Quello che è avvenuto domenica scorsa al “Fratelli Paschiero” di Cuneo ha dell’incredibile. Gli ospiti del Pro Piacenza dopo tre sconfitte a tavolino per insufficienza di giocatori, si trovano costretti a scendere in campo, perché un’altra sconfitta a tavolino vorrebbe dire radiazione dal campionato.

La società emiliana si trova alle strette, con migliaia di euro di debiti e con giocatori e staff tecnico che non pagati si rifiutano di presentarsi ad allenamenti e partite. Date queste circostanze, la società decide di mandare in campo 7 ragazzini nati tra il 2000 e il 2002 e come ottavo giocatore, il massaggiatore improvvisato difensore centrale visto che erano gli unici tesserati dalla società emiliana.

La partita peró comincia con i rossoneri del Pro Piacenza in 7,perché uno dei ragazzini ha dimenticato il documento d’identità a casa, il quale riesce a procurarselo e così verso il 30’ del primo tempo scende in campo, il primo tempo finisce con un “sonoro” 160, i padroni di casa nella ripresa si limitano a far scorrere i minuti e non affondano più di tanto il colpo, con il match che termina 200.

Qualche ora dopo il presidente della FIGC Gravina, annuncia “Ció che è accaduto oggi a Cuneo è un insulto allo sport e ai suoi principi fondanti”

La sentenza definitiva arriva invece, due giorni dopo con la decisione di eliminare dal campionato di Lega Pro il Pro Piacenza e di annullare la partita, e dare al Cuneo la vittoria a tavolino per 30.

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