalla speranza alla ritirata

Il 6 maggio 1848, nel quartiere di Santa Lucia, si tenne la terza battaglia d'indipendenza, che vede contrapposti il maresciallo Radetzky e il re Carlo Alberto, a guida delle truppe di Sardegna.

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Lo scorso 6 maggio si è tenuto il 176esimo anniversario dello scontro tra l’armata sarda e piemontese e l’esercito austriaco che ha visto trionfare Radetzky e i soldati austro-ungarici, con i segni del bombardamento italiano ancora visibili sul campanile della chiesa di Santa Lucia a Verona.

Il comandante delle armate sarde e re del regno di Savoia Carlo Alberto

Le tensioni tra gli austriaci e gli italiani furono esaltate dalle “Cinque Giornate di Milano”, ovvero una insurrezione avvenuta tra il 18 e 22 marzo del 1848, che liberò temporaneamente la città lombarda. Il Re, Carlo Alberto di Savoia, cercò di sfruttare il momento ma gli italiani trovarono una forte resistenza austriaca sul fiume Mincio, a Goito. Nonostante ciò, gli austriaci, vennero sconfitti e costretti a ritirarsi presso il fiume Adige.

Dopo questa vittoria il Re non sfruttò il momento, anzi, aspettò fino al 30 aprile per sferrare un attacco nella seconda battaglia d’indipendenza a Pastrengo, portando la propria ala sinistra fino all’ Adige

Il capo dell’esercito austriaco Josef Radetzky

Come riportato a inizio articolo, il 6 maggio 1848 ebbe luogo la battaglia di Santa Lucia che, nonostante la superiorità numerica l’armata sarda insieme ai granatieri piemontesi, non riuscì a far conquistare a Carlo Alberto tutte le posizioni che avrebbero potuto riportare Verona sotto il dominio italiano. Questo per la perfetta organizzazione delle truppe austriache comandate dal generale Josef Radetzky che sfruttarono la conoscenza migliore del territorio

L’esercito sardo, al termine della giornata, fu costretto a ripiegare. Dopo il successo gli austriaci ripresero l’iniziativa che non abbandonarono più per tutto il corso della campagna militare.

Questo episodio storico segnò una bruttissima sconfitta per il Regno di Sardegna, infatti questa battaglia è ricordata per essere stata la più sanguinosa con 110 morti e 776 feriti su 33 000 uomini per gli austriaci e per i sardi su 26 500 uomini ci furono 72 morti 190 feriti e 87 prigionieri (secondo quanto riportato dallo storico italiano Piero Pieri).

Gli austriaci in difesa del villaggio di Santa Lucia

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