“Le classiche ragazze pom-pom” ecco a cosa si pensa quando si parla di Cheerleading, un mondo che in realtà non ha niente in comune con questa definizione. Ma in cosa consiste questo sport, che si sta sviluppando sempre di più in Italia? 

Il Cheerleading nasce negli Stati Uniti d’America e sin da subito ha avuto la capacità di unire insieme diverse discipline come la danza, la ginnastica, l’acrobatica.

Insieme al cheerleading esiste poi anche il cheerdance che, come dice il nome, è orientato maggiormente verso la danza, con l’inserimento eventuale di elementi di acrobatica a terra. 

Si tratta inoltre di un vero e proprio sport a livello agonistico, tra le competizioni più importanti ci sono sicuramente i Campionati Mondiali ICU, che si svolgono annualmente ad Orlando e coinvolgono squadre provenienti da tutto il mondo, tra queste spicca anche l’Italia, che negli ultimi anni ha portato a casa importanti risultati in diverse categorie, sia nel cheerleading che nel cheerdance.

“Fonte immagini: FICEC – Federazione Italiana Cheerleading e Cheersport”

Il double (esibizione di due persone) e il team italiano nella categoria di Hip-Hop hanno infatti conseguito il quinto posto alle finali dei Mondiali nel 2017

Team Italia Hip-Hop, quinto posto ai mondiali ICU nel 2017

In Italia questo sport si sta sviluppando sempre di più, soprattutto negli ultimi anni.

Gran parte del merito va sicuramente alla Federazione italiana cheerleading e cheersport (FICEC), che agli inizi ha avuto la grande capacità di far conoscere uno sport del tutto nuovo. 

Ma sapete dove ha sede questa federazione? Proprio a Verona, più precisamente a San Giovanni Lupatoto, cui presidente è Ivo Sequani

Per conoscere ancora meglio questa disciplina abbiamo avuto anche l’opportunità di intervistare Gloria Castellini, atleta della squadra Flames Nazareno e del Team Italia che ha partecipato ai mondiali nel 2016 e di recente eletta rappresentante degli atleti. 

“Fonte immagini: FICEC – Federazione Italiana Cheerleading e Cheersport”

Gloria, com’è iniziata la sua carriera nel Cheerleading? 

In realtà, è una storia un po’ atipica. Ho iniziato ginnastica artistica da molto piccola, e ho sempre fatto solo questo sport. Intorno al 2011/2012 la mia società di appartenenza ha iniziato la transizione verso il cheer, e cercavano gente per la squadra. A me, infatti, è stato chiesto di provare a far parte della squadra, e da lì ho capito che non avrei mai fatto altro sport per il resto della vita. È stato un passaggio molto naturale per me.  

Da quanti anni pratica questo sport? 

Se valutiamo anche questi ultimi due anni sportivi di pandemia, sono nove anni.

Ha mai partecipato ad un mondiale? Se sì, doveva partecipare anche ai campionati mondiali del 2020, rimandati a causa del COVID? 

Sì, ho fatto parte della prima Nazionale, quella che ha partecipato ai mondiali di Orlando nel 2016. Purtroppo non avevo in programma di partecipare come atleta ai mondiali del 2020, ma sarebbe un’esperienza che rifarei tutti i giorni!

Di recente è stata eletta rappresentante degli atleti, come si sente e quali doveri comporta ricoprire questo ruolo? 

È fantastico: sono anni che vivo il cheer da atleta, mi sento davvero onorata di poter rappresentare la voce del “motore” del nostro sport. Appunto, il mio compito sarà quello di dare voce alle esigenze di noi atleti, e di ingegnarmi per trovare delle soluzioni per migliorare sempre di più il nostro ambiente. 

A causa del COVID, le palestre sono chiuse, continua ad allenarsi? 

Certamente! Lo sport è la mia linfa vitale: un’ora e mezza al giorno, per me, deve essere dedicata all’attività fisica, per poter mettere “pausa” ai pensieri e staccare dalla monotonia di queste giornate in zona rossa.

Per concludere, da ex-atleta so quanto difficile possa essere scegliere, tra le tante parti del cheerleading (tumbling, dance, press…) qual è la sua preferita? 

Domandona… esprimerò infatti un’unpopular opinion: amo il dance! Anche se non va più di moda, rimane una delle mie parti preferite. Di solito, essendo alla fine delle routine, mi fa capire che la parte più difficile è passata e, mentre sento l’adrenalina scendere, butto fuori tutta l’energia che mi è rimasta. È doveroso però, essendo parte di un team di lv. 6, nominare anche le piramidi: per quanto io sia sempre una middle base, e che quindi si passa nove tempi in shoulderstand, vederle da fuori è sempre qualcosa di indescrivibile.

Gloria Castellini rappresenta insomma l’atleta che vive per il suo sport. Solo una ragazza dotata di moltissima tenacia e perseveranza sarebbe stata in grado di raggiungere i suoi risultati. 

Il mondo del Cheerleading è quindi tutto da scoprire, non bisogna fermarsi alla cosiddetta “apparenza”, ma andare oltre, perchè solo provandolo si capisce quanta fatica e determinazione richieda

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Giulia Marconcini
Ho 16 anni e frequento la prima liceo. Circa tre anni fa ho scelto di iniziare il liceo classico perché, volendo lasciare aperte tutte le porte per il mio futuro, ho pensato che questo indirizzo, come dicono molti, fosse in grado di “aprire la mente”. Che il classico potesse farmi uscire alla fine dei cinque anni con ampie conoscenze in tutti gli ambiti, non solo in quello umanistico. In generale, mi piace molto andare in fondo alle cose, non mi accontento mai, penso quindi di aver scelto l’indirizzo più adatto a me. Da quando sono piccola, sono sempre stata molto testarda, permalosa ed estroversa. Sono una ragazza molto determinata: con molto impegno e perseveranza penso si possa raggiungere ogni obiettivo. Sono molto sportiva, gioco a tennis, nonostante per molti anni abbia praticato il Cheerliding, che nel 2018 mi ha dato l’opportunità di partecipare ai Mondiali ad Orlando. Da grande mi piacerebbe fare un lavoro non monotono, innovativo, che mi permetta di realizzare tanti dei miei sogni.

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