Tempo di lettura articolo: 3 minuti

A Baltimora, negli Stati Uniti d’America, si è fatta la storia dei trapianti chirurgici. Nel Centro medico dell’Università del Maryland, lo scorso 7 gennaio, è stato effettuato per la prima volta un trapianto di cuore suino su un paziente umano. Il cuore di maiale, mutato geneticamente per adattarsi meglio alle esigenze del paziente, rappresentava per il 57enne David Bennet l’unica possibilità di salvezza, visto che il funzionamento del suo organismo era ormai compromesso da una grave malattia cardiaca.

Si è trattato di un intervento altamente sperimentale, mai effettuato prima; proprio per questo i risultati non erano certi e tuttora il paziente è attentamente monitorato.

Un cuore modificato

Il cuore è stato coltivato e modificato all’interno dell’animale dall’azienda Biotech Revivicor della Virginia finché, una volta pronto, è stato rimosso e, grazie anche all’impiego di specifici medicinali antirigetto che inibiscono il sistema immunitario (tra i quali un nuovo farmaco immunosoppressore sperimentale), si è eseguito il trapianto.

l'intervento di David Bennet
David Bennet, che ora vive grazie a un cuore di maiale

Per la buona riuscita dell’intervento sicuramente è stata fondamentale la modifica fatta all’organo al fine di rimuovere lo zucchero presente nelle sue cellule, che rappresentava la causa maggiore del rigetto.

Se l’operazione si dovesse risolvere in un successo, questa procedura potrebbe rappresentare un enorme passo avanti negli xenotrapianti (dal greco xenos ossia “straniero“).

Il maggior rischio: il rigetto

Il maggior limite per un intervento di questo tipo, anche quando nel trapianto vengano utilizzati organi di esseri umani, è il rigetto dell’organo da parte dell’organismo del paziente: venendo infatti percepito dal corpo come un intruso, esso viene attaccato dagli anticorpi col ripristino della circolazione e, di conseguenza, danneggiato.

Esistono vari tipi di rigetto: ipercutaneo, acuto e cronico.

Nel primo caso il rigetto risulta istantaneo poiché gli anticorpi si legano alle cellule endoteliali che ricoprono vasi sanguigni, vasi linfatici e cuore e danneggiano il tessuto dell’organo estraneo.

Nel secondo caso il corpo del paziente attacca l’organo trapiantato qualche giorno dopo l’operazione; questa eventualità però è limitata da appositi farmaci antirigetto che vengono somministratinon solo nel periodo di convalescenza, ma, in seguito, per il resto della vita. E’ molto importante la supervisione da parte del paziente perché, se non venisse curato un ipotetico rigetto adeguatamente, si correrebbe il rischio che questo diventi cronico.

Nel terzo caso per l’appunto, il corpo ripetutamente attacca il nuovo organo rendendolo inutilizzabile nel giro una decade.

Il futuro

In questi ultimi anni la ricerca in campo chirurgico ha portato grandi profitti anche nell’ottica della medicina rigenerativa. Infatti, grazie all’utilizzo di stampanti 3D, di tessuti di origine animale e grazie anche alle accresciute capacità da parte degli scienziati nel comprendere il processo di rigenerazione cellulare vi è stata la possibilità di ovviare alla limitata disponibilità di organi.

L’equipe che ha eseguito l’operazione senza precedenti nella storia della medicina chirurgica

Ad esempio, nel settore oculistico si sta lavorando alla generazione di cornee artificiali per curare la cecità causata da traumi o da possibili fattori genetici. Difatti, in una persona non vedente, la cornea, il primo strato posto sull’occhio, è compromessa e dove è possibile solitamente si procede con la sostituzione di essa con una nuova in buone condizioni.

Grazie alle cellule staminali si potrebbe pensare di “coltivare in casa” questo tessuto riuscendo anche a migliorarlo (rendendolo più trasparente e resistente di quello proveniente da un donatore).

Tornando al discorso dei trapianti di organi animali, tutt’oggi vi sono comuni interventi per i quali questi vengono utilizzati sull’uomo: valvole cardiache di mucche o maiali impiegate negli interventi al cuore, oppure innesti di pelle di pesce per curare le parti di derma ustionato.

Lo sviluppo in campo medico rappresenta una delle frontiere più importanti per la società odierna; investire nella ricerca significa investire sulla salute e sul futuro delle prossime generazioni.

Articolo precedenteRitorno sul set per gli attori di “Shadow and Bone”
Articolo successivoL’Arco della Costa, tra misteri e leggende
Mi chiamo Stella, ho 15 anni e frequento il secondo anno di liceo classico. Mi piacciono molte delle materie che sto affrontando a scuola; in particolar modo storia, letteratura e greco. Quando non sono a scuola mi diletto nel praticare sport: infatti sono una ginnasta da quasi sei anni. Ho una famiglia molto numerosa composta da due sorelle più grandi che non vivono con me e cinque fratelli maschi, tutti più piccoli. Con Sabrina, la secondogenita dalla parte di mio padre, ho un rapporto bellissimo nonostante la distanza. Ho la fortuna di avere buoni amici che mi tengono sempre molta compagnia nonostante io mi ritenga molto indipendente come persona. Quando sarò un po' più grande non so esattamente cosa vorrò fare, ma sono sicura che opterei per qualche lavoro socialmente utile che mi permetta di stare con bambini e ragazzi più giovani.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here