Giovani e musica, un rapporto quasi viscerale

Uno studio ha riportato che i giovani italiani ascoltano più musica rispetto ai loro coetanei nel resto del mondo, ma cos'è che spinge gli adolescenti a rifugiarsi in essa?

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Camminando per strada sono moltissimi i ragazzi che vediamo camminare con le cuffie attaccate alle orecchie, con o senza fili, che isolano i suoni o amplificano i ritmi. Questi giovani sembrano immersi in un altro mondo, paiono non badare a ciò che li circonda. Ma qual è il motivo per cui i giovani (e non solo) si sentono così affini al mondo musicale, cos’è che porta loro a rifugiarsi in esso?

In età adolescenziale la produzione di ormoni esplode e tutto quello che accade viene enfatizzato e recepito dal cervello come estremamente importante. Tutto ciò che si prova si crede assoluto. E così la musica riesce ad amplificare le emozioni, mettere ali alla fantasia, fa sentire liberi e permette di sognare. 

I dati emersi dallo studio annuale “Engaging with Music 2023”, realizzato da IFPI (International Federation of the Phonographic Industry), ha dimostrato che nel 2023 in Italia abbiamo ascoltato 20 ore e 54 minuti di musica a settimana, numero in crescita rispetto all’anno precedente, dove ci eravamo fermati a 20 ore e 30 minuti. 

Stando alla ricerca, inoltre, i giovani italiani ascoltano più musica rispetto ai loro coetanei nel resto del mondo. La media globale del 2023, infatti, è stata di 20 ore e 42 minuti, 12 minuti in meno rispetto a quella nazionale.

Una ricerca svolta dall’Università degli Studi di Padova ha riportato che nel mondo i generi che gli adolescenti prediligono al giorno d’oggi sono il rap (23%), l’hip hop (21%) e il pop (13%). Il restante dei giovani non esprime nessuna preferenza e ne apprezza diversi. 

In Italia, i due generi musicali maggiormente ascoltati sono il rap e l’hip hop. Il primo, inizialmente, era un genere musicale mal visto a causa dei contenuti espliciti e dei linguaggi scurrili; al giorno d’oggi, invece, pare uscito dal ghetto in cui era recluso ed è entrato nella cultura musicale. Attraverso il rap i giovani sentono di poter esprimere liberamente le proprie emozioni. Per gli adulti, invece, il rap rimane ancora un mondo estraneo.

Se ci pensiamo, però, la musica fa parte della vita di ogni individuo fin dalla più tenera età. Siamo stati abituati al mondo musicale con il canto delle ninne nanne delle madri prima di metterci a dormire, o con i primi gesti infantili di sbattere strumenti uno contro l’altro, producendo qualche suono che si ripete e che attira la curiosità e l’interesse dell’infante.

Insomma, la musica è fin dalla nascita parte dell’individuo.

Il mondo musicale può avere due funzioni, quella di evitamento e quella di accettazione. I giovani, infatti, ascoltano la musica sia per spostare l’attenzione da qualcosa che provoca loro dolore sia per rilassarsi alla fine di una giornata impegnativa.

La musica aiuta l’adolescente a sviluppare la comprensione dei propri stati interni, a starci dentro senza giudizio e con un atteggiamento aperto e focalizzato sul momento presente.

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