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Grazie al decreto del 25 febbraio 2022, gli “Gnocchi della Lessinia”, più comunemente noti come gnocchi di malga, e il “pero misso”, sono entrati a far parte dell’Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali.

Dopo due lunghi anni, per merito della Pro Loco del Comune di Sant’Anna d’Alfaedo in provincia di Verona, che ha coinvolto cuochi di sagre del paese e ristoratori locali per inserire gli gnocchi di Lessinia nei loro menù, questo piatto si è aggiunto agli altri 387 prodotti tradizionali del Veneto.

Foto del paese di Sant’Anna d’Alfaedo

Origine degli “Gnocchi di Lessinia”

Il nome più comune di questo prodotto tipico veneto, gnocchi di malga, deriva dal fatto che, in origine, questo piatto era mangiato dai pastori che portavano bovini e ovini in transumanza per circa quattro mesi e trascorrevano quel periodo nelle loro malghe.

Questi pastori portavano con sé quanto poteva servire per il tempo dell’alpeggio, inclusa farina che, insieme al latte munto, veniva utilizzata per cucinare dei semplici gnocchi, che poi venivano conditi con burro, formaggio e talvolta ricotta affumicata.

Foto di una tipica malga della Lessinia

Come preparare gli gnocchi di malga

In una terrina disporre 500 gr di farina setacciata, aggiungere un cucchiaino di sale fino e, versando 450 ml di acqua calda poco alla volta, amalgamare bene l’impasto, sbattendo con energia .

 Nel frattempo far bollire l’acqua in una pentola, salarla e poi cominciare ad immergervi l’impasto, diviso in piccole porzioni (circa mezzo cucchiaio per volta).

Quando gli gnocchi cominceranno a salire a galla, raccoglierli con una schiumarola.

Una volta scolati tutti, metterli direttamente nel piatto ed aggiungere il burro già precedentemente fuso, il grana o la ricotta affumicata grattugiata.

Cos’è  il “Pero Misso”?

Il pero misso è una particolare varietà di pero, che cresce tra i 500 e i 900 metri d’altezza e deve riposare per circa un mese in un luogo buio e asciutto dopo essere stato raccolto.

A causa di quest’ultima caratteristica, finora era possibile trovare questo frutto solo in fiere paesane ma, grazie al Dipartimento di Agronomia e Produzioni Vegetali della Facoltà di Agraria di Padova e alla associazione “Antica Terra Gentile”, la produzione di questa varietà aumenterà, in quanto alcuni coltivatori si occuperanno della coltivazione di questa pianta per proteggere la biodiversità e la tradizione.

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Ho quindici anni e vivo a Verona. Se non mi trovate chiuso in casa a leggere manga o libri fantasy, cercatemi al mare o al lago, anzi, in qualsiasi luogo in cui si possa nuotare. Fin da piccolo, sono sempre stato affascinato dal paesaggio sottomarino e dalla sua tranquillità, dai colori accesi dei pesci e dalle stelle marine. Questa mia passione si riflette negli sport che pratico da anni: apnea, per poter ammirare i pesci senza bisogno di attrezzature; subacquea, per raggiungere i luoghi in cui il mio respiro non riesce a portarmi; barca a vela e kayak, per quando ho voglia di osservare l’acqua da un punto di vista differente. Da grande mi piacerebbe diventare un biologo marino, per unire due miei grandi amori: quello per il mare e quello per la scienza. Ho un sogno nel cassetto: riuscire a visitare il Giappone. Sono attratto dalla cultura giapponese per il forte contrasto tra antico e moderno, tra tradizioni millenarie e avanguardia tecnologica. Vorrei immergermi nei bellissimi paesaggi naturali del monte Fuji o perdermi nella vita frenetica di quartieri come Shibuya; imparare la scrittura kanji, che riesce a far sembrare un semplice testo un’opera d’arte, e sperimentare la cucina nipponica, così diversa da quella italiana.

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