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E’ il 20 agosto del 2018: per la piccola Greta Thunberg è difficile stare a guardare gli incendi  boschivi che colpiscono la maggior parte del suo paese. Così la giovane prende una decisione drastica: armandosi di cartellone con tanto di slogan provocatorio, si siede davanti al Parlamento svedese e aspetta, protestando ogni giorno, affinché il suo Paese riduca le emissioni di carbonio come previsto dai patti di Parigi. Dopo le elezioni del 9 settembre, Greta ogni venerdì si presenta alle porte della sede del Parlamento.

La ragazza con la sindrome di Asperger riesce a partecipare nel mese di settembre alla manifestazione Rise for Climate davanti al Parlamento Europeo di Bruxelles. Le sue azioni sono sulla bocca di tutti, tanto che le nuove generazioni, ispirate da Greta, cominciano ad intraprendere lo sciopero del venerdì, soprattutto i giovani in Australia, che continuano a seguire questo simbolo nonostante le provocazioni del Primo Ministro.

Lo sto facendo perché nessun altro sta facendo nulla” afferma la ragazza “E’ mia responsabilità morale fare ciò che posso. Voglio che i politici diano priorità alla questione climatica, che si concentrino sul clima per trattarlo come una vera crisi“.

Questo grido di protesta giunge fino alle Nazioni Unite, dove il 4 dicembre del 2018 la Thunberg fa tremare i maggiori leader mondiali, dicendo che loro stessi stanno rubando il futuro dei loro figli come il suo.

Greta Thunberg alle Nazioni Unite per il COP24 in Polonia

“Voi parlate soltanto di proseguire con le stesse idee che ci hanno condotto a questo casino anche quando l’unica cosa sensata da fare è tirare il freno di emergenza. Non siete abbastanza maturi da dire le cose come stanno. Lasciate persino questo fardello a noi bambini” minaccia ancora la ragazza, che dalla tribuna si batte per il suo come il nostro destino.

Tra i suoi più giovani sostenitori, anche numerosi adulti la appoggiano, soprattutto professori: ne è un esempio Benjamin Wagner, ventisei anni, il quale ha perso quasi un mese di stipendio per unirsi alla protesta di Greta.

Nonostante i genitori continuino ad insistere per farla ritornare a scuola, Greta non accenna di spostarsi da quell’angolino della strada davanti al Parlamento. Il 15 marzo, soprannominato Fridays for future, ben 75 Paesi Europei sciopereranno per la stessa causa, ispirati da questo piccolo simbolo che lotta con coraggio e senza mai arrendersi.

(Foto di copertina:https://www.liberopensiero.eu/23/12/2018/editoriali/greta-thunberg-e-la-fine-del-mondo/)

 

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