Carlo Acutis era un ragazzo cristiano di soli 15 anni morto a causa di una leucemia fulminante che lo strappò alla vita nel giro di quattro giorni, nel 2006. Molto religioso, Carlo cercava in tutti i modi di aiutare e mettere davanti a sé il prossimo.

«Essere sempre unito a Gesù, ecco il mio programma di vita» ripeteva spesso. Lo studente italiano nato al Londra (dove i genitori si erano spostati per lavoro) il 3 maggio 1991, non aveva paura di trasmettere agli altri quello che sapeva su Dio e la sua fede in lui.

Andava a messa quotidianamente, faceva volontariato, ogni sera stava con i senza tetto. In più, uno dei suoi hobby era quello dell’informatica, che utilizzava tramite i social per trasmettere agli altri l’amore per Gesù Cristo. Per questo motivo è stato soprannominato “l’infuencer di Dio”.

Carlo Acutis

Gli è anche stato attribuito a lui un miracolo: dopo aver toccato una reliquia di Acutis, un bambino brasiliano nato con una malformazione congenita al pancreas è guarito.

Dopo la morte, il 12 ottobre 2006, centinaia di persone sono andate sulla sua tomba per pregarlo e il suo corpo ha subito un trattamento conservativo per far si che rimanesse intatto per farlo esporre alla venerazione dei fedeli.

Carlo Acutis stato proclamato Beato il 10 ottobre 2020 ad Assisi da Papa Francesco e la memoria liturgica del giovane sarà celebrata ogni anno il 12 ottobre, giorno della sua morte.

La tomba e il corpo del Beato Carlo Acutis
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Lavinia Destro
Mi chiamo Lavinia Destro, ho quindici anni e vivo a Verona, in centro città. Sono una ragazza molto socievole e mi piace conoscere persone nuove. Credo molto nell’amicizia e, a mio parere, avere degli amici è una delle cose migliori della vita. Sono molto dolce ed affettuosa. I miei hobby sono cantare e suonare il pianoforte. La musica per me è indispensabile: passo ore ad ascoltarla, cantarla e suonarla. Come sport fino all’anno scorso praticavo danza, precisamente hip-hop e durante l’inverno pratico sci. Frequento il liceo classico alle Stimate e ho scelto questo indirizzo perchè mi piacciono molto le materie umanistiche, soprattutto l’italiano e spero che questo tipo di scuola mi aiuti a realizzare quello che vorrei diventare da grande. Vorrei infatti fare il medico come i miei genitori.

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