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Un anno fa, agli inizi della pandemia che sta sconvolgendo il mondo, il governo inglese si apprestava ad adottare misure superficiali per contrastare il virus: la rischiosa strategia del Johnson era ottenere l’immunità di gregge facendo circolare il virus tra la popolazione. Durante questo periodo c’è stato un grande cambio di marcia: il Regno Unito ha passato momenti difficili, dovendosi sorbire tre lunghi lockdown molto rigidi per limitare il contagio. Nonostante questi enormi tentativi di contenimento, ad oggi la nazione britannica è una di quelle maggiormente colpite con oltre quattro milioni di casi e 150 mila morti. 

Con l’arrivo dei primi vaccini, il governo inglese e le autorità sanitarie si sono battute per salvaguardare la salute del paese e, per primi al mondo, hanno iniziato le vaccinazioni con il siero Pfizer, vaccino anti Covid-19 sperimentale a mRNA, sviluppato nel 2020 e protagonista di non poche polemiche in tutto il mondo.

Ad oggi sono state somministrate quasi 40 milioni di dosi e gli scienziati britannici hanno affermato che in questo periodo è stata raggiunta l’immunità di gregge nel paese, traguardo importante che, probabilmente, nessuno si sarebbe aspettato. 

E’ proprio dallo scorso 12 aprile, giorno in cui sono stati riaperti negozi, pub, barbieri e negozi (che hanno ricominciato a far accomodare i clienti ai loro tavoli, ma purtroppo solo all’aperto) che il Regno Unito è riuscito a raggiungere la tanto attesa immunità di gregge, riuscendo a vaccinare quasi tre quarti della popolazione. Dal prossimo 17 maggio, invece, gli inglesi potranno tornare a viaggiare e il 21 giugno finirà il lockdown con la cessazione delle restrizioni, pur sempre chiedendo l’impegno di mantenere la massima prudenza.

«Le stime dell’immunità di gregge mi hanno stupito. Tuttavia non sono così sorprendenti se si considera che oltre il 50% degli adulti è stato vaccinato, circa il 42% delle persone è stato esposto al virus e circa 10 percento aveva un’immunità preesistente. Speriamo comunque sempre il meglio per il nostro Paese, vogliamo uscire al più presto da questo incubo che da un anno a questa parte sta portando via le nostre vite. Proprio come le previsioni meteorologiche a lungo termine, però, le previsioni che ne derivano non dovrebbero essere prese troppo sul serio perché c’è sempre un’incertezza intrinseca (sebbene quantificata) sulle variabili epidemiologiche e socio-comportamentali sottostanti.» ha affermato Karl Friston, dell’Ucl.

Le cose che hanno reso dubbiosi molti esponenti del governo inglese, sono state l’apertura della Gran Bretagna ai viaggi all’estero, le varianti e le riunioni durante l’estate. Patrick Vallance, direttore scientifico, ha infatti stimato che per poter raggiungere una vera e propria immunità di gregge bisognerebbe che almeno il 60% della popolazione fosse immune.

Nel frattempo, purtroppo, nella nostra penisola sembra tutto rimandato alla stagione invernale, più precisamente gli scienziati indicano il 28 ottobre come possibile data per l’immunità di gregge in Italia.

Nonostante infatti sia stata raggiunta la soglia delle 500mila somministrazioni giornaliere di vaccino e nonostante l’Italia punti ad accelerare ulteriormente la campagna vaccinale contro il Coronavirus, tutto dipende da moltissimi fattori che non permettono al nostro Paese di arrivare al pari di quello inglese. 

«L’immunità di gregge non credo che la raggiungeremo, perché senza vaccinare le fasce d’età tra 1 e 18 anni l’immunità di gregge non si raggiunge. E’ una questione di carattere matematico, l’immunità complessiva si raggiunge con 42 milioni di vaccinati, le persone da 1 a 18 anni sono circa 12 milioni. Nel migliore dei casi si vaccina l’80% della popolazione. Già stiamo sotto.» ha affermato Andrea Crisanti, direttore di Microbiologia e Virologia all’università di Padova. «Io sono contrario che i ristoranti riaprano, non ne posso più neanch’io, ma non ne posso più neanche delle posizioni demagogiche. Facciamo le cose una volta per tutte, ma fatte bene.» ha continuato.

Sembra proprio che le buone notizie non riescano ad arrivare per l’Italia, che con l’ulteriore voce di un possibile coprifuoco fissato per le 22 o per le 23 quest’estate, non riesce proprio a vedere la luce in fondo al tunnel. 

In molti nell’ultimo periodo hanno scatenato polemiche per il cosiddetto “coprifuoco incomprensibile”: è umanamente impossibile, scrivono molti cittadini italiani sui social, impossibile non uscire la sera, d’estate, quando fa caldo. Perfino Matteo Salvini, leader della Lega, si è mosso contro questa iniziativa proposta dal governo: «Tutte le Regioni, Comuni e categorie ritengono che rinnovare il coprifuoco alle 22 fino a luglio non abbia senso scientifico e sia devastante. Se l’ambasciata americana dice di non venire in Italia perché c’è il coprifuoco e il rischio terrorismo, è devastante. Il rinnovo del coprifuoco non ha alcun senso».

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Dopo la scuola media, ho seguito la mia passione per la storia e la letteratura decidendo di cimentarmi nel liceo classico. Da 12 anni coltivo l’amore per la musica classica: suono infatti il pianoforte fin da bambina, riuscendo anche, nel giugno 2016, ad essere ammessa al conservatorio di Verona come terza classificata. Ho giocato a calcio da prima punta per un paio d’anni, ma purtroppo a causa dei troppi impegni ho dovuto fermarmi. Sono nata a Verona ma la mia famiglia è napoletana: Napoli è la mia seconda casa e adoro ritornarci ogni anno. Non è infatti un caso che io sia fin da piccola una super tifosa della squadra partenopea. Non ho particolari idee per il mio futuro, credo però che, finito il liceo, mi piacerebbe molto intraprendere un percorso di medicina, dato che mi affascina molto.

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