Come tutti sappiamo, il 2020 ha messo a dura prova le nostre abitudini e le nostre passioni. Nei giorni di lockdown e durante questa seconda ondata, piscine, ristoranti, negozi, palestre e infine cinema sono stati chiusi o ridimensionati nel loro orario tradizionale di apertura a causa dei provvedimenti restrittivi del governo per l’emergenza Covid, rallentando in questo modo l’economia del Paese.

Anche il cinema, dicevamo, quest’anno ha dovuto adeguarsi ad una nuova dimensione. Infatti la maggior parte dei film non sono stati presentati sul grande schermo, ma trasmessi direttamente sulle piattaforme streaming come Netflix o Amazon Prime Video.

La chiusura delle sale cinematografiche ha scatenato proteste tra coloro che in questo settore ci lavorano da molti anni. Infatti molte persone si sono opposte al nuovo decreto legge perché in fondo questi ambienti rispettavano perfettamente le regole sanitarie prestabilite, potendosi in questo modo definire “luoghi sicuri”. 

Una sala cinematografica vuota.

D’altra parte tanti altri pensano che sia necessaria la chiusura di qualsiasi luogo che favorisca l’assembramento per far sì che diminuiscano i casi positivi, e che sia necessario fare un sacrificio oggi per poter tornare alla normalità nel più breve tempo possibile e permettere la riapertura delle attività commerciali.

Il cinema, inteso come produzione, si sta muovendo, sia in Italia che in altre parti del mondo. Il lavoro sul set è ricominciato a tutti gli effetti anche se con tempi e costi molto più elevati rispetto a prima. Inoltre si continua la produzione cinematografica pur non sapendo la situazione come si evolverà e come influirà sul futuro.

Il virus sta rallentando l’economia italiana, ha tolto il lavoro a molti cittadini, costringendoli a condurre una vita più semplice e basata sul risparmio. Anche questo fattore sta condizionando la situazione del settore cinematografico che, in tempo di emergenza sanitaria, vede purtroppo le sale svuotarsi a favore delle piattaforme tv.

Chissà se un giorno torneremo a gustarci i popcorn seduti comodamente sulle poltrone delle sale in compagnia di amici o famigliari, apprezzando ancor di più l’atmosfera suggestiva che si crea in questi ambienti così semplici, ma che allo stesso tempo recano entusiasmo e scatenano la fantasia di grandi e piccini.

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Elena Gandini
Ho 15 anni e vivo in provincia di Verona, più precisamente in un piccolo paesino di nome Rivoli Veronese, vicino alla Valpolicella. Fin da bambina ero serena, ma curiosa: osservavo con grande attenzione tutto ciò che mi circondava. Sono cresciuta insieme a mia sorella maggiore, che era, ed è ancora oggi, il mio punto di riferimento e la mia confidente. Quando sono triste o giù di morale so che posso contare su di lei. Nel mio tempo libero adoro guardare le serie televisive e i film. Amo il cinema in ogni sua sfaccettatura, i miei generi preferiti sono il fantasy e il romantico, ma nutro anche una grande passione per il genere drammatico. Mi piace leggere, soprattutto in estate sotto l’ombrellone, con il sole che mi sfiora la pelle e il rumore delle onde in sottofondo oppure in inverno davanti al caminetto acceso, con una bella tazza di tè caldo in mano. Inoltre, durante il fine settimana trascorro alcune ore a passeggiare lungo il fiume Adige insieme alla mia cagnolina, Rendy.

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