Lo scultore inglese Jason deCaires Taylor, dopo avere installato alcune delle sue sculture acquatiche in diverse parti del mondo, ha creato la sua prima galleria subacquea in Europa. Infatti questo nuovo museo contemporaneo, chiamato Museo Atlantico, è stato aperto a Playa Blanca, Lanzarote, alle Isole Canarie in Spagna.

L’artista Jason deCaires Taylor (immagine presa da Artimage)

Prima poteva essere visitato solamente da chi aveva il brevetto di sub, ma adesso ci sono vere e proprie escursioni, anche per i principianti senza brevetto.

Il Museo Atlantico a Lanzarote

Queste statue permanenti si trovano a 14 metri sotto il livello del mare e sono molto apprezzate dagli amanti delle immersioni e dello snorkeling, che oltre ad essere completamenti immersi nel mondo marino possono anche godere della splendida mostra.

La Zattera di Lampedusa (immagine presa da LIfeGate)

La galleria d’arte ospita oltre 250 statue a grandezza naturale, divise in una sessantina di installazioni, e questo è un museo sommerso che non ha pari in nessun’altra parte del mondo

Inoltre l’artista inglese ha scelto come modelli gli stessi abitanti dell’isola, immortalati nelle loro faccende quotidiane

Il successo di questo museo sommerso ha consacrato Jason deCaires Taylor come il primo scultore sotto la superficie del mare con le pinne e l’erogatore in bocca.

La “Zattera di Lampedusa” è sicuramente una delle sculture più significative del museo sommerso. Una rappresentazione di quanto stia accadendo a livello umanitario nelle acque europee, facendo un collegamento tra il doloroso abbandono dei marinai per il naufragio e l’attuale crisi dei rifugiati.

La scultura principale del Museo Atlantico è però “Il Rubicone”, che vede un gruppo di 35 persone camminare nella direzione di un cancello, che potrebbe essere interpretato come un punto di non ritorno oppure l’ingresso a un altro mondo.

Il Rubicone (immagine presa da Visit Canarias)

La salvaguardia dell’ecosistema marino

E’ importante ricordare che le opere di Jason deCaires Taylor non rappresentano un sorta di “invasione dell’uomo” nei fondali marini, ma sono compatibili con l’ecosistema marino; infatti come afferma lo stesso deCaires: “Le mie opere appena poste sul fondale sono come delle tele incomplete che vengono successivamente dipinte dai coralli, dalle spugne, dai tunicati, dalle alghe e da tutti i piccoli organismi di cui è ricco il mare. Sono loro i veri artisti!”.

Alcune statue del Museo Atlantico di Lanzarote (immagine presa da TgTourism)

I materiali utilizzati dall’artista non sono inquinanti ma, al contrario, si adeguano alla vita marina favorendo la proliferazione delle specie acquatiche.

Il lavoro che deCaires sta facendo ha lo scopo di salvaguardare le barriere coralline in via di estinzione.

L’aspetto speciale di questo abile scultore è che riesce a creare un dialogo tra arte e natura, realizzando barriere artificiali per creare nuovi habitat per le creature marine e, contemporaneamente, preservando e permettendo la crescita di quelle naturali danneggiate

Altre opere in giro per il mondo

Atlante alle Bahamas (immagine presa da Keblog)

L’artista ha realizzato sculture in molti mari della Terra, come per esempio, alle Bahamas, dove ha riprodotto Atlante, il titano della mitologia greca, la cui punizione era di dover sorreggere l’intera volta celeste

Anche nel fiume Tamigi a Londra si vede la sua impronta con uomini a cavallo che spuntano dall’impetuoso corso d’acqua. 

Il maggiolino Volkswagen (immagine presa da youfriend)

Nel Golfo del Messico ha prodotto più di 400 sculture marine. Tra le sue opere più ammirate c’è sicuramente il maggiolino Volkswagen, nello splendido mare di Cancun. Dall’oceano Atlantico al mar dei Caraibi, dove le originali sculture dell’artista si sono trasformate in una barriera artificiale ma ricchissima di vita marina, capace così di unire l’arte visiva con la tutela dell’ecosistema marino.

Jason deCarreis rivela: ”Con il dialogo tra passato e presente e le divisioni all’interno della società, la mostra rende omaggio ai profughi che hanno successo, ma anche a coloro i cui sogni e speranze rimangono in fondo al mare e spero che il Museo Atlantico di Lanzarote rappresenti un punto di ingresso in un mondo diverso e promuova una migliore comprensione del nostro prezioso ambiente marino e da quanto ne dipendiamo”. 

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