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Sono un gruppo di studenti davvero talentuosi, spinti dall’amore per la storia degli aerei, vogliono proseguire la straordinaria impresa già intrapresa nel 2017 dal Politecnico di Torino di realizzare una replica uguale dell’idrovolante Savoia- Marchetti S. 55, velivolo prodigio della tecnica che permise a Italo Balbo di sfidare le distanze oceaniche raggiungendo le coste dell’America negli anni ’30. 

Il velivolo in questione ha un’apertura alare di 24 metri, due possenti scafi fatti di legno, che permettono di spiccare il volo anche con acque mosse e un sistema di propulsione ad eliche contrapposte, davvero innovativo in quel periodo ma che destò subito molti dubbi. 

Tutti questi dubbi furono risolti il 17 dicembre del 1930, quando circa dodici idrovolanti partirono da Orbetello verso l’America.

Al comando del velivolo capo fila c’era il generale dell’Aeronautica Italo Balbo, che, grazie alle sue manovre eccezionali, divenne una vera e propria “leggenda dell’aria”.

Di tutti i vari esemplari progettati nel corso degli anni, ne è rimasto soltanto uno: la versione C, che attualmente è custodita a San Paolo in Brasile, che non ha mai voluto restituirlo all’Italia. 

Per questo gli studenti del Politecnico hanno deciso di farne una riproduzione tale e quale, in modo che anche l’Italia possa esporre un velivolo così speciale

Il responsabile del team universitario ha detto che questo serve anche per mettere in pratica le nozione di teoria che si studiano sui libri; il Savoia- Marchetti verrà realizzato in collaborazione con appassionati, falegnami ed esperti dell’aeronautica fuori servizio. 

L’obiettivo però sembra ancora molto distante, vista la complessità del progetto e la mancanza di fondi, ma, come per loro l’America sembrava lontana e l’hanno raggiunta, così per gli studenti del politecnico sarà una grande soddisfazione aver realizzato una copia perfetta del magnifico velivolo guidato da Italo Balbo. 

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