I lavori per quanto riguarda la cosidetta “alta velocità” interessano la anche città scaligera, che rientra nella nuova linea Verona-Padova, una linea ferroviaria lunga 76,5 km che fa parte del corridoio mediterraneo TEN-T (Milano-Venezia).
Il maxi cantiere è in corso dal 2020 e nasce con l’obiettivo di migliorare la viabilità e potenziare il trasporto di merci e persone. L’operazione mira anche alla sostenibilità, riducendo le emissioni di CO2 migliorando, quindi, l’impatto ambientale e limitando l’inquinamento acustico grazie a tecnologie moderne; inoltre permetterà di velocizzare i tempi di percorrenza della tratta.
Per comprendere meglio cos’è, come funziona, e quali sono i suoi benefici, abbiamo deciso di intervistare Francesca Toso, architetto di RFI (rete ferroviaria Italiana).

Architetto, innanzitutto cos’è la TAV?
La “TAV” (Treno Alta Velocità) è il progetto che realizza le nuove linee ferroviarie Alta Velocità/Alta Capacità di Rete Ferroviaria Italiana. Verona è coinvolta nella tratta Brescia – Verona – Padova, che fa parte dell’asse AV/AC Milano – Venezia ed è un’opera parzialmente finanziata anche con fondi PNRR. Costituirà un quadruplicamento dell’infrastruttura attuale permettendo ulteriore sviluppo di treni alta velocità con recuperi dei tempi di percorrenza tra Milano e Venezia Santa Lucia.
Perché è importante?
Tale linea riveste un’importanza strategica sia a livello nazionale che europeo, dal momento che appartiene al Corridoio Mediterraneo della rete TEN-T, che collega i porti del sud della Penisola iberica all’Europa orientale, passando per il sud della Francia, l’Italia Settentrionale e la Slovenia. L’intervento consentirà di incrementare l’offerta di trasporto alta velocità, regionale e merci lungo la direttrice orizzontale Milano – Venezia, garantendo una migliore separazione dei flussi di traffico, con un conseguente incremento della capacità e della regolarità del servizio, riduzione dei tempi di viaggio e aumento della frequenza dei treni e risponderà agli standard previsti dalla rete TEN-T (che è il piano dell’Unione Europea per integrare infrastrutture di trasporto stradali, ferroviarie, aeroportuali e portuali in una rete unica e intermodale).

Come rivoluzionerà il traffico di merci/persone?
Si avrà un incremento della capacità e della regolarità della circolazione, conseguente anche alla specializzazione dei servizi (separazione tra flusso tradizionale e flusso AV) consentendo, quindi, anche un miglioramento del sistema di trasporto regionale e un incremento del traffico merci; la nuova infrastruttura permetterà di garantire migliori prestazioni in termini di capacità, regolarità, puntualità e velocità.
Stanno cambiando anche le abitudini di utilizzo della reta ferroviaria da parte degli utenti?
Il settore della lunga percorrenza è protagonista di una profonda trasformazione negli stili di vita e di lavoro delle persone e nella mobilità nel Paese. L’Alta velocità riduce le distanze, accorciando il Paese e avvicinando i cittadini, con importanti effetti nell’economia nazionale (PIL e occupazione), nell’evoluzione del sistema dei trasporti, nel turismo, nel mercato immobiliare dei centri urbani. E con benefici per l’ambiente, legati alla riduzione di CO2 emessa in atmosfera grazie allo shift modale dall’auto privata e dall’aereo.











