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La FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, ha dichiarato che gli italiani arrivano a sprecare fino a 65kg di cibo all’anno e tale cifra supera addirittura la media europea. E’ per questo che il nostro paese sta facendo grandi progressi in campo alimentare, proprio per ridurre gli sprechi.

sprecometro (Corriere della Sera)

A tal proposito hanno lanciato una nuova iniziativa che si chiama “Sprecometro”. Si tratta di un’app, che ha sviluppato l’Osservatorio Waste Watcher International, scaricabile gratuitamente. In poche domande è in grado di stimare l’impatto economico in euro e ambientale dello spreco del cibo nelle proprie mura domestiche. Tutti possono aggiornare l’app quotidianamente. Inoltre essa è in grado di fissare degli obiettivi di riduzione degli sprechi alimentari in linea con l’Agenda Onu per lo sviluppo sostenibile. Il nuovo strumento misura in grammi lo sperpero del cibo, facendo capire non solo quali alimenti si sprecano, ma anche il perché le persone li gettano via ancora buoni da mangiare.  

Le parole del Ministro Fratin

«Lo spreco alimentare reca danno all’ambiente e rappresenta un insostenibile costo energetico. Oltre a ciò è un peso etico della nostra società di fronte alla povertà. E’ una realtà che riguarda tutti noi: coltivare, produrre, trasportare e conservare cibo che poi non mangeremo e getteremo via, con il relativo smaltimento, determina una catena di costi energetici che, a maggiore ragione oggi, non può essere accettata». Lo afferma il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, in occasione della Giornata nazionale contro lo spreco alimentare.

Ministro Fratin (Il Riformista)

«Negli anni -ricorda Fratin – abbiamo fatto tanto, anche sul fronte parlamentare con l’approvazione di una legge specifica, per arginare un fenomeno da numeri che restano comunque allarmanti. Lo si fa investendo innanzitutto sulla consapevolezza dei consumatori, ma anche sulla limitazione di quegli sprechi nella filiera che oggi, grazie a una diffusa attenzione, appaiono più contenuti che in passato”. L’azione meritoria delle realtà attive nel sostegno ai più bisognosi, spiega il ministro, si sta coordinando con maggiore successo. Ad esempio, con le catene di supermercati, così che i prodotti prossimi alla scadenza non vengano buttati, ma destinati a chi ne ha più necessità. Allo stesso tempo, si coglie una maggiore attenzione del mondo imprenditoriale verso una produzione più sostenibile, così come nelle realtà agricole e della ristorazione».

«Il governo – conclude il Ministro – proseguirà a confrontarsi con Regioni e Comuni, prime frontiere della lotta allo spreco di cibo, ma anche in sede europea. Tutto ciò per rafforzare le buone pratiche e renderle patrimonio comune. La sfida ambientale e climatica si gioca anche dunque su questo terreno: usare bene le nostre risorse naturali, l’energia che produciamo, quel cibo nel quale l’Italia rappresenta l’esempio massimo di eccellenza».

Quali sono gli alimenti più “sprecati”?

Secondo un’analisi della Coldiretti su dati Onu gli sprechi maggiori avvengono nelle abitazioni  private dove si butta mediamente circa l’11% del cibo acquistato mentre mense e rivenditori ne gettano rispettivamente il 5% e il 2%. Un fenomeno che ha effetti clamorosi sull’economia, sulla sostenibilità, sul piano ambientale, sul dispendio energetico e sullo smaltimento dei rifiuti. Si stima che le emissioni associate allo spreco alimentare rappresentano l’8-10% del totale dei gas serra. Secondo il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna e di Last Minute Market di Borsa Merci Bologna, nelle case italiane si gettano mediamente ogni anno oltre 27 chili di cibo all’anno per abitante.

La frutta è l’alimento più sprecato in Italia, con 1,2 chili a testa che finiscono nella pattumiera in un anno, seguita dal pane con oltre 0,8 chili pro capite e poi da insalata, verdure, aglio e cipolle con perdite economiche nei bilanci delle famiglie. Ci sono stati comunque dei miglioramenti per alcune strategie adottate dagli italiani che hanno fatto scendere del 12% lo spreco alimentare nelle case nell’ultimo anno: dalla cucina degli avanzi alla doggy bag al ristorante, dal ritorno della gavetta in ufficio agli orti sul balcone, dalla lista della spesa e l’acquisto presso i contadini a “chilometro zero” ed infine uno sguardo attento alla data di scadenza fino al boom della spesa nei mercati.

Consigli per diminuire lo spreco alimentare

Prima di andare a fare la spesa preparare una lista della spesa consente di acquistare il necessario in modo da non ritrovarsi con scorte eccessive di uno stesso alimento che potrebbero causare uno spreco. 

Evitare di farsi attrarre dalle promozioni: il famoso tre per due spesso è ingannevole e porta ad acquistare beni di cui non si ha veramente bisogno. La miglior cosa sarebbe programmare la spesa per tutta la settimana, magari stilando un menù, in tal caso la spesa sarebbe mirata.

Fare la spesa a stomaco pieno poiché è constato che andarci a digiuno porta ad acquistare  più del dovuto ed inoltre  a fare  scorte alimentari non sempre necessarie.

Controllare la data di scadenza: la dicitura sulla confezione “consumarsi preferibilmente entro” non significa che vada gettata nel cestino allo scoccare della scadenza, va comunque controllato lo stato dell’alimento in questione sapendo che  dopo la scadenza ci sarà una perdita di alcune proprietà organolettiche, come ad esempio il profumo o il gusto.    

Organizzare dispensa e frigorifero in maniera razionale, posizionando a vista i prodotti con le scadenze più ravvicinate. 

È raccomandato non riempire mai il frigorifero con lo scopo di garantirne sempre il corretto funzionamento, poiché  un frigorifero strapieno non assicura il mantenimento della temperatura impostata e ciò comporterebbe il deterioramento degli alimenti in esso conservati. 

E se alcuni prodotti sono troppo maturi si può pensare di sfruttarli per arricchire dei dolci, nel caso di frutta o nel caso di verdure, preparare zuppe. Un modo utile per ridurre gli sprechi è riciclare gli avanzi!

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Bianca Pellegrini
Mi chiamo Bianca Pellegrini, ho quindici anni e frequento la classe quinta ginnasio al Liceo Classico delle Scuole Stimate. Vivo a Sant'Ambrogio di Valpolicella, un bellissimo paese circondato da campi di viti e ulivi, dove ogni giorno respiro l'aria pulita della campagna. L'atmosfera e l'ambiente in cui abito hanno influenzato molto il mio carattere: infatti sono una ragazza amante della libertà e della natura, nonché della giustizia. Il primo anno di liceo l’ho trascorso al Liceo Linguistico delle Stimate: questa scelta era stata dettata dalla mia passione per le lingue, in particolare per il tedesco e l’inglese, nonostante molti dei miei professori delle medie mi avessero consigliato di iscrivermi al Classico per la mia predisposizione alle materie umanistiche. Verso maggio 2021 però mi sono accorta che il percorso da me iniziato non era quello più consono al mio futuro, dato che mi piacerebbe intraprendere la carriera diplomatica, poiché unirebbe alla perfezione la mia passione per le lingue e quella per la giurisprudenza. Così ho deciso di “trasferirmi” al Liceo Classico e, dopo un’estate di intenso studio e di soddisfazioni nel tradurre le prime versioni di greco, eccomi qui, pronta per iniziare un nuovo anno scolastico impegnandomi al massimo in ciò che ho scelto di fare e cercando di trasformarlo in un percorso formativo indimenticabile!

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