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Il telescopio spaziale James Webb è stato lanciato lo scorso 25 dicembre dallo spazioporto di Kourou, nella Guyana Francese. Porta il nome del secondo amministratore della NASA che portò avanti i progetti che permisero all’uomo di camminare sulla Luna. Ideato durante le esplorazioni dello spazio negli anni ’90, il James Webb doveva essere pronto nel 2007, tuttavia, a causa di problemi ingegneristici e finanziari, il suo lancio è stato posticipato al 2021. Al progetto hanno collaborato tre agenzie spaziali, la NASA (Stati Uniti), l’ESA (Europa) e la CSA (Canada).

La spiegazione dell’astrofisico Amedeo Balbi

La struttura del James Webb

Il James Webb è il più grande telescopio che abbia mai orbitato nello spazio. Infatti il suo specchio, strumento fondamentale per la raccolta della luce e la ricezione delle immagini, è composto da 18 specchi esagonali e ha un diametro di 6,5 metri. Un’altra novità è il suo scudo protettivo. Perché il telescopio funzioni correttamente e studi solo determinate radiazioni, è necessario che la temperatura sia molto bassa e non ci siano interferenze di radiazioni provenienti dal Sole, dalla Terra, dalla Luna o dalla sonda stessa. Inoltre il telescopio si basa sull’utilizzo dei raggi infrarossi, gli unici che permettono di studiare e captare segnali della fase primordiale dell’universo, e per questo motivo è fondamentale che sia molto freddo.

Lo scopo della missione: scoprire l’origine dell’universo

Il James Webb Space Telescope ha come meta finale il punto L2 di Lagrange, ossia una posizione dell’orbita del Sole che permette alla sonda di essere allineata con quella terrestre, senza l’ostacolo della Luna che potrebbe impedire le comunicazioni. La destinazione si trova a 1,5 milioni di chilometri di distanza dalla Terra e il telescopio, secondo i calcoli, dovrebbe impiegare circa un mese. Una volta raggiunto il Sole, il James Webb comincerà la sua ricerca con lo scopo di raccogliere i segni della formazione dei pianeti, delle stelle e delle galassie. La sonda cercherà inoltre di tornare indietro nel tempo, quando, con il famoso Big Bang, l’universo ha avuto origine. Il telescopio, studiando pianeti simili alla Terra, permetterà di scoprire se esiste vita al di fuori della Terra.

Il James Webb è quindi uno strumento che unisce il passato e il futuro di un universo di cui si conosce solo una minima parte.

Il James Webb Space Telescope
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Sono nato a Verona, ma sono cresciuto e vivo in un paese della provincia, Sanguinetto, nella zona vicino a Legnago. Dove abito non c’è un granché e questo è uno dei motivi che mi hanno spinto ad andare a Verona, una volta terminata la scuola media. Fin da piccolo mi è sempre piaciuto viaggiare in compagnia e vedere paesaggi diversi da quelli a cui sono abituato. Un’altra mia passione è la musica, pur non avendo un genere preferito, e da alcuni anni suono il pianoforte. Tra i vari indirizzi ho scelto il liceo classico non perché le materie scientifiche non mi piacessero, ma perché volevo approfondire ciò che si trova alla base della nostra cultura e della nostra lingua. All’inizio ero un po’ incerto su questa scelta, ma, grazie alla mia passione per la storia e alla mia curiosità verso il latino e il greco, ho capito quale fosse la mia strada. Posso dire, dopo due anni, che è stata per me la scelta giusta. Non sono ancora certo su cosa farò in futuro, ma mi piacerebbe lavorare in un ambiente che mi permetta di essere a contatto con le altre persone.

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