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Domenica 30 maggio si è concluso il Giro d’Italia, iniziato circa tre settimane prima, per l’esattezza l’8 dello stesso mese, ed è stato vinto proprio da Egan Bernal. Sul podio, inoltre, troviamo posizionati al secondo posto l’italiano Damiano Caruso, originario di Ragusa, e al terzo posto l’inglese Simon Yates

Ma com’è strutturato il Giro d’Italia?

Il Giro d’Italia è una competizione internazionale maschile di ciclismo su strada professionistico che prevede una corsa a tappe per l’appunto in giro per l’Italia. Venne istituito per la prima volta nel 1909 ed è considerato la seconda competizione ciclistica a tappe più prestigiosa e rinomata dopo il Tour de France.

Logo del Giro d’Italia (fonte: TodoMountainBike)

Fin dall’inizio è sempre stato organizzato dal famoso quotidiano La Gazzetta dello Sport, ed è proprio il tipico colore rosa delle pagine di questo giornale che caratterizza dal 1931 la maglia del ciclista primo in classifica, quest’anno destinata per l’appunto a Bernal.

Il record di vittorie è condiviso da ben tre ciclisti: Alfredo Binda, Fausto Coppi e Eddy Merckx, ognuno dei quali ha ottenuto il primo posto per ben cinque volte. Per quanto riguarda invece il record delle vittorie di tappa, esso appartiene all’italiano Mario Cipollini, che nel 2003 riuscì a superare il record di 41 tappe vinte detenuto da Alfredo Blinda ormai dagli anni trenta.  

Quali sono stati, invece, i momenti in cui i ciclisti sono passati vicino a noi?

Si sono tenute due tappe in particolare che prevedevano un passaggio proprio vicino alla nostra città, Verona.

(fonte: girdoditalia.it)

La prima ha avuto luogo venerdì 21 maggio e aveva come punto di partenza Ravenna e come arrivo proprio Verona. La lunghezza del tratto era di ben 198 km, ma su un terreno del tutto pianeggiante, trovandosi per l’appunto sulla Pianura Padana. Vicino a noi sono stati attraversati paesi come Vigasio e Castel d’Azzano fino ad arrivare all’arrivo in Corso Porta Nuova. La tappa è stata aggiudicata a Giacomo Nizzolo, che è riuscito a concluderla in solo 4 ore e 42 minuti. Inoltre questa tappa era dedicata proprio a Dante Alighieri poiché questo è l’anno del 700esimo anniversario dalla sua morte. 

La seconda tappa transitata nelle nostre vicinanze è invece la numero 18, tenutasi il 27 maggio costeggiando per un tratto il Lago di Garda. Questa è stata la tappa più lunga di tutta la competizione, lunga ben 228 km, di cui i primi 200 pianeggianti, mentre l’ultima ventina con dislivelli più elevati. Dolcé, Domegliara, Lazise e Peschiera del Garda sono sono alcuni dei paesi vicino a noi attraversati da tutti i ciclisti durante il tragitto. Infine, il primo a superare la linea del traguardo è stato Alberto Bettiol, impiegandoci solamente 5 ore e 14 minuti per completarla. 

Terminate tutte e 21 le tappe, come già anticipato, è stato proprio Bernal ad alzare la coppa, terminando la giornata con queste parole: «Vincere il Giro è meraviglioso. Sono tranquillo all’apparenza ma dentro sento un’esplosione di felicità. So di essere tornato ad un buon livello, ma ci sono tanti corridori forti in circolazione. Grazie a loro troverò nuove motivazioni per il futuro. Il momento più bello è stato pedalare sullo sterrato nella tappa di Montalcino. Oggi, ascoltare la voce del mio allenatore (Mikel Artetxe) è stato un altro bel momento. Lo ricorderò negli anni a venire. Il mio team manager Dave Brailsford ha avuto un ruolo fondamentale in questa vittoria. Ho attraversato momenti difficili dopo aver vinto il Tour de France. Con questo Giro ho ritrovato quello che volevo, correre divertendomi».

Insomma dopo aver visto il risultato raggiunto e questa sua dichiarazione al termine della gara, non si può fare altro che complimentarsi con lui e augurargli un brillante futuro.

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