Didattica a distanza, sì o no?

Abbiamo intervistato la professoressa Laura Luciani per raccogliere un parere e la sua esperienza, riguardo la didattica a distanza (DAD).

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Logicamente nessuno si aspettava che l’Italia  vivesse questa terribile situazione di “lockdown” e chiunque si è dovuto adattare in breve tempo al cosiddetto “smart working” compresi alunni e professori e proprio per questo abbiamo pensato che chi meglio di un docente potesse rispondere alle domande, riguardo la “DAD” e che potesse fornici la propria esperienza con questa novità. 

Quindi, abbiamo deciso di intervistare Laura Luciani, docente di lettere all’istituto “Alle Stimate” di Verona.

Professoressa, lei come si trova con la DAD? Le piace? Quali sono secondo le i pro e i contro di questa modalità di insegnamento, che possiamo definire “alternativa”?

La professoressa ha risposto a questa domanda dicendo di essersi sorpresa per il suo veloce apprendimento di strumenti, che prima sapeva benissimo di avere, ma che non aveva mai utilizzato e che sono molto efficaci soprattutto in una situazione particolare come quella che tutti noi stiamo vivendo (causa emergenza Coronavirus). 

Apprezziamo il fatto che grazie a questa modalità la scuola non si è fermata. 

«Per quanto riguarda i pro, grazie a questi strumenti si sono potuti tenere in sicurezza tutti i nostri alunni, la loro salute e quella delle loro famiglie oltre a quella dei lavoratori della scuola, mentre i contro e cercare di capire se ciò che viene spiegato arriva ai ragazzi» queste sono le parole della professoressa.

Gli studenti sono effettivamente attenti durante le lezioni? Secondo lei ci sono distrazioni? 

«L’attenzione è decisamente calata da parte di tutti, ma c’è da dire che chi si è sempre impegnato lo dimostra anche ora, invece chi è sempre stato un po’ distratto durante le lezioni continua ad esserlo».

A lei questo metodo sembra efficace e si potrebbe “adottare” in futuro, qualora la situazione migliorasse? 

La professoressa Luciani afferma che è sicuramente un metodo molto efficace e comprensibile, sicuramente in futuro si potrebbe utilizzare, però in situazioni specifiche come questa che stiamo vivendo, poiché dichiara fermamente la sua preferenza per la didattica in classe.

«Spero tantissimo che la situazione possa migliorare per tutti, anche perché abbiamo dato per scontato che tutti avessero i dispositivi per frequentare seppur a distanza queste lezioni, ovviamente siamo tanti fortunati, ma è vero anche che sono tante le famiglie in difficoltà». 

Con queste parole si è conclusa l’intervista alla professoressa, che ringraziamo nuovamente per la disponibilità e la sincerità con cui ha risposto alle nostre domande. 

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