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Questo importante studio genetico condotto da un gruppo di esperti ricercatori internazionali ha permesso di approfondire la storia delle civiltà precolombiane.

Tutto questo prima dell’incontro con gli europei, avvenuto circa tra il 1500 e il 1600. Dei genetisti della Harvard Medical School e dell’Università della California a Santa Cruz hanno avviato questo studio.

La ricerca ci mostra particolari interessanti quali dettagli sui loro spostamenti e contatti, sul modo in cui scomparvero e sulle caratteristiche delle loro città.

Le città di queste civiltà in alcuni casi assomigliano proprio alle nostre metropoli di oggi.

Questi ricercatori hanno fatto delle analisi sui dati delle sequenze di DNA di 89 individui di alcune civiltà precolombiane vissuti tra i 500 e i 9000 anni fa. Di questi, altri ricercatori avevano già messo in sequenza 25 genomi precedentemente, mentre 64 sono del tutto nuovi.

Finalmente, è stato possibile analizzare il DNA di importantissime civiltà precolombiane mai incluse in studi di questo tipo, ma che hanno lasciato note testimonianze archeologiche.

Le civiltà sono i Moche con i loro dipinti a muro, i Nazca, i Wari dei terrazzamenti agricoli e dei capolavori tessili, i Tiwanaku dei riti sul lago Titicaca, e gli Inca.

Un immagine del lago Titicaca oggi, luogo in cui i Tiwanaku svolgevano le loro cerimonie ritaueli

Un patrimonio genetico di valore inestimabile, dato che la maggior parte degli studi genetici si è sempre concentrata solo sulle popolazioni euroasiatiche occidentali. La genetica ha permesso di distinguere, fino a 5800 anni fa, le popolazioni del Centro America settentrionale da quello meridionale.

Dopo di ché, in tutte le regioni delle Ande ci fu un maggiore rimescolamento genetico, che rallentò bruscamente e riprese circa 2000 anni fa.

Questi geni mostrano anche di scambi tra le popolazioni andine e non, tra il Perù meridionale e le pianure dell’Argentina, tra la costa settentrionale del Perù e l’Amazzonia.

Questi spostamenti avvennero quasi sempre evitando l’altopiano delle Ande.Comunque, le popolazioni dell’altopiano andino non erano immuni da contatti con l’esterno.

Difatti nelle maggiori città degli Inca vivevano insieme persone venute da tutte le parti d’America, un po’ come avviene oggi nelle grosse città.

Questi centri erano veri e propri punti di incontro culturale tra persone con discendenze di ogni genere. L’importante ricerca è servita ancora di più per conoscere la storia delle popolazioni delle Ande, che ancora oggi è oggetto di importanti studi.

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Ho diciassette anni e mi piace camminare in montagna e osservare la flora e la fauna dei luoghi che visito. Amo leggere e il mio genere preferito è il fantasy: leggo spesso libri di Tolkien come “Il Signore degli Anelli”. A volte leggo anche romanzi gialli e romanzi storici, dato che una delle mie materie preferite è proprio la storia; mi piacciono tanto anche le altre materie. Suono il pianoforte, mi piace nuotare e sono uno scout. Ho la passione della fotografia e io e la mia macchina fotografica siamo pressoché inseparabili: ogni volta che andiamo in vacanza o che facciamo una semplice passeggiata, la porto sempre con me, perché non si sa mai cosa si può fotografare di bello. Ho scelto il classico perché mi piacciono le materie classiche e nella mia famiglia è quasi una tradizione. Abito a Castel d’Azzano. Sono una persona gentile, altruista e comprensiva. Da grande mi piacerebbe fare lo storico anche se ho anche altri progetti.

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