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«È stata una grande emozione quando ha iniziato a parlare, nessuno ci credeva. Lui c’era! E ha comunicato con la sua famiglia» ha annunciato con gioia la neuroscienziata Federica Alemanno, dipendente dell’Ospedale San Raffaele di Milano dov’è al momento ricoverato l’atleta, in un’intervista del Corriere della Sera.

L’ex pilota automobilistico, e grande campione di paraciclismo, il 19 giugno 2020 prese parte ad un grave incidente avvenuto sulla strada statale 146, situata nel comune di Pienza, in provincia di Siena, mentre partecipava ad una staffetta chiamata “Obiettivo tricolore”, alla quale possono partecipare atleti paralimpici in handbike, bici o carrozzina olimpica.

Inizialmente non si era capito con certezza cosa fosse successo, ma con il passare dei giorni si è riuscito a ricostruire l’avvenimento. Mentre Alex proseguiva in discesa a grande velocità, ad un tratto perse il controllo e andò a sbattere contro un autotreno, sebbene quest’ultimo avesse provato a spostarsi per lasciargli libero il passaggio. Questo impatto lo fece cadere e slittare verso la corsia opposta, dove si scontrò con un camion sbattendo la testa contro una ruota. Venne portato d’urgenza attraverso un elicottero all’Ospedale le Scotte di Siena, dove venne operato e in seguito portato in terapia intensiva in condizioni molto gravi.

Il suo è stato e sarà ancora un lungo percorso di ripresa, ma in questi ultimi mesi ha continuamente mostrato segni di miglioramento. A partire dalle piccole manifestazioni di movimento con lo sguardo e con le mani, dalle risposte ad alcuni stimoli acustici e visivi, fino ad arrivare a riprendere a parlare.

Alex Zanardi durante una competizione in handbike

Il grande campione aveva sfortunatamente già subito un altro incidente molto grave alcuni anni fa che gli costò l’amputazione di entrambe le gambe. Il 15 settembre 2001, infatti, il pilota automobilistico in una gara denominata “American Memorial”, in memoria dell’attentato alle Torri Gemelle avvenuto proprio qualche giorno prima, fece un tragico incidente sul circuito Lausitzring, in Germania. Alex aveva appena terminato l’ultima sosta ai box e, mentre stava rientrando in pista, perse il controllo della vettura. Nel frattempo, stavano però arrivando due auto: la prima, appartenente a Patrick Carpentier, riuscì a schivarlo, ma purtroppo la seconda, dell’automobilista canadese Alex Tagliani, non ci riuscì. L’impatto, avvenuto a oltre 300 chilometri orari, fu devastante. Dopo numerosi interventi chirurgici il 31 ottobre dello stesso anno fu dimesso dall’ospedale al fine di poter iniziare la riabilitazione.

Dopo essersi ripreso ed essere guarito del tutto il suo amore per lo sport non lo fermò. Decise così di dedicarsi totalmente al paraciclismo, diventando un campione a livello mondiale e vincendo numerosissime medaglie. Negli anni ha dimostrato una grande determinazione e voglia di andare avanti nonostante tutti gli imprevisti incontrati nella vita e anche se il suo viaggio verso un ristabilimento totale della salute sarà ancora lungo, un giorno finirà e potrà tornare a gareggiare come prima.

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