Lunedì 22 febbraio l’ambasciatore italiano Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e il loro autista Mustapha Milambo sono stati uccisi in un’imboscata a un convoglio dell’Onu relativo alla missione Monusco per la stabilizzazione del Congo. Lo scopo del viaggio era di visitare un programma di alimentazione scolastica del WFP (World Food Programme). Probabilmente si è trattato di un tentativo di rapimento finito in tragedia, ma sono ancora da accertare le dinamiche dell’uccisione. 

L’ambasciatore Luca Attanisio

La strada nella quale l’auto è stata presa d’assalto, ritenuta sicura, era stata percorsa senza l’intervento di una scorta. Un gruppo di sei uomini armati avrebbero prima ucciso l’autista. Attanasio e Iacovacci sarebbero stati portati nella foresta, nei pressi del Parco dei Virunga. I rangers del parco sarebbero intervenuti in soccorso, fallendo. Poi l’inizio di una sparatoria, l’ambasciatore e il carabiniere feriti da diversi colpi di arma da fuoco, che si sono rivelati fatali, costringendo i due agli ultimi sospiri prima di abbandonarsi alla morte. Con loro erano presenti in tutto sette persone, tre delle quali sono state rapite. Rocco Leone, vice direttore del Pam nel Paese, è un superstite, non risulta ferito ma è ricoverato in un ospedale africano in stato di shock. 

«E’ qualcuno che conosceva i suoi spostamenti, ha parlato, lo ha venduto e lo ha tradito. Mentre io ho perso l’amore della mia vita», queste le dure e chiare parole di una moglie rimasta vedova, Zakia Seddiki, sposa dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio.

Una notizia che ha suscitato un enorme avvilimento in tutto il paese

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso il suo rammarico: «La Repubblica Italiana è in lutto per questi servitori dello Stato che hanno perso la vita nell’adempimento dei loro doveri professionali nella Repubblica Democratica del Congo. Nel deprecare questo proditorio gesto di violenza, gli italiani tutti si stringono nel cordoglio intorno alle famiglie delle vittime, cui desidero far pervenire le condoglianze più sentite e la più grande solidarietà».

Anche il presidente del Consiglio, Mario Draghi ha espresso «il profondo cordoglio del governo e il suo personale».

Queste invece le parole del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: «Ho appreso con sgomento e immenso dolore della morte oggi del nostro Ambasciatore nella Repubblica Democratica del Congo e di un militare dei Carabinieri. Due servitori dello Stato che ci sono stati strappati con violenza nell’adempimento del loro dovere. Non sono ancora note le circostanze di questo brutale attacco e nessuno sforzo verrà risparmiato per fare luce su quanto accaduto. Oggi lo Stato piange la perdita di due suoi figli esemplari e si stringe attorno alle famiglie, ai loro amici e colleghi alla Farnesina e nei Carabinieri».

Luca Attanasio era nato a Saronno nel 1977 ed era nella Repubblica democratica del Congo dal 2017, quando era stato nominato capo missione. Il 31 ottobre del 2019 era stato confermato in qualità di ambasciatore. Era sposato e padre di tre bambine.

Il carabiniere Vittorio Iacovacci

Il carabiniere Vittorio Iacovacci, di quasi 31 anni, era originario di Sonnino. La vita gli è stata strappata ancora giovane, lasciando nella disperazione i familiari e la fidanzata, con la quale era in procinto di sposarsi. Quella in Congo era la sua prima missione all’estero: era partito nel settembre scorso e doveva fermarsi in Africa per poi tornare a giugno. 

«La comunità di Sonnino è sgomenta per questa giovane e tragica perdita. Proclameremo il lutto cittadino». «Era andato a portare la pace ed è stato ucciso, ci stringiamo attorno alla famiglia». Queste le parole del sindaco di Sonnino, Luciano De Angelis, sulla tragica morte di Iacovacci. 

Una notizia terribile affligge tutta l’Italia, ora in lutto. Quello che possiamo fare, nel nostro piccolo, è sicuramente mantenere vivo il ricordo di Attanasio e Iacovacci, i quali si sono allontanati dalle proprie famiglie e dalle proprie case per recare aiuto a Paesi in grande difficoltà.

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Ludovica Pasetto
Sono una ragazza di quindici anni e vivo in Valpolicella. Frequento la V Ginnasio al liceo classico all’istituto “Alle Stimate”. Ho scelto questo indirizzo scolastico perché prediligo le materie umanistiche e le ritengo più interessanti rispetto a quelle scientifiche; inoltre il liceo classico può aprire molte porte per il futuro e quindi, da un punto di vista lavorativo, ci sono varie possibilità. Mi ritengo una ragazza solare e molto sensibile. Mi piace trascorrere le giornate con i miei amici e con la famiglia. Per molti anni ho praticato danza, ginnastica ritmica e ippica, una delle mie passioni fin da bambina. Quando sono sul cavallo mi sento libera e stacco la testa da tutto. Non ho le idee chiare per il futuro, tuttavia mi piacerebbe fare l’avvocato oppure lavorare nel campo della moda. L’unica cosa di cui sono sicura è che mi piacerebbe viaggiare molto, visitare nuovi posti e conoscere nuove culture.

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