Susanne Dekker, cittadina olandese residente in Italia, ha trascorso la prima fase di questa pandemia dalla sua famiglia, in Olanda. Tornata in Italia ha toccato con mano le differenze di provvedimenti presi dai due Paesi.

Questa intervista non vuole far risaltare quale dei due paesi ha reagito meglio, ma soltanto capire come uno Stato diverso dal nostro ha reagito all’emergenza.

Com’è ora la situazione in Olanda? È diversa rispetto a quella italiana? 

La situazione, ora, è più o meno la stessa. Come l’Italia anche l’Olanda si torva nella “coda” di questa pandemia. Il picco è stato intorno ad Aprile. Ora in Olanda si sta valutando di riaprire tutti gli esercizi. 

C’è stato un vero proprio lockdown? È stata data più libertà ai cittadini?

No, in Olanda è stato applicato quello che chiamano, tradotto in italiano, un “lockdown intelligente”, ovvero le persone potevano circolare liberamente e non c’era l’obbligo di stare a casa. Bar e ristoranti erano chiusi, perchè sono luoghi ad alta frequentazione, ma tutti gli altri negozi potevano rimanere aperti. Ogni negozio poteva decidere se stare aperto o chiuso. Molti negozi hanno deciso di chiudere per la bassa presenza di clienti o perché non riuscivano a far rispettare le distanze di sicurezza.

C’è l’obbligo di indossare la mascherina?

No. È ed era un provvedimento difficile da applicare in quanto le mascherine sono difficili da reperire. L’Olanda è stato uno degli ultimi paesi a soffrire dell’emergenza e la maggior parte delle scorte erano già state comprate dagli altri stati. Le mascherine erano appena sufficienti per essere utilizzate dallo staff medico e quindi non avanzavano per il resto della popolazione tanto da farne un’obbligo. In Olanda è stato considerato più importante il mantenimento delle distanze tra le persone Solo da pochi giorni è obbligatorio indossare la mascherina sui trasporti pubblici. 

Le persone hanno reagito diversamente? C’è stato più caos e paura in Italia o in Olanda? 

Anche in Olanda le persone erano preoccupate. Ora ,qui come in Olanda, le persone si sono abituate alla situazione, ne hanno la consapevolezza e sono più tranquille. Secondo me è giusto così perchè non si può vivere nella paura. Dipende però da persona a persona in quanto ci sono persone che più di altre sono state afflitte da questa pandemia, come i medici e le persone stesse che hanno contratto la malattia. In Italia ci sono stati più casi e decessi che hanno portato più caos, essendo stato uno dei primi paesi ad esserne colpito e non sapendo come la situazione si sarebbe andata a sviluppare. In Olanda la situazione era più tranquilla e il paese, guardando la situazione italiana, è riuscito ad organizzarsi e prepararsi meglio all’emergenza. Non abbiamo avuto problemi di ospedali sovraccaricati di pazienti o di terapie intensive alla massima capacità. 

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