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Turisti sul Lago di Garda

Ivan De Beni, attuale Presidente di Federalberghi Garda Veneto, ha parlato questa mattina durante la trasmissione di Buongiorno Verona Live rispondendo a domande riguardanti la situazione turistica attuale sul territorio del Garda

De Beni afferma che, per quanto riguarda il turismo tedesco, si sono riscontrate frequenti prenotazioni durante i mesi di luglio e agosto e, al giorno d’oggi, non si può ancora dire che cosa possa riserbare il futuro che appare ancora incerto e nebbioso, soprattutto per il settore alberghiero.

Per quanto riguarda quello che attualmente viene definito “turismo di prossimità”, ovvero quello composto soltanto o prevalentemente da provenienza nel nostro caso veneta o di zone comunque vicine al sito considerato, De Beni afferma che il turismo del Benaco è attivo quasi esclusivamente per la presenza estera. I cittadini italiani e della Regione Veneto vengono sul Garda soltanto durante il fine settimana e il sabato (raramente si fermano una notte).

Garda

Insiste nel sottolineare la presenza di turisti, in particolare tedeschi, in consistente quantità, ma appare una problematica che è causata dall’assenza di persone di origine britannica, che nel periodo antecedente al Covid era pari al 15% dell’intera affluenza. Questo calo è stato causato dall’arrivo di un’ulteriore variante in Gran Bretagna, la variante Delta, che crea molteplici disagi, uno fra questi è rappresentato dalla proroga di ulteriori restrizioni fino a fine luglio.

Ivan De Beni

Anche gli olandesi e i danesi si mostrano nell’impossibilità di giungere sul Lago di Garda, infatti, non stanno prenotando né viaggiando a causa del mantenimento della quarantena (una sosta di quindici giorni) in caso di rientro nel proprio Paese (Olanda o Danimarca). Il presidente De Beni fa un esempio, affermando che, se per caso una famiglia olandese dovesse venire al Lago di Garda per rimanervi anche qualche giorno, successivamente dovrebbe rimanere in quarantena per due settimane, perciò è chiaro che preferisce fare un bagno nel Mare del Nord. Con ciò, riferendosi alla mancanza di turisti che ancora insiste, dice «c’è ancora tanto spazio da occupare e mancano delle fette di mercato fondamentali».

E per quanto riguarda l’organizzazione delle strutture alberghiere? «Pur mantenendo le restrizioni e le regole che sono state prescritte dallo Stato, gli alberghi sono riusciti a superare anche questa difficoltà tornando a come lavoravamo quarant’anni fa, – prosegue il presidente di Federalberghi Garda – ovvero con un importante rapporto personale e un contatto diretto con i clienti attraverso una telefonata individuale, utilizzano le così dette OTA, ovvero portali di prenotazione. La cosa che fanno più spesso i clienti degli alberghi è chiedere informazioni, per quanto concerne la sicurezza, la prevenzione, cosa accade a livello territoriale e quali sono le regole che vigono in un territorio».

Intervista effettuata in un’intervista di Buongiorno Verona Live di Radio Adige Tv

Le strutture di De Beni sono, ormai, da due anni che funzionano seguendo le prescrizioni e le regole, si sono “quasi trasformati in ospedali” come sottolinea il presidente. Risulta più sicuro venire in ferie in una struttura alberghiera piuttosto che in altre località. La mentalità è quella di privilegiare il turismo all’aperto, quindi (parlando con i turisti campeggiatori), è riuscito a capire che il Covid ha creato una psicosi secondo la quale le persone si sentono più sicure rimanendo in campeggio o affittando degli appartamenti in residence.

Ivan De Beni presidente della Federalberghi

Per ciò che stato stabilito dall’accordo tra Federalberghi e Federfarma, riguardo alla possibilità di far eseguire ai turisti e ai dipendenti test rapidi antigenici contro la diffusione della pandemia di Coronavirus ad un prezzo equo, De Beni ritiene che sia stata una mossa estremamente importante poiché serve per salvaguardare la sicurezza dei clienti e dare loro stabilità, oltre che certezza, prima di partire. Rappresenta sicuramente un gesto in più e, sottolinea, rappresenta una delle domande che pongono al momento della prenotazione.

Il presidente De Beni ci ha sicuramente dato delle informazioni utili per capire lo scenario generale, cerchiamo di sperare che la variante Delta non affligga il territorio Europeo e che i turisti del Nord Europa possano tornare a conoscere le bellezze del Lago, ma anche noi, veneti, italiani. Ivan De Beni chiude la sua intervista con un’esortazione indirizzata a noi, ricordandoci di tornare a osservare e ammirare una volta in più quel panorama mozzafiato: «Venite anche voi, venite a scoprire le bellezze del Lago di Garda, vi aspettiamo!».

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Amo il mio nome, dotato di una duplice sfaccettatura: dolce e affettuosa, ma, al contempo, forte e decisa. Mi chiamo Camilla e il mio carattere rispecchia questa duplicità. Amo scrivere e leggere romanzi, anche storici, perché possono farci vivere momenti di vita passata da non dimenticare. Però i libri fantasy e di fantascienza mi hanno aperto le ali della fantasia, portandomi a trovare sublime anche la più minuziosa descrizione. Amo l’aria aperta, vivere ciò che può essere vissuto, percepire il vento sulle guance e i raggi solari che si intrecciano alle ciglia. Mi piace l’attività fisica: da cinque anni pratico tennis, seppur la mia carriera sportiva nasca con la danza classica e la pallacanestro. Suono il pianoforte che, al pari di me, è dotato di note alte e basse, tasti bianchi e neri. Apprezzo tutte le materie nelle loro diversità: da quelle umanistiche centrate sul pensiero, la filosofia e l’animo umano fino a quelle scientifiche che con numeri e formule ci portano alla statistica, al concetto illuminista e alla ragione. Avere 15 anni vuol dire trovarsi nell’inquieta adolescenza, da attraversare e vivere cercando di trovare ogni giorno la sfaccettatura migliore.

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