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È stato un Vinitaly da record quello del 2019, con 4600 aziende da 35 paesi e, in più rispetto alla scorsa edizione, 130 espositori e un’area di 100.000 metri quadrati. Sono state 125.000 le presenze in fiera, principalmente tecnici ed esperti del settore, in calo gli appassionati, che hanno optato per Vinitaly and the City, ma il numero di buyers stranieri è aumentato, arrivando a 33.000, principalmente provenienti da Cina, dove avrà luogo un evento Vinitaly a giugno 2020, Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Canada e Giappone.

Quest’anno si discusso molto di sostenibilità ed ambiente, infatti la viticoltura biologica e biodinamica è in aumento: negli ultimi anni, sono state create delle certificazioni ambientali, sia come consorzi di tutela, sia a livello regionale, nazionale e comunitario, per classificare scientificamente i vini, misurare il loro impatto sull’ambiente e tutelare il consumatore. Tuttavia, non si tratta di una sostenibilità che riguarda solo la moderazione nell’utilizzo di prodotti chimici, in alcuni casi addirittura assente, ma anche l’utilizzo dell’acqua che va limitato in quanto risorsa preziosa, calcolare la CO2 immessa nell’ambiente ed altri parametri che vanno oltre un concetto semplicistico di viticoltura biologica. Si è parlato molto anche del nuovo fenomeno dei vini naturali, per la cui produzione il ricorso a biotecnologie come lieviti selezionati o attivanti di fermentazione, normalmente utilizzati, è assente.

Si è discusso anche del cambiamento climatico e del suo impatto sull’ambiente e sulla viticoltura: infatti l’innalzamento delle temperature medie sta influenzando molto il settore, permettendo la coltivazione in aree dove prima la vite non riusciva a maturare l’uva, ma anche cambiando radicalmente le caratteristiche delle uve di pianura ed anticipando la vendemmia di un paio di settimane.

La ridistribuzione delle precipitazioni crea delle bombe d’acqua che causano un grave problema di dissesto idrogeologico nelle colline. Per ovviare a questi problemi si stanno studiando delle soluzioni per adattare i sistemi di drenaggio nelle colline e ridurre l’impatto sull’ambiente della produzione vitivinicola.

Anche questa edizione conferma il successo dei vini spumanti trainati dal fenomeno del prosecco; risulta in crescita anche il settore dei vini rosati e un consumo stazionario nei vini fermi. L’offerta per l’enoturismo è in forte aumento, coordinata dalle Strade del vino che hanno lo scopo di valorizzare e far conoscere i territori e le varie denominazioni.

 

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