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Con il Giorno della Memoria, il 27 gennaio, ricordiamo tutto ciò che è accaduto durante la Seconda Guerra Mondiale, per non dimenticare quanto l’umanità abbia toccato il fondo.

Ancor oggi fa rabbrividire pensare che l’uomo possa esser stato capace di commettere un peccato del genere: la disumanizzazione dell’altro, le persecuzioni di ebrei, di oppositori politici, di zingari, di omosessuali, di malati psichici e disabili e di testimoni di Geova sono tutti fattori che hanno contribuito all’annientamento di milioni di persone.

Che sensazione si prova ad andare a visitare un campo di concentramento?” è la domanda che coloro che non ne hanno mai visto uno si pongono. Sicuramente non deve essere bello o allegro andare in un luogo dove settant’anni fa milioni di persone innocenti furono uccisi solo perché esistevano. 

Marta De Vincenzi e Maddalena Stellato, due ragazze genovesi di 14-15 anni, insieme ad Enrico Bertozzi, direttore della Scuola Chiavarese del fumetto, hanno provato quella sensazione, andando a visitare a novembre 2020 il Campo 52 di Coreglia Ligure.

Partendo da sinistra, Marta De Vincenzi e Maddalena Stellato

Le due ragazze hanno respirato quell’atmosfera che avevano letto solo nei libri di storia. Un’atmosfera che le ha fatte emozionare a tal punto da avviare un’iniziativa molto originale, ma allo stesso tempo realista ed educativa: hanno deciso di creare una graphic novel (racconto per immagini), intitolata “Una stella per Nella”, nella quale viene raccontata una storia molto toccante e significativa.

Il fumetto

Il racconto per immagini era stato commissionato da Maria Grazia Danieli, presidente dell’Anpi di Chiavari, per il 27 gennaio.

Copertina della graphical novel “Una stella per Nella”

Così, per diversi mesi, le due amiche hanno lavorato tutti i pomeriggi, dal momento che ogni minuto era prezioso: Marta, allieva della Scuola Chiavarese del Fumetto da quando aveva otto anni, disegnava e Maddalena scriveva.

In 28 pagine hanno raccontato la storia di una bambina ebrea di cinque anni, Nella Attias, che, durante la Seconda Guerra Mondiale, viene deportata insieme alla sua famiglia dal Campo 52 di Calvari al lager nazista di Auschwitz-Birkenau, viaggiando sullo stesso treno dove era stata deportata anche Liliana Segre, senatrice a vita. 

«Appena Nella arriva nel campo di concentramento viene mandata nelle camere a gas. Abbiamo immaginato che viaggiasse con una bambola, il giocattolo che le dava conforto. Prima di entrare sotto le docce, però, Nella la lascia fuori e le dà un nome: Libertà» racconta Maddalena Stellato.

Inoltre, Marta dice: «Nella è una bambina ignara di quello che le stava accadendo e noi abbiamo provato a immaginare come potesse sentirsi: è stato complesso mettersi nei suoi panni».

Entrambe le ragazze hanno espresso un desiderio comune:«Speriamo che ci legga anche Liliana Segre».

Sicuramente c’è da ammirare la tenacia che hanno avuto nel creare un fumetto molto bello e significativo, nonostante il poco tempo e nonostante i diversi impegni scolastici: «Quando l’Anpi, a fine novembre, ci ha chiesto qualcosa per il Giorno della Memoria, così in velocità, ho subito pensato alla sensibilità di Marta e alla sua amica Maddalena, che ha una grande capacità di scrittura» afferma il direttore Bertozzi.

Una chiamata inaspettata

«Stavo per scoppiare a piangere. Fortuna che ero seduta, quando ho risposto al telefono» afferma Maria Grazia Danieli, quando racconta della chiamata ricevuta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

A sorprendere Marta e Maddalena è stato l’invito al Quirinale, dal momento che la loro graphic novel era finita nelle mani del Presidente della Repubblica

Inoltre, la Danieli afferma: «Per noi è importante tramandare la memoria attraverso i giovani, perché un conto è se lo raccontiamo noi anziani, un conto è se lo fanno loro. Seguiamo molti progetti con diversi istituti, ma questa volta ci siamo rivolti alla Scuola del Fumetto. Quando mi sono resa conto della grazia e della maturità con le quali le due adolescenti avevano riassunto un momento così drammatico, ho pensato di mandarne qualche copia al Capo dello Stato. Ho spedito tutto lunedì. Poi venerdì mi squilla il cellulare alle 16.40, rispondo e sento la sua voce sicura e affettuosa che dice: “Sono il Presidente Sergio Mattarella…”. Che onore!». Era rimasto impressionato dal lavoro delle ragazze e ha detto che appena il Covid lo permetterà le aspetta a Roma al Quirinale.

La loro graphic novel è stata stampata in una prima edizione di 200 copie e in una seconda di 500, destinate alle scuole e alle biblioteche del territorio.

Disegni contenuti nel fumetto “Una stella per Nella”

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