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Lettura dell’articolo a cura di Elena Gandini
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Napoleone Bonaparte

Napoleone Bonaparte è considerato uno dei più grandi condottieri di tutti i tempi: gli storici lo paragonano a personaggi del calibro di Alessandro Magno ed Annibale. Il suo nome riecheggia ancora oggi nei libri di storia e nei luoghi in cui ha lasciato un segno permanente. In seguito a una vita ricca di gloriose vittorie, ma anche di personali avversità, egli muore il 5 maggio 1821 sull’isola di Sant’Elena, in esilio. Infatti, proprio oggi, sono trascorsi duecento anni da quel fatidico giorno. Tuttavia si parla ancora di lui.

Molte delle sue vittorie, ottenute con armate spesso prive di mezzi e di inferiorità numerica rispetto ai suoi temibili avversari, sono considerate ancora oggi leggendarie; ma Napoleone, oltre alle sue notevoli capacità militari, si è distinto per aver promosso importanti innovazioni nell’ambito amministrativo, giuridico, sanitario ed economico.

Per quanto riguarda la sua morte, permane ancora il mistero: alcuni studiosi sostengono che sia deceduto a causa di un tumore allo stomaco contratto solo negli ultimi anni di vita; altri invece ritengono che l’ex imperatore sia stato avvelenato da qualche agente segreto al servizio dei Borbone oppure per avvelenamento involontario, dato che Bonaparte era solito consumare un’eccessiva quantità di mandorle amare contenenti arsenico.

Non tutti, però, sono a conoscenza di una celebre battaglia del generale, combattuta il 14 gennaio 1797 nel nostro territorio, in un piccolo villaggio alle pendici del Monte Baldo, chiamato Rivoli. Fu una vittoria clamorosa che cambiò il destino del giovane Bonaparte, ma anche quello dell’Europa intera: è riuscito a sconfiggere l’esercito dell’Impero Asburgico, al tempo considerato il più forte del mondo, perché ben equipaggiato e superiore di grandezza. Se non avesse avuto successo e non avesse ottenuto la vittoria in questa battaglia, probabilmente la storia sarebbe stata diversa. Grazie alle sue doti nell’arte militare e alla sua perspicacia strategica, Napoleone ha scelto come luogo di battaglia un territorio unico per morfologia ed altre qualità vantaggiose per la riuscita della spedizione.

File:Napoleon at the Battle of Rivoli.jpg
Napoleone nella battaglia di Rivoli, dipinto di Henri Félix Emmanuel Philippoteaux

Per immortalare le gesta compiute durante la battaglia, Napoleone fece costruire nel 1806 un magnifico monumento nel punto in cui ci furono intensi scontri, sul plateau de Rivoli; l’obelisco era imponente e si innalzava per venti metri in altezza e il piedistallo, di sessantaquattro metri quadrati di larghezza, era caratterizzato da una splendida colonna d’ordine dorico in marmo rosso di Verona, con in cima un’urna contenente le ceneri dei soldati bruciati sui campi di battaglia. Sfortunatamente, il 12 febbraio 1814, il monumento venne distrutto per mano degli Austriaci che cercarono di cancellare il simbolo della loro umiliazione subita nella celebre battaglia. Ricordiamo, infatti, che Napoleone era un giovane sconosciuto generale di ventisei anni. Distrussero però solamente l’obelisco, non il basamento, che si può ancora ammirare. Oltre a ciò, Napoleone per la battaglia del 14 gennaio diede il nome di “Rivoli” a una delle principale vie di Parigi, la Rue de Rivoli, e volle che venisse scolpito sia sull’Arco di Trionfo sia sul pavimento sottostante la sua tomba.

Qui fece la storia, anche perché nella prima campagna d’Italia tutti lo conoscevano come generale Bonaparte, ma dopo Rivoli egli divenne Napoleone.

Il monumento oggi con sullo sfondo il forte di Rivoli

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