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Chi come Eugenio Montale la definiva “Eterna fanciulla danzante”, chi invece come Charlie Chaplin, dopo averla vista, le confessò: “You are wonderful”: Carla Fracci ci ha lasciato lo scorso 27 maggio, a causa di un tumore, con cui combatteva da molto e che aveva combattuto con coraggio e molto riserbo. 

I funerali si sono tenuti sabato 29 maggio nella chiesa di San Marco a Milano, che per la morte della ballerina ha dichiarato “lutto cittadino”, con gli edifici pubblici che esponevano la bandiera a mezz’asta. Hanno detto addio alla ballerina non solo i familiari, ma anche il sindaco, Beppe Sala, il sovrintendente della Scala, Dominique Meyer, e il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini

Non solo un lutto cittadino per la città di Milano, ma nazionale per il nostro Paese. Carla Fracci infatti non si limitò a restare nella sua città natale, ma viaggiò molto, deliziando, con la sua danza, anche la nostra Verona.  

Carla Fracci, nata nel 1936 a Milano, ha da sempre avuto una passione indescrivibile per la danza. Viene infatti considerata una delle più grandi ballerine del ventesimo secolo, lo stesso New York Times, nel 1984, la definì “prima ballerina assoluta”. 

Sin dal 1946 studiò alla scuola di ballo del Teatro alla Scala, diplomandosi nel 1954. Dopo due anni divenne danzatrice solista. Tra la fine degli anni cinquanta e settanta prese parte a diverse compagnie, da cui deriva la sua notorietà dall’interpretazione di ruoli romantici e drammatici (Giselle, La Sylphide, Romeo e Giulietta…). 

Nel 1982 il suo palcoscenico non era solo il teatro, ma anche gli schermi televisivi: comparve infatti nello sceneggiato Rai, diretto da Renato Castellani, Verdi, dove interpretò il ruolo di Giuseppina Strepponi, soprano e seconda moglie del compositore. 

Dal 1996 al 1997 diresse il corpo di ballo dell’Arena di Verona: questo suo soggiorno fu reso ancora più piacevole da delle amicizie nelle province della nostra città, come Zevio, dove spesso si recò la ballerina. 

Carla Fracci all’Arena di Verona

Dal 2000 al 2010 diresse il corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, mentre dal 2009 al 2014 è stata assessore alla Cultura della Provincia di Firenze. Tra gli ultimi eventi della sua carriera non si può tralasciare la firma della prefazione del libro Ballerina di Roberto Baiocchi, nel 2016. 

Si può quindi dire che Carla Fracci abbia dedicato la sua vita alla danza: ballando, ma anche condividendo i suoi insegnamenti, dirigendo alcune delle compagnie più prestigiose a livello nazionale. 

Il nostro Paese, pochi giorni fa, quindi, ha dovuto dire addio ad una stella, che però non smetterà mai di brillare. 

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Ho 16 anni e frequento la prima liceo. Circa tre anni fa ho scelto di iniziare il liceo classico perché, volendo lasciare aperte tutte le porte per il mio futuro, ho pensato che questo indirizzo, come dicono molti, fosse in grado di “aprire la mente”. Che il classico potesse farmi uscire alla fine dei cinque anni con ampie conoscenze in tutti gli ambiti, non solo in quello umanistico. In generale, mi piace molto andare in fondo alle cose, non mi accontento mai, penso quindi di aver scelto l’indirizzo più adatto a me. Da quando sono piccola, sono sempre stata molto testarda, permalosa ed estroversa. Sono una ragazza molto determinata: con molto impegno e perseveranza penso si possa raggiungere ogni obiettivo. Sono molto sportiva, gioco a tennis, nonostante per molti anni abbia praticato il Cheerliding, che nel 2018 mi ha dato l’opportunità di partecipare ai Mondiali ad Orlando. Da grande mi piacerebbe fare un lavoro non monotono, innovativo, che mi permetta di realizzare tanti dei miei sogni.

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