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Quest’anno ad aggiudicarsi il Premio Women First è stata Giulia Borghesani, una ragazza di soli 28 anni e specializzanda in Oncologia a Verona, la quale, grazie alla sua tesi che vede come argomento principale il tumore al seno, ha lanciato un messaggio di speranza per milioni di donne. L’elaborato di Giulia verte in modo particolare sulle nuove terapie per la cura del carcinoma mammario, una malattia che per molto tempo ha spaventato le donne, poiché circa il 50 per cento di coloro che ne sono state vittima non è riuscito a vincere la battaglia contro questo mostro.

Giulia Borghesani mentre espone la sua tesi

Al giorno d’oggi, però, il tumore al seno non deve più fare paura, dal momento che la maggior parte dei pazienti che ne vengono colpiti (circa l’85 per cento) sono in grado di sconfiggerlo, mentre laddove non si riesca a raggiungere tale risultato è possibile convivere con la malattia, grazie ai mezzi messi a disposizione dalla medicina. Inoltre un’altro messaggio di speranza presente all’interno della tesi di Giulia Borghesani è l’illustrazione della terapia biologica e dell’ immunoterapia, due modalità già  impiegate al fine di trattare il melanoma e il tumore del polmone, che permettono di ridurre gli effetti collaterali della cura, e allo stesso tempo di migliorarne i risultati.

In seguito all’esposizione della tesi da parte della specializzanda, la validità delle informazioni è stata riconosciuta anche da Annamaria Molino, presidente del Soroptimist Club di Verona e direttrice del Gruppo Senologico dell’Aoui (Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata) di Verona, e da Michele Milella, direttore del Dipartimento di Oncologia Medica dell’Aoui. Tuttavia l’incidenza di 55 mila donne e 500 uomini, registrata nel 2020, fa del tumore alla mammella il più diffuso, oltre che il primo nel nostro Paese. “Ciò è dovuto, in parte all’invecchiamento della popolazione, quindi al fattore età ed in parte alle diagnosi precoci, che ci portano alla conoscenza di buona parte del sommerso. Nelle donne under 45, inoltre, un nuovo fattore di rischio è costituito dalle gravidanze tardive, dal basso numero di quest’ultime e da altri fattori” queste sono le parole dell’oncologa Elena Fiorio, correlatrice della tesi premiata, riportate sul sito Veronasera.it. 

Ma non bisogna arrendersi! Le guarigioni al giorno d’oggi, infatti, aumentano sempre di più grazie al contributo di milioni di specialisti, di donne che con immenso coraggio hanno partecipato agli studi clinici e di giovani medici, proprio come Giulia Borghesani, che contribuiscono alla battaglia contro il cancro al seno. Il Premio Women First 2022, pertanto, porta con sé un grandissimo messaggio che dona forza e speranza a milioni di donne di tutte le età.

Che cos’è il Premio Women First?

Il nastro rosa, simbolo della battaglia contro il tumore al seno

Il Premio Women First è un riconoscimento, indetto dal Soroptimist Club di Verona, che individua e esalta il talento delle giovani laureate dell’Università veronese e viene assegnato ad una studentessa che sia stata capace di distinguersi per una particolare ricerca, ad anni alterni, in ambito medico-scientifico, con preferenza per le tesi volte alla promozione della salute fisica o psicologica della donna, oppure in ambito umanistico.

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