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Ascolta l’articolo da parte di Camilla Fezzi

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Quella maglia di color rosso fuoco con stampato dietro il numero nove ci fa sognare, sempre, ogni volta che i suoi tacchetti toccano la fine erba dell’Allianz Arena e, almeno quando si poteva, migliaia di giocatori urlavano il suo nome: Robert Lewandowski.

ROBERT LEWANDOWSKI IN AZIONE CON SFORBICIATA.

A volte, anche i freddi numeri stampati sulle statistiche riescono a scaldarci il cuore e a sorprenderci. Il giocatore polacco ha segnato, fino ad ora, 550 goals in sedici anni di carriera professionistica, di cui 276 all’interno della Bundesliga tedesca, e quarantuno in questa sola stagione. Con questo risultato è riuscito ad eguagliare il record di cui era dotato un altro ex-centravanti del Bayern di Monaco, Gerd Muller, che ne fece altrettanti nella stagione 1971-1972.

LEWANDOWSKI E LA COPPA DELLA CHAMPIONS LEAGUE

Il Record tanto atteso

Robert Lewandowski, non è stato ancora incoronato capocannoniere della Bundesliga 2020/2021. Sembra impossibile, ma le statistiche e l’importanza di quei 90 minuti di gioco daranno tale titolo soltanto fra qualche giorno.

L’ALLIANZ ARENA

Un gol per scrivere un’altra pagina di storia, l’ennesima della sua incredibile carriera. Nel successo per 5-2 del Bayern Monaco, già campione di Germania, contro l’Augsburg – nell’ultima giornata di Bundesliga – Robert Lewandowski ha realizzato la 41^ rete in questo campionato superando il record di Gerd Müller (fermo a 40) che durava da ben 49 anni, diventando così l’attaccante più prolifico di sempre in una singola edizione di Bundesliga. Un traguardo storico per il polacco, che al 90’ ha siglato il gol che lo fa entrare di diritto nella storia del calcio tedesco.

LEWANDOWSKI CON LA COPPA UEFA

L’ascesa di Lewandowski l’ha portato a migliorare in maniera costante il suo dato finale, arrivando nella Scarpa d’Oro 2020 dietro a Immobile con 34 goal (due in meno rispetto al laziale) e dunque prenotandola con 41 nell’attuale edizione. Virtuale, ma non matematica, a meno che Messi o Ronaldo non segnino 12 reti nelle ultime due gare.

Per Lewandowski ora, dopo l’eliminazione del Bayern in Champions, l’estate farà rima con Europei. Davanti ad un’edizione da protagonista, sarà il primo sfidante di Mbappè e Haaland per il Pallone d’Oro. Il podio sembra già scritto, almeno rispetto agli attuali risultati, con il norvegese che rispetto ai rivali non potrà contare sul torneo per acquistare voti in più.

LEWANDOWSKI CON IL PREMIO DI CAPOCANNONIERE SUPERANDO IL RECORD DI GERD MULLER

Miglior giocatore in campo, Lewandowski avrebbe vinto praticamente al 100% il Pallone d’Oro 2020, annullato a causa della pandemia da parte di France Football. Con la mole di reti segnate, i record su cui è passato sopra allegramente nell’ultimo anno, sarà in prima fila, con la Polonia essenziale per vincere.

L’intervista di Sportweek

IL NUMERO NOVE SFOGGIA LA SUA ESULTANZA DOPO UN GOL

Uscita come inserto della gazzetta, la rivista Sportweek ha recato una parte proprio al nostro protagonista identificandone il suo carattere, la sua storia e ciò che il mitologico Lewa, ha voluto raccontare. Tra i suoi goals tutti danno una sensazione straordinaria: «E’ come se avessi la sensazione che tutto il mondo scompaia. Sono concentrato su quello che sto facendo, è come se fossi da solo. Per qualche istante ci siamo soltanto io e la porta.» Dopo riferisce le emozioni che prova quando il pallone tocca la rete, ovvero orgoglio e gioia, e la consapevolezza di aver fatto un buon lavoro.

Troviamo spesso questa frase nella sua mentalità. L’importanza non sta nel singolo giocatore, ma nella forza della squadra, l’unità e la tecnica di cui è dotato il Bayern di Monaco è difficile da eguagliare. E lo stesso Lewandowski riferisce che difficilmente riuscirebbe a giocare in una squadra diversa, oltre che in un campionato. La Serie A, per esempio, la considera “molto tattica con tanta attenzione alla difesa”.

Lewandowski: nove goals in cinque minuti
VINCITORE FOOTBAL AWARDS

Lewandowski: un giocatore umile?

Sicuramente più di Ibrahimovic! Ma anche nei fatti pare assolutamente esserlo, infatti, risponde che non soltanto non fa caso se sia o meno il migliore centravanti del mondo, ma, tornando a ciò scritto prima: «Io faccio del mio meglio, il mio mestiere è fare gol, cercando di farne tanti per aiutare la mia squadra e vincere.» Allora, poi, conferma: «Penso di essere tra i migliori da anni, forse sono il migliore, sicuramente vorrei esserlo».

E Messi e Ronaldo?

DA SINISTRA: RONALDO, LEWANDOWSKI E MESSI

Ormai Lewandowski, come dice lui stesso all’interno della propria intervista, può invitarli alla sua tavola per parlare del loro calcio. Infatti, se pure i due fossero sempre stati i migliori da molto tempo, si sa che ormai non solo li ha raggiunti, ma parlando i numeri, affermano che li ha superati. Infatti, troviamo i 41 goals del giocatore polacco, soltanto in questa stagione contro, se, anche diventato capocannoniere di Serie A, i 29 di Cristiano Ronaldo. Ora potremmo addirittura azzardare a dire che Lewandowski non soltanto può sedersi alla loro tavola, ma anzi quel podio lo ha già alle spalle.

 Il fantomatico pallone d’oro?

PALLONE D’ORO DATO A LEWANDOWSKI DAI TIFOSI DEL BAYERN COME CONSOLAZIONE AL POSTO DI QUELLO ORIGINALE

Dopo aver ricevuto nell’ultima partita il premio come record di capocannoniere, un ulteriore soddisfazione balena nella mente di Robert, il pallone d’oro. Ma lo stesso giocatore durante l’intervista riferisce: «Non è il mio principale obbiettivo. Ho vinto il FIFA Award e il UEFA Best Player e so che significano molto. Io cerco di fare del mio meglio. Se qualcuno pensa che un polacco non possa vincere il pallone d’oro è un problema suo, non mio. Sarei felice anche se non dovessi vincerlo, ma naturalmente sarebbe una grande soddisfazione: non è detta l’ultima parola».

ROBERT LEWANDOWSKI IN AZIONE

Infatti, vista la situazione a livello mondiale, difficile immaginare che qualcuno in futuro possa ricordare il 2020 come uno dei migliori anni della sua vita. Eppure, dal punto di vista calcistico, potrebbe succedere. Lewandowski, in questi dodici mesi, che sembrano infiniti, ha assaporato per la prima volta la gioia di vincere la Champions League e di farlo da protagonista assoluto, segnando tantissimo e mettendo addirittura a rischio il record di marcature di Cristiano Ronaldo nella competizione. Il 2020 del giocatore polacco, volendo vedere la questione da un punto di vista strettamente personale, non è stato per niente male. Ma non è stato perfetto e non per colpa sua.

LEWANDOWSWKI DIETRO ALLA COPPA DELLA CHAMPIONS LEAGUE 2020, TENENDO IN MANO LA BANDIERE DEL SUO PAESE NATIO: LA POLONIA

La decisione di non assegnare il Pallone d’Oro ha con tutta probabilità privato il polacco di un premio che, numeri stagionali alla mano, avrebbe meritato e vinto. Un qualcosa che all’attaccante del Bayern Monaco ancora non va giù. Parlando al DailyMail, spiega che forse si poteva aspettare un po’ di più: «Qualcuno ha dovuto decidere che quest’anno non ci sarebbe stato il Pallone d’Oro. E forse lo hanno deciso un po’ troppo presto, perché alla fine i trofei sono stati assegnati. Quindi, i calciatori, gli allenatori e i giornalisti sanno benissimo che per me è stata la migliore stagione della carriera». Comunque, non abbastanza per far cambiare idea a France Football.

Robert Lewandowski, insomma, se pure privo di Pallone d’oro, per tutti è assolutamente riconosciuto legittimo di quest’ultimo per tale anno. E, il giocatore che l’anno scorso ha vinto tutto, quest’anno si deve accontentare del campionato con il suo Bayern se pure sia già materia di soddisfazione. Quest’estate con la sua Polonia potrà fare scintille attraverso gli Europei, ma la Champions è una notte straordinaria come lui stesso dice: “La notte che vinci la Champions è quella in cui si avverano i tuoi sogni. Ogni altro trofeo che abbiamo vinto è stato speciale, ma quella notte ero così felice perché ho visto realizzarsi i miei sogni e avuto la conferma che il duro lavoro paga”.

Il quarantunesimo gol di Lewandowski contro l’Augsburg
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Amo il mio nome, dotato di una duplice sfaccettatura: dolce e affettuosa, ma, al contempo, forte e decisa. Mi chiamo Camilla e il mio carattere rispecchia questa duplicità. Amo scrivere e leggere romanzi, anche storici, perché possono farci vivere momenti di vita passata da non dimenticare. Però i libri fantasy e di fantascienza mi hanno aperto le ali della fantasia, portandomi a trovare sublime anche la più minuziosa descrizione. Amo l’aria aperta, vivere ciò che può essere vissuto, percepire il vento sulle guance e i raggi solari che si intrecciano alle ciglia. Mi piace l’attività fisica: da cinque anni pratico tennis, seppur la mia carriera sportiva nasca con la danza classica e la pallacanestro. Suono il pianoforte che, al pari di me, è dotato di note alte e basse, tasti bianchi e neri. Apprezzo tutte le materie nelle loro diversità: da quelle umanistiche centrate sul pensiero, la filosofia e l’animo umano fino a quelle scientifiche che con numeri e formule ci portano alla statistica, al concetto illuminista e alla ragione. Avere 15 anni vuol dire trovarsi nell’inquieta adolescenza, da attraversare e vivere cercando di trovare ogni giorno la sfaccettatura migliore.

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