Da sempre la figura della donna è considerata di minor rilievo  rispetto a quella maschile, con meno diritti, meno libertà e meno possibilità. Da anni il genere femminile combatte la battaglia della disparità di genere per potersi garantire un futuro dignitoso, al pari dell’altro sesso. 

Logo movimento femminista

L’origine del movimento

Già nel 1800 le donne, stanche di essere succubi di uno stato maschilista, avevano deciso di far sentire le loro voci, iniziando ad ottenere i primi risultati in ambito politico.

Emmeline Pankhurst, simbolo di tale rivoluzione, era a capo del movimento delle suffragette, un gruppo di donne che decisero di lottare per ottenere il diritto di voto (suffragio, da cui il nome), allora riservato solo agli uomini. Il termine suffragette è tutt’oggi impiegato, in modo negativo, per indicare tutte quelle persone che si adoperano per ottenere il riconoscimento della piena dignità delle donne, coincidendo in parte quindi con il termine femminista. 

Suffragette che manifestano la loro volontà

Il significato di femminismo

Una persona che sostiene il movimento femminista non è altro che un individuo che aderisce all’unione organizzata di donne al fine di ottenere un miglioramento delle condizioni sociali, politiche e giuridiche femminili. 

Ciò che spesso viene interpretato male è il significato di tale movimento; molti uomini fraintendono il voler ottenere la parità di genere con un tentativo da parte del genere femminile di assumere il pieno controllo dei vari ambiti della vita. Scegliere di essere femminista, infatti, significa credere che donne e uomini abbiano le stesse capacità e, di conseguenza, meritino le stesse opportunità. Essere femminista non è assolutamente prerogativa di sole donne, tutti possono farne parte poiché non è una battaglia per decretare quale sia il sesso migliore, bensì serve a garantire la giustizia tra i due e ad eliminare le discriminazioni di genere. 

La foto di un gruppo di femministe negli anni Settanta esposto al Vittoriano, a Roma, 9 dicembre 2011.

Situazione attuale della donna in Italia e nel mondo

A tale scopo l’ONU ha firmato nel 2015 “l’agenda 2030”, una serie di obiettivi da realizzare entro il 2030 che mirano a migliorare la condizione dell’umanità. Tra i vari punti proposti nell’agenda, l’obiettivo 5 cita il raggiungimento della parità di genere in ambito politico, sociale, lavorativo e giuridico. Già il riconoscimento del divario che separa i due sessi è senz’altro un grande passo avanti, ma la strada verso il raggiungimento della parità di genere è ancora molto lunga. 

In Italia, sebbene la condizione della donna sia modesta, ci sono ancora tantissime discriminazioni, soprattutto in ambito lavorativo. 

Per cominciare, secondo l’Osservatorio di 4.Manager, il nostro paese è ultimo in Europa per occupazione femminile a tempo pieno; In Italia appena il 18% delle posizioni regolate da un contratto da dirigente sono occupate da donne e a ciò si aggiunge il fatto che è proprio nei ruoli manageriali che emergono le maggiori differenze di retribuzione di genere. In ambito politico, invece, non si vede un Presidente donna da più di 50 anni. 

Molti pensano che il problema del gender gap sia pressoché inesistente e giustificano le loro motivazioni semplicemente ignorando il problema, senza capire e che è una tematica che ci riguarda tutti molto da vicino. Pensate ad esempio le ripercussioni che potrebbe avere sulle vostre figlie femmine se queste non dovessero essere assunte “solo” perché femmine. Come reagireste?

Questo è ciò che le ragazze e le donne di tutto il mondo devono affrontare ogni giorno per avere un futuro, dovendo faticare il doppio degli uomini per ottenere la metà del risultato.

Attiviste per il raggiungimento della parità di genere

Per fortuna ci sono tante persone che comprendono l’importanza di schierarsi dalla parte del genere femminile per aiutarlo a raggiungere i suoi obiettivi. Tra i personaggi pubblici che hanno aderito al movimento ci sono: Emma Watson, Hermione Granger in Harry Potter, che è Ambasciatrice di Buona Volontà –Goodwill Ambassador– dell’ ONU per le Donne e voce del movimento HerforShe; Alicia Keys, ha lottato contro l’abitudine sociale che afferma che le donne devono essere sempre perfette grazie a vari artefatti; Michelle Obama, ex First Lady, ha difeso i diritti delle donne prima e durante la sua permanenza alla Casa Bianca, usando la sua enorme capacità di influenzare. 

In molte Paesi del mondo la donna è considerata come un oggetto, una persona senza alcun diritto, destinata alla vita casalinga e all’allevamento dei figli. Molte ragazze dei Paesi in via di sviluppo non hanno la possibilità di studiare, di muoversi da sole, certe volte nemmeno di parlare in pubblico, figuriamoci di partecipare alla vita politica. 

Parlare del problema e non sminuirlo è fondamentale, l’informazione e la condivisione delle notizie lo sono ancora di più e maturare la consapevolezza che siamo tutti coinvolti nell’argomento sono solo i primi passi che ognuno di noi può fare per cambiare la situazione attuale. 

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