2. Stimate e Covid: la sfida della scuola di oggi

La seconda di alcune riflessioni sulla scuola in quest’anno particolare. Con il Rappresentante di Istituto Lorenzo Da Ronco abbiamo parlato della situazione riguardante la scuola e i genitori e del rapporto tra questi due.

Scuola alle Stimate
Scuola alle Stimate
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Da un anno a questa parte, l’Italia (e molti Stati del mondo) ha dovuto far fronte ad un problema sanitario inaspettato, il quale ha stravolto le nostre vite in tutto e per tutto: la pandemia da COVID-19.

Lorenzo Da Ronco, Rappresentante di Istituto e Presidente dell’AGESC Verona

Quest’ultima ha intaccato numerosi settori, come ad esempio l’economia, la ristorazione ma, soprattutto, la scuola. Infatti, le scuole hanno dovuto apportare nuove misure didattiche: tra le più importanti, la didattica a distanza (DAD) e la sospensione di molte attività collaterali. 

A tal proposito, anche l’Istituto Alle Stimate, situato nel centro di Verona, ha dovuto mettere in atto un piano di misure precauzionali, tra cui la didattica a distanza (inizialmente al 100% ma attualmente al 50%), ingressi scaglionati tra scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado e distanziamenti tra i banchi.

In questa intervista, abbiamo ascoltato la testimonianza e le considerazioni del Rappresentante di Istituto, nonché Presidente dell’AGESC Stimate Verona (Associazione Genitori Scuole Cattoliche), Lorenzo Da Ronco, il quale ha parlato a nome dei genitori.

Quale impatto ha avuto inizialmente il COVID-19 sui genitori e le loro famiglie?

Inizialmente, la ripercussione che il COVID-19 ha avuto sui genitori è stata grande e principalmente legata alla paura di una malattia della quale poco si conosceva. Inoltre, i mezzi di informazione presentavano scenari dai numeri molto preoccupanti, circa i ricoveri e i decessi. Da genitori, l’impressione avuta è stata quella di un evento a cui non eravamo per nulla preparati, sia a livello di strutture che di cure mediche e, di conseguenza, è scattata inconsciamente quella necessità di protezione del proprio nucleo familiare, che ha trovato nel rimanere chiusi in casa la soluzione migliore.

Ad appesantire poi la situazione hanno contribuito le ulteriori preoccupazioni sulla situazione scolastica e lavorativa. Diverse persone hanno perso il posto di lavoro a causa della cessazione di talune attività, mentre, per quel che riguarda la scuola, la chiusura degli istituti ha posto il serio problema di garantire una continuità didattica per i nostri figli.

Didattica a distanza (DAD)

Non potevamo permetterci di far saltare un intero anno scolastico.

Fortunatamente è stata trovata la via della didattica a distanza (DAD), che ha posto però dei problemi di natura tecnologica alle famiglie: in primis, l’efficacia della connettività di casa, cioè se la connessione messa a disposizione dal provider di telefonia fosse sufficiente a garantire lo svolgimento di lezioni in DAD e dello smart working dei genitori. Inoltre, si è posta la questione legata ai dispositivi elettronici, ovvero, la necessità di avere a disposizione dei device (computer o tablet) che potessero supportare l’attività dei figli e, più in generale, di tutti i componenti della famiglia che ne avessero bisogno.

Quanto ha inciso la pandemia da COVID-19 sulla gestione delle famiglie da un punto di vista organizzativo?

Sicuramente, il risvolto che la pandemia ha avuto sulla gestione delle famiglie è stato molto incisivo perché, come detto precedentemente, una delle prime preoccupazioni è stata proprio quella legata ai device, ovvero al fatto di avere dispositivi elettronici per supportare l’attività di ogni componente della famiglia. Per chi si fosse trovato nella necessità di dover reperire dei dispositivi, sono stati momenti difficili, dato che la maggior parte dei negozi del settore era chiusa. Unica via percorribile sono stati gli acquisiti on-line, che hanno fatto registrare numeri importanti tanto che, ad un certo punto, era diventato quasi impossibile riuscire a trovare dispositivi a prezzi ragionevoli.

Secondariamente, bisogna dire che il virus ha comportato che, in taluni casi, fosse necessario dover affrontare una spesa di noleggio o di acquisto di un computer o di un tablet. A tal proposito, c’è da sottolineare il fatto che l’Istituto Alle Stimate ha fatto un grande sacrificio perché si è messo a disposizione per poter venire incontro alle famiglie che avessero difficoltà nel reperire il materiale, dal momento che in quel periodo i device andavano a ruba e, di conseguenza, era difficile trovare una disponibilità di strumenti di buona qualità e prezzo. Inoltre, la nostra scuola ha deciso anche di aderire ad un bando di gara comunitario, il quale permetteva di disporre di un contributo da poter utilizzare per fornire dei dispositivi alle famiglie che ne fossero sprovviste.

Dall’altro lato, bisogna anche considerare la questione correlata alla connessione Internet: i membri delle famiglie si erano ritrovati d’incanto tutti a casa e c’era chi doveva lavorare e chi doveva permettere la didattica a distanza, quindi non era detto che ci fosse una connessione Internet sufficiente a supportare il traffico dati che era richiesto. Perciò, in taluni casi, questo ha provocato un aggravio di spesa per le famiglie: infatti, era necessario fare un upgrade, quindi passare a performance superiori, come per esempio la fibra o un provider. Quindi, bisognava fare un intervento nella propria casa per cambiare la compagnia telefonica, qualora la propria non erogasse un buon servizio. 

Istituto Alle Stimate Verona

Da un punto di vista scolastico, in questo momento, i genitori hanno una visione pessimistica oppure sono speranzosi?

Sotto questo punto di vista, i genitori sono moderatamente ottimisti e dico moderatamente perché c’è sempre il timore di nuove possibili varianti di questa malattia, che potrebbero presentarsi e non essere coperte dal vaccino.

Se la campagna di vaccinazione procederà come sta facendo attualmente, si spera che entro l’estate la maggior parte degli italiani venga vaccinata e, confidando che la vaccinazione sia la soluzione per sconfiggere la pandemia, ci si augura che, quantomeno, a settembre la scuola possa ripartire in presenza. Tuttavia, qualora si dovesse pensare ad eventuali nuove chiusure, si spera che i governanti abbiano fatto tesoro delle esperienze precedenti e che, quindi, la scuola sia l’ultima a dover chiudere.

Naturalmente, questo fatto vale per tutti gli studenti, ma, soprattutto, per coloro che devono intraprendere un nuovo percorso scolastico, come la prima elementare, prima media e prima superiore, o che devono affrontare gli esami, come quelli di terza media e di maturità. 

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