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La procedura ha coinvolto più di 300 uomini e l’indagine è stata condotta dal Gico del nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Trieste e dalla squadra mobile di Venezia. Gli arresti sono scattati all’alba tra le 4 e le 5 a Venezia, Casal di Principe, in provincia di Caserta, e in altre località del veneziano. Le accuse sono di associazione a delinquere di stampo mafioso e altri reati gravi.

Tra gli arrestati vediamo anche personalità di spicco come il sindaco di Eraclea,  Mirco Mestre,  accusato di aver fatto affari con la Camorra per garantirsi i voti necessari alla sua elezione di Primo Cittadino del 2016. Coinvolto anche un appartenente alla Polizia di Stato, Moreno Pasqual, accusato di aver fornito informazioni riservate agli uomini del clan riguardo alle indagini nei loro confronti, entrando illecitamente nelle banche dati della Polizia. Arrestato anche Denis Poles, direttore di banca a Jesolo, che consentiva ai criminali di operare sui conti societari senza averne titolo, concordando l’impiego di prestanome e omettendo di segnalare le operazioni sospette.

È il secondo colpo alla mafia infiltrata al Nord nel giro di una settimana dopo gli arresti per ‘ndrangheta sempre a Venezia.

Il clan si occupava di riciclaggio, usura, estorsione, rapine, e il  denaro accumulato veniva poi convogliato nella gestione della droga e della prostituzione.

Nell’indagine è anche sorta l’ipotesi di rapporti con il clan dei Casalesi, che si occupavano del settore dell’edilizia legato alle costruzioni lungo la costa adriatica veneziana, da San Donà di Piave a Bibione, Caorle e oltre.

Alla conclusione dell’operazione sono arrivati i ringraziamenti del ministro dell’Interno Matteo Salvini e del presidente della Regione Luca Zaia, che hanno ringraziato “a nome di tutti i cittadini per bene” tutte le persone partecipanti ai provvedimenti.

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