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Il presidente statunitense ha alla fine firmato la legge di bilancio proposta dalla Camera, da gennaio controllata dai Democratici, per evitare un secondo shutdown, ossia una chiusura parziale delle attività pubbliche, dopo quello del mese scorso che si era concluso senza che venissero soddisfatte le richieste del presidente.

Ma Trump non è ancora pronto a mollare, e dopo poche ore dalla firma, come avevano preannunciato le voci trapelate dai suoi funzionari e confermate dalla portavoce della Casa Bianca Sarah Huckabee Sanders, dichiara lo stato d’emergenza con queste parole: “Non è solo una questione di promesse elettorali, c’è una vera e propria crisi della sicurezza. E dire che il muro non funziona è solo una bugia, una grande bugia. Il muro è necessario per fermare crimini, droga e non solo”.

Questo evento è una conseguenza della crisi politica che imperversa già da mesi negli USA e ha avuto inizio con il rifiuto dei Democratici di concedere a Trump i 5,7 miliardi di dollari che richiedeva per finanziare il muro, un’opera che aveva promesso in campagna elettorale e che considera fondamentale per il suo consenso. I Democratici, erano però stati categorici nel negargli i fondi. Trump aveva inizialmente dovuto accettare la sconfitta per far finire lo shutdown, ma negli scorsi giorni era tornato a chiedere i fondi e in molti temevano potesse cominciarne un altro, con le stesse conseguenze: attività statali chiuse, mancati stipendi ai dipendenti pubblici, caos nell’erogazione di molti servizi, eccetera.

Ma alla fine il presidente degli Stati Uniti ha optato per una strategia diversa: ha deciso di firmare la legge di bilancio negoziata con i Democratici, che prevede 1,375 miliardi di dollari per costruire recinzioni e barriere al confine (e quindi non per il muro che vuole Trump) e punta a ottenere il restante denaro necessario al suo progetto attraverso la proclamazione dello stato di emergenza. Questa dichiarazione porta una grande somma di denaro che potrà essere liberamente gestita dal presidente e che verrà sottratta a programmi come la lotta al narcotraffico, l’edilizia militare o il finanziamento del corpo del genio militare. Sommando i fondi di emergenza a quelli previsti dalla legge di bilancio, si stima che Trump avrà a disposizione 8 miliardi di dollari, più dei 5,7 che voleva inizialmente, per la costruzione di un muro cemento lungo 321 km .

Questa strategia è, tuttavia già stata definita anticostituzionale dai Democratici che come ci si aspettava si sono opposti fin da subito al progetto presidenziale e guidati da Alexandria Ocasio-Cortez e dal collega Joaquin Castro hanno annunciato che presenteranno una legge in grado di bloccare la dichiarazione di emergenza. Per essere approvata la norma dovrebbe, ed è più che possibile, raccogliere il consenso della metà dei rappresentanti Repubblicani di Camera e Senato: molti dei quali si sono già detti contrari alla scelta di Trump. Inoltre, secondo la rete tv Abc, il dipartimento di Giustizia ha avvertito la Casa Bianca che i giudici quasi certamente bloccheranno l’emergenza nazionale se sarà dichiarata per finanziare la costruzione del Muro. A quel punto alla Casa Bianca non resterebbe che ricorrere in Appello.

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