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1,405 miliardi di euro. Questa la cifra spesa dal club calcistico del Paris Saint-Germain in undici anni. Già, perché nel 2011 il “Qatar Investment Authority“, fondo sovrano qatariota che gestisce gas e petrolio del Paese, comprò la squadra della capitale francese. Nasser Al-Khelaïfi, presidente di questa impresa, divenne a pieno titolo anche il presidente del PSG. 

Successi in campionato, maledizione dei quarti in Champions

Nasser Al-Khelaïfi

Al magnate il denaro non mancava di certo, quindi iniziò una serie di campagne acquisti stratosferiche al fine di portare all’ombra della Tour Eiffel campioni di ogni genere. Obiettivo: portare il PSG a vincere titoli su titoli, sia a livello nazionale che, soprattutto, a livello europeo. Fino a quel momento, il club di Parigi era una squadra mediocre che aveva vinto solamente due scudetti nella sua storia. La dirigenza fissò l’obiettivo della vittoria della Champions League entro cinque anni.

Al-Khelaïfi, solo nella prima stagione, tra la sessione di mercato estiva e quella invernale comprò diversi giocatori di alto livello, quali Salvatore Sirigu (attuale portiere del Genoa), Jérémy Ménez, Javier Pastore, Kevin Gameiro e Blaise Matuidi. Lo scudetto venne perso per un soffio, ma il secondo posto garantì al club la partecipazione alla Champions League dell’anno successivo. Nelle quattro stagioni seguenti, Al-Khelaïfi spese centinaia di milioni di euro per l’acquisto di calciatori del calibro di Lavezzi, Verratti, Thiago Silva, Ibrahimovic, Cavani e Di Maria. In Ligue 1 non ci fu più storia: quattro scudetti nelle quattro stagioni successive. In Champions, però, quattro eliminazioni di seguito ai quarti di finale, contro Barcellona (2013), Chelsea (2014), nuovamente Barcellona (2015) e Manchester City (2016). 

Spese folli, beffe e rimonte

Quindi, la dirigenza del club decise di cambiare il direttore sportivo e l’allenatore della squadra: il club era senza dubbio uno dei più forti del pianeta, eppure a livello europeo non riusciva mai a portare a casa un trofeo. La stagione 2016-2017, che sarebbe dovuta essere quella buona, si rivelò però un disastro: sconfitta in Champions agli ottavi di finale contro il Barcellona (la celebre “Remuntada”, in cui i catalani vinsero 6-1 al Camp Nou ribaltando il parziale d’andata di 4-0 per i parigini) e addirittura secondo posto in campionato, vinto dal Monaco di Falcao, Mbappè, Fabinho e Bernardo Silva. 

Neymar e Mbappè con la maglia del PSG

Al-Khelaïfi rispose con una delle sessioni di mercato più irreali di sempre: in una sola estate, sopraggiunsero all’ombra della Tour Eiffel proprio l’asso diciannovenne del Monaco, Kylian Mbappè, per 145 milioni di euro, e il brasiliano Neymar dal Barcellona, per 222 milioni di euro. I due furono, e sono tutt’ora, gli acquisti più onerosi della storia del calcio. Risultato? Schiacciante vittoria della Ligue 1, ma eliminazione in Champions League agli ottavi per mano del Real Madrid. Nella stagione seguente (2018-2019) la musica non cambiò: il PSG ingaggia campioni di ogni genere, cambia allenatore, stravince il campionato, ma esce nuovamente agli ottavi di Champions, stavolta contro il Manchester United (che beffò i parigini al 94esimo minuto della gara di ritorno grazie a un rigore di Rashford).

A un passo dall’obiettivo

Neuer compie una parata su Neymar nella finale di Champions league 2019-2020

La stagione 2019-2020, però, parve essere davvero quella buona, dopo almeno un miliardo di euro speso in otto anni: la squadra, sulla carta, più forte del mondo, provò a rinforzarsi ulteriormente con i nuovi acquisti del portiere del Real Madrid Keylor Navas, del centrocampista Leandro Paredes e del centravanti dell’Inter Mauro Icardi (che però deluderà enormemente le aspettative). Dopo aver vinto in anticipo la Ligue 1, troncata alla 28esima giornata a causa della pandemia, riuscì per la prima volta nella Storia a superare i quarti di Champions. Liquidato il Lipsia per 3-0 in semifinale, il PSG era a un passo non solo dalla conquista della tanto ambita Champions League, ma anche del “triplete” (avendo vinto anche la coppa nazionale). In finale di Champions, però, ancora una volta i soldi non fecero la differenza: il Bayern Monaco, pur con giocatori molto meno costosi di quelli del club parigino, vinse 1-0 con il gol di Coman, mentre il tridente d’attacco del PSG costato in totale 430 milioni, Mbappè-Neymar-Di Maria, sbatteva contro uno strepitoso Neuer.

La stagione seguente andò ancora peggio per il club della capitale: infatti, come nel 2017, al PSG non solo sfuggì la Champions in semifinale contro il Manchester City, ma pure il campionato, vinto dal sorprendente Lille. Di conseguenza, per l’ennesima volta, Al-Khelaïfi rispose con i soldi: nonostante paresse impossibile, il PSG nella scorsa sessione estiva di mercato ha migliorato ancora di più la rosa più forte del mondo. I nomi di alcuni dei nuovi acquisti fanno rabbrividire solo a sentirli: vari giovani, quali il portiere della Nazionale italiana Donnarumma e i terzini Hakimi e Nuno Mendes, un centrocampista di assoluto livello, Georgino Wijnaldum, il miglior difensore dell’ultimo decennio, Sergio Ramos, e Lionel Messi

Il definitivo fallimento del PSG: i soldi non sempre fanno la felicità

La gioia di Benzema alla fine del match del Bernabeu

Già all’inizio della stagione, però, il PSG non convinceva appieno, ma poi, quando hanno iniziato a fare la differenza i campioni, in molti hanno pensato che nessuno avrebbe potuto impedire al club di vincere la Champions tanto sognata per undici anni. Non è da tutti, infatti, poter contare su un tridente d’attacco formato da Mbappè, Neymar e Messi. Eppure, ancora una volta, Al-Khelaïfi ha fallito: il 9 marzo scorso al Santiago Bernabeu di Madrid, il PSG si presenta da favorito, dopo aver vinto l’andata degli ottavi di finale per 1-0 grazie a un gioiello di Mbappè. Alla fine del primo tempo, con il PSG avanti 1-0 (ancora con Mbappè), il Real Madrid pare spacciato. Ma anche i Blancos possono contare su diversi fuoriclasse che, seppur magari non al livello di quelli del PSG, hanno nomi quali Vinicius, Kroos, Modric, Alaba e Benzema. Proprio quest’ultimo, centravanti dei Blancos, con una tripletta in diciassette minuti mette al tappeto il Paris Saint-Germain, ribaltando il risultato dell’andata ed escludendolo, nuovamente, dalla massima competizione europea. 

Si tratta di una beffa terribile per un club che ha speso oltre un miliardo per vincere questa competizione. La causa del fallimento, però, è da ricercare proprio nella mancanza di una “filosofia” di gioco in questa squadra, che è formata solamente da “figurine”. Nei videogiochi, se si hanno i giocatori più forti in ogni ruolo si vince. Il calcio reale però è molto più complesso, in quanto è totalmente imprevedibile. In questo sport infatti ci sono una miriade di fattori che possono influenzarne l’esito, dalla pioggia al vento, dal palo al rimpallo, dal feeling tra i giocatori e l’allenatore a quello tra un giocatore e un altro

Proprio quest’ultimo elemento spesso è venuto a mancare in questo club: la presunta lite tra Donnarumma e Neymar alla fine del match del Bernabeu sarebbe solo la punta dell’iceberg, in quanto le liti all’interno dello spogliatoio sono sempre state all’ordine del giorno per questo club. E sappiamo tutti quanto sia difficile vincere se manca la concordia tra i calciatori. Questo aspetto rende anche difficoltoso il lavoro per gli allenatori, non sempre abili nel gestire così tante “teste calde”. Il calcio non è infatti solo tecnica individuale, ma anche e soprattutto uno sport di squadra. Il PSG potrà comprare tutti i campioni che vuole, ma finché non sarà una squadra non solo di nome ma anche di fatto, non potrà mai portare nella capitale francese la tanto sospirata Coppa dalle Grandi Orecchie.

Ci aveva visto lungo la leggenda del calcio Johan Cruijff quando disse: «Perché dite che non si può battere una squadra ricca? Io non ho mai visto una borsa piena di soldi fare gol».

Gli highlights di Real Madrid-PSG 3-1

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