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Negli ultimi giorni si sta dibattendo particolarmente sul rientro in presenza iniziato ieri, lunedì 26 aprile 2021. Con il nuovo Decreto Legge, infatti, la totalità degli alunni delle scuole superiori nelle zone gialle ed arancioni è tornata progressivamente tra i banchi di scuola.

Secondo quanto emerso dalle riunioni degli ultimi giorni, le regioni e gli istituti dovranno garantire nelle prossime settimane un minimo del 70% di lezioni svolte in presenza fino a raggiungere, col tempo, il 100%, con un miglioramento delle condizioni e un potenziamento dei servizi di trasporto locale. La scelta varia da istituto a istituto ed è affidata esclusivamente ai presidi, che devono comunque tenere conto anche della possibilità di rimodulare la percentuale per la presenza, abbassandola anche sotto il 70%.

Molte scuole preferiscono infatti dare la precedenza agli alunni del quinto anno, che da qui a pochi mesi dovranno affrontare il grande e importante scoglio della maturità: per loro infatti la percentuale di presenza è al 100%, in modo tale da poter usufruire al meglio il loro ultimo anno tra le mura di un liceo. Sono molti gli istituti che eliminano la DAD anche per gli studenti del primo anno, a detta loro fondamentale per una migliore conoscenza delle loro potenzialità.

Per quanto riguarda le zone rosse, la didattica in presenza nelle scuole superiori sarà garantita dal 50% fino ad un massimo del 70%. Così facendo si toglie definitivamente la DAD al 100% in ogni regione, indipendentemente dal colore: è un dato molto rassicurante per i governatori delle varie regioni, che sperano sempre di più in questa tanto attesa luce in fondo al tunnel.

Mentre per le scuole primarie e secondarie di primo grado le lezioni saranno garantite al 100% (come da settembre a questa parte, salvo periodi in zona rossa), così come per le lezioni universitarie in zona gialla e arancione, per quelle in zona rossa si darà priorità alle matricole del primo anno.

07Il Ministro Patrizio Bianchi

Secondo quanto dichiarato dal ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi, l’obbiettivo del governo è far tornare tutti tra i banchi di scuola il prima possibile, e ritrovare quella normalità ormai persa dall’inizio della pandemia.

«Abbiamo portato gli alunni in presenza fino alla terza media anche in zona rossa, ora c’è il completamento dell’opera con le superiori. Bisogna che tutti ricominciamo a pensare ai tempi della nostra vita, è necessario lavorare soprattutto in vista di settembre, a cui dobbiamo arrivare preparati. Siamo in contatto costante con gli Uffici scolastici regionali, conosciamo le difficoltà. Parteciperemo ai tavoli prefettizi nel comune intento di organizzare al meglio questa fase conclusiva dell’anno scolastico.» ha affermato il ministro a TgCom24.

Anche il Veneto, dopo un burrascoso periodo di zona rossa in cui tutte le scuole sono dovute passare alla modalità a distanza, rientra in quelle regioni pronte per la ripartenza, seppur il governatore Zaia sia comunque un po’ scettico. Ribadisce infatti l’uso delle entrate scaglionate per garantire la sicurezza nei trasporti, oltre che la libera decisione di continuare le lezioni in DAD.

Luca Zaia, governatore del Veneto, durante una conferenza stampa.

«Abbiamo 2700 mezzi schierati con 50% in DAD e 50% di capienza dei bus. Portando la didattica al 100% e mantenendo i bus a metà bisognerebbe raddoppiare i mezzi, ma non ci sono sul mercato. Dal 26 in poi ci vuole massima attenzione. Se ci chiudiamo in casa rischiamo di meno, è vero, però è altrettanto vero che la situazione di equilibrio sta nel mezzo. La responsabilità diventa individuale con mascherina e distanziamento.” ha affermato il presidente della regione».

Sentendo il parere degli studenti, direttamente coinvolti in questi continui cambi di piani, sono emerse opinioni parecchio contrastanti. La maggior parte di loro afferma di sentirsi oppressa dai costanti ripensamenti riguardo la modalità delle lezioni, mostrandosi sfiniti a causa della grande mole di pagine da studiare per verifiche e interrogazioni che spesso si concentrano solamente nei giorni in cui si è in presenza.

«Non sono favorevole a queste idee che cambiano di continuo. E’ giusto ripartire, ma dovremmo essere compresi anche noi studenti: bisognerebbe prendere coscienza del fatto che abbiamo passato praticamente tutto l’anno in DAD e agire di conseguenza, considerando anche i pensieri di chi è in constante balia di cambiamenti. E’ stressante ma spero che l’estate ci dia qualche spiraglio di normalità.» afferma Giulia, liceale Veronese.

Al tempo stesso, una percentuale più piccola di studenti è favorevole ad un passaggio più ampio alla didattica in presenza: «Mi manca l’ambiente scolastico e i miei amici. – ha detto Marco, studente di un liceo scientifico di Verona – In DAD non mi concentro, è come se stessi perdendo gli anni migliori della mia vita. E’ vero, spesso i continui cambi di idea sono snervanti, ma io sono contento di tornare a scuola».

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