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“Il pianoforte si addice ai giovani, è uno strumento che consente un approccio meno difficoltoso di altri. Del violino, per esempio, la cui complessità richiede più tempo. Per questo i pianisti sono spesso precoci. Io debuttai alla Scala a 19 anni.” Queste le parole di Maurizio Pollini a fine concerto.

Al teatro alla Scala, si sono tenuti due concerti pianistici di grande livello, ponendo a confronto due artisti eccezionali ma estremamente diversi: Maurizio Pollini (77 anni) ed Alexander Malofeev (18 anni).

Già imparagonabili in fatto di età, non si può certo dire che il loro gusto musicale sia per certi versi simile. Malofeev si diletta infatti in brani di Beethoven, fino ad arrivare a Prokofiev; Pollini invece resta sul classico deliziando gli spettatori con Chopin e Debussy.

Quelle dei due pianisti sono generazioni a confronto,  e già lo si può notare dal modo completamente differente in cui accarezzano la tastiera. Si nota fin dal primo brano suonato che il più anziano ha più tecnica ed esperienza nella mani. Il moscovita, invece, ha la caratteristica di essere più allegro e pimpante con i suoni, trascurando leggermente tecnica e disciplina.

“Mi complimento con Maurizio per l’ottimo lavoro svolto, è difficile trovare esecutori con così tanta voglia di fare. Per me la strada è ancora lunga, ma il mio obbiettivo è riuscire a diventare come lui.” Questa la dichiarazione di Alexander prima di lasciare il teatro.

 

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