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Quest’anno è stato, a livello astronautico e spaziale, ricco e pieno di emozioni, con continui atterraggi di sonde e missioni spaziali. Ma quali sono e quali sono stati i loro costanti obiettivi?

Missione Insight

Missione Insight

La prima missione spaziale è rappresentata da InSight, il quale è un lander, ovvero una navicella spaziale destinata ad atterrare sulla superficie di un pianeta o di una luna senza capacità di movimento, progettato e inviato su Marte dalla Nasa. È dotato di un braccio di 1.8 metri di lunghezza, con articolazioni simili a quelle della spalla, del gomito e del polso, e quattro motori: all’estremità del suo braccio è collocata una pinza.

Questo braccio sposta la sonda di flusso di calore, un trapano che può scavare fino a 5 metri di profondità, più a fondo di tutti gli altri strumenti inviati su Marte. Purtroppo, la sonda, da gennaio di quest’anno, ha smesso di funzionare. Insight era stato lanciato il 5 maggio 2018, alla fine di un lungo e molto costoso (ben ottocento milioni di dollari) processo di progettazione che ha coinvolto specialisti e scienziati provenienti da Stati Uniti, Canada, Regno Unito e molti altri Paesi europei, tra cui anche l’Italia. La sua struttura è ispirata a quella del lander della Nasa Mars Phoenix, lanciato nel 2007.

Il suo delicato atterraggio si è compiuto alle 11:54 del 26 novembre 2018: a renderlo possibile sono stati dei retrorazzi incorporati e un paracadute. Gli obiettivi principali della missione:

  • comprendere la formazione dei pianeti e la loro evoluzione attraverso lo studio della struttura interna di Marte;
  • studiare il livello di attività sismica su Marte e la frequenza di impatti meteorici

Nei mesi scorsi, InSight si è trovato in una situazione critica, a causa della mancanza di energia: la polvere ha, infatti, ricoperto i pannelli solari che lo alimentano e le temperature invernali, che, durante la notte, possono arrivare a -90°C, non hanno aiutato. Il lander può quindi utilizzare solo una parte dei suoi strumenti scientifici: questo dovrebbe aiutarlo a resistere fino a questo mese, in cui riuscirà a riprendere le proprie attività regolarmente, grazie all’aumento della radiazione solare. InSight dovrebbe rimanere operativo fino al 2022.

Cosa sta compiendo la NASA attraverso la missione InSight?

Missione Curiosity

Rover Curiosity

Il Rover Curiosity è un veicolo che esplora la superficie di Marte, per comprenderne la composizione geologica e per studiarne il clima, così da capire se l’uomo potrà abitarlo. Il Rover è arrivato sul Pianeta Rosso il 6 agosto 2012 e, sebbene dovesse operare per un solo anno marziano (687 giorni terrestri), è ancora oggi attivo e continua a inviare dati interessanti.

Curiosity è un robot automatico alimentato da generatori nucleari e radioisotopi, che gli permettono di lavorare giorno e notte; sul retro ha due antenne che servono per inviare ai laboratori della Nasa le foto scattate e i dati raccolti. Esso opera grazie ai Rover Planner, scienziati e geologi che, dalla Terra, ne programmano giornalmente i percorsi: questi ultimi possono essere modificati anche in diretta, nonostante la differenza di 12 minuti necessaria perché i segnali arrivino dalla Terra a Marte, nel caso in cui i percorsi programmati si rivelino impervi.

Superficie di Marte

Subito dopo l’atterraggio, Curiosity ha cominciato a inviare immagini della superficie di Marte e a realizzare analisi sui campioni di terreno: tra le foto scattate ci sono la Luna e la Terra viste da Marte, le dune sabbiose e i tramonti marziani. Le analisi sul terreno hanno rilevato la presenza di carbonio organico, idrogeno, ossigeno e zolfo, tutti elementi fondamentali per la vita. Nel 2013, dopo un solo anno dall’atterraggio, si sono registrate non poche difficoltà: il Rover subì un cortocircuito, che lo costrinse a fermarsi temporaneamente e danni alle ruote, a causa del terreno roccioso del pianeta.

Da ultimo si danneggiò il trapano utilizzato per la raccolta di campioni di terreno. Grazie all’intervento degli scienziati, però, si è posto rimedio a ogni cosa, spesso migliorando le componenti del Rover. Una delle più recenti scoperte compiute da Curiosity, del novembre 2020, consiste nell’aver potuto ricostruire, in seguito all’individuazione e all’analisi di un cratere sulla superficie di Marte, la presenza di acqua sul Pianeta quattro miliardi di anni fa.

La missione Curiosity e le sue scoperte

Missione Tianwen-1

Missione Tianwen-1

La Cina ha raggiunto l’orbita di Marte il 10 febbraio scorso dopo il lancio avvenuto il 23 luglio 2020. Attraverso la missione Tianwen-1, il cui nome significherebbe “ricerca delle verità celesti”, la China National Space Administration ha compiuto un’impresa eccezionale: portare sul Pianeta Rosso nello stesso momento un orbiter, un lander e un rover, tutti dotati di strumenti estremamente avanzati per studiare nel dettaglio Marte. L’orbiter studierà l’atmosfera per un anno marziano (687 giorni terrestri). Esso è dotato, tra gli strumenti, anche di due telecamere, di radar di superficie e di un rilevatore per studiare il campo magnetico del Pianeta. Sarà in grado anche di scambiare comunicazioni tra la Terra e il rover superficiale. Il rover sarà attivo per almeno 90 giorni, e con i suoi strumenti studierà la composizione del suolo marziano e la distribuzione dell’acqua sotterranea.

La zona di atterraggio è stata selezionata bilanciando le necessità ingegneristiche con quelle scientifiche. L’area si trova a quota bassa il che aumenta l’atmosfera sotto la superficie e il conseguente rallentamento effettuato dal paracadute. Si trova inoltre a una bassa latitudine, il che aumenta l’efficacia dei pannelli solari montati sul rover. Quest’ultimo sarà, infatti, alimentato solamente da fonti solari, e non da generatori di plutonio come i rover Perseverance e Curiosity.

Marte, il Pianeta Rosso

Il lander della sonda Tianwen-1 ha toccato il suolo di Marte il 15 maggio, e la Cina è così diventata il terzo Paese a portare un veicolo sulla sua superficie. Il rover Zhurong si è posato nella grande pianura chiamata Utopia Planitia, nell’emisfero settentrionale, ed è stato chiamato come l’antico dio del fuoco, che ricorda il nome di Marte, in cinese “Stella del fuoco”. Se la missione avrà successo, il rover a sei ruote raccoglierà e analizzerà campioni di roccia della superficie del pianeta, dove dovrebbe lavorare per circa tre mesi.

Missione Tianwen-1

Missione Yutu-2

Yutu-2

Nel mese di gennaio del 2019 è stata intrapresa la prima esplorazione robotica della faccia nascosta della Luna. A raggiungere questo ambizioso obiettivo è stata la sonda cinese Chang’e 4, allunata sul lato non visibile del nostro satellite naturale, che ha trasportato il rover Yutu-2. Dopo oltre due anni di esplorazione di queste particolari zone lunari, il piccolo robot ha percorso 700 metri nel cratere Von Karman, nei pressi del polo sud lunare, ampio circa 180 chilometri.

Il 25 luglio dell’anno scorso Yutu-2 ha iniziato ad analizzare un’area di interesse e il 28 luglio, proprio mentre il team di missione si preparava a spegnere il rover per proteggerlo dal calore e dalle radiazioni del Sole a picco sopra la sua “testa”, uno dei ricercatori ha notato un luccichio anomalo in un piccolo cratere lungo il percorso. Yutu-2 avrebbe individuato una sostanza strana, un materiale di aspetto luccicante e della consistenza apparentemente gelatinosa. Secondo alcuni ricercatori esterni alla missione, dato che sulla Luna non esiste acqua allo stato liquido, potrebbe trattarsi di un materiale un tempo fuso poi solidificatosi; forse del vetro prodotto in passati impatti meteoritici.

Le facce della Luna

Inoltre, il rover Yutu-2 avrebbe scoperto quelle che sembrano essere delle rocce relativamente giovani e nuove. Un’attenta ispezione di alcune rocce ha rivelato una piccola erosione, causata da micrometeoriti e dai cambiamenti di temperatura durante la notte e il giorno lunare. Tale anomalia suggerisce che i frammenti siano appunto estremamente recenti. La luminosità relativa delle rocce ha anche indicato che i detriti potrebbero aver avuto origine in un’area molto diversa da quella che Yutu-2 sta esplorando. Le dimensioni, la forma e il colore delle rocce ci restituiscono diversi indizi sulla sua origine. Nei prossimi mesi continuerà a fornirci di nuove, innovative informazioni.

Tutte queste missioni fanno scaturire una grande curiosità spaziale: quell’immensità celeste, quell’infinito insieme di stelle, potrà mai essere scoperto completamente? Nasce dal Big Bang o da qualcos’altro? È il più grande mistero dell’umanità! Per questo continuano a essere effettuate straordinarie spedizioni per cercare di ottenere nuove informazioni e tracciare una mappa sempre più chiara.

Missione Yutu-2

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Amo il mio nome, dotato di una duplice sfaccettatura: dolce e affettuosa, ma, al contempo, forte e decisa. Mi chiamo Camilla e il mio carattere rispecchia questa duplicità. Amo scrivere e leggere romanzi, anche storici, perché possono farci vivere momenti di vita passata da non dimenticare. Però i libri fantasy e di fantascienza mi hanno aperto le ali della fantasia, portandomi a trovare sublime anche la più minuziosa descrizione. Amo l’aria aperta, vivere ciò che può essere vissuto, percepire il vento sulle guance e i raggi solari che si intrecciano alle ciglia. Mi piace l’attività fisica: da cinque anni pratico tennis, seppur la mia carriera sportiva nasca con la danza classica e la pallacanestro. Suono il pianoforte che, al pari di me, è dotato di note alte e basse, tasti bianchi e neri. Apprezzo tutte le materie nelle loro diversità: da quelle umanistiche centrate sul pensiero, la filosofia e l’animo umano fino a quelle scientifiche che con numeri e formule ci portano alla statistica, al concetto illuminista e alla ragione. Avere 15 anni vuol dire trovarsi nell’inquieta adolescenza, da attraversare e vivere cercando di trovare ogni giorno la sfaccettatura migliore.

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