Atene 1994: il Milan, allenato da Fabio Capello, giocò la finale di Champions League contro il Barcellona “stellare” di Johann Cruijff.

Questa squadra contava tra le sue fila giocatori del calibro di Guardiola e Koeman. Insomma, un vero e proprio schiacciasassi, capace di proporre un gioco fluido e spettacolare allo stesso tempo.

Il 18 maggio 1994, una data che tutti i tifosi milanisti ricorderanno per sempre, il Barcellona giocò la finale di Champions, raggiunta dopo aver sconfitto per 3-0 il Porto in semifinale.

Qui viene presentata una sintesi delle azioni salienti della partita Milan Barcellona

Il Milan invece arrivava da una vittoria per 3-0 sul Monaco di Wenger, che aveva ottenuto ottimi risultati nella competizione sino a quella partita.

I rossoneri, a dispetto del pronostico favorevole alla squadra dei blaugrana e alla sicurezza mostrata da quest’ultima, sul campo diedero spettacolo, incantando i 70.000 spettatori presenti quella sera e tutti coloro che invece hanno guardato la partita alla tv.

Capello sopperì alla mancata presenza dei due centrali “titolarissimi” mettendo in campo Filippo Galli e Paolo Maldini, andando a formare una coppia piuttosto inedita. A centrocampo furono schierati Boban e Donadoni

La formazione del Milan che trionfò quella sera

Capello schierò Albertini e il francese Desailly come coppia di centrocampisti centrali e in difesa Tassotti a destra, Panucci a sinistra, Galli e Maldini centrali. In attacco la coppia Massaro-Savicevic.

Le scelte attuate da mister Capello si rivelarono essere davvero azzeccate: al termine del primo tempo il Milan era in vantaggio di ben due reti,

Le due reti furono siglate da Massaro, al ventiduesimo minuto e al secondo minuto di recupero, e tracciarono una linea significativa per lo svolgimento del match.

Appena iniziata la ripresa, il Milan si portò avanti ulteriormente sul Barcellona, incapace di trattenere le frequenti incursioni nella propria metà campo da parte dei giocatori del “Diavolo”, grazie alla perla di Savicevic al secondo minuto della ripresa.

Savicevic, autore di un gol fatto con uno splendido pallonetto, tiene in mano la Coppa dei Campioni

A chiudere una serata magica ci pensò Desailly, che di potenza segnò la quarta ed ultima rete del match.

Questo risultato segnò il trionfo assoluto di Capello e l’apoteosi del calcio italiano, aumentata ancora di più dalla vittoria dell’Inter in Coppa Uefa nello stesso anno.

Insomma fu una serata speciale di un’annata indimenticabile per il Milan di mister Capello.

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Giacomo Bay
Ho quindici anni e mi piace camminare in montagna e osservare la flora e la fauna dei luoghi che visito. Amo leggere e il mio genere preferito è il fantasy: leggo spesso libri di Tolkien come “Il Signore degli Anelli”. A volte leggo anche romanzi gialli e romanzi storici, dato che una delle mie materie preferite è proprio la storia; mi piacciono tanto anche le altre materie, tranne la matematica. Suono il pianoforte, mi piace nuotare e sono uno scout. Ho la passione della fotografia e io e la mia macchina fotografica siamo pressoché inseparabili: ogni volta che andiamo in vacanza o che facciamo una semplice passeggiata, la porto sempre con me, perchè non si sa mai cosa si può fotografare di bello. Ho scelto il classico perchè mi piacciono le materie classiche e nella mia famiglia è quasi una tradizione. Abito a Castel d’Azzano. Sono una persona gentile, altruista e comprensiva. Da grande mi piacerebbe fare lo storico anche se ho anche altri progetti.

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