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Dall’inizio dell’attacco russo all’Ucraina si sentono sempre più notizie e si vedono sempre più immagini terribili di ogni genere, da uomini costretti a separarsi dalle proprie famiglie, forse per sempre, a video di ragazzi che si sposano e poi si arruolano per combattere insieme, per non parlare delle riprese fatte alle bombe e ai combattimenti

Una foto in particolare, pubblicata dalla giornalista Katerina Sergatskova e scattata dal geometra Lev Shevchenko mentre andava al supermercato, è diventata il simbolo della resistenza ucraina a Kiev: si tratta di un muro fatto di libri impilati che è stato eretto davanti alla finestra d’una casa in via Dashkevycha

Il muro di libri a Kiev

Questo muro, chiaramente, è stato pensato per prima cosa come un atto difensivo, per ripararsi dalle schegge dei vetri che sarebbero potute piovere all’interno della casa in caso di caduta di una bomba, ma porta con sé anche un altro significato più profondo. La cultura, infatti, protegge e difende dall’ignoranza che porta l’uomo a scatenare la guerra. La domanda allora sorge spontanea: questo riferimento all’ignoranza è rivolto solo alla Russia o a tutte le nazioni? A Putin o a tutta l’umanità? Alle guerre di adesso o anche a quelle passate? La risposta si potrebbe trovare tra le parole affermate dal celebre scienziato Albert Einstein: «Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo all’universo ho ancora dei dubbi». 

Quindi forse è l’ignoranza, la stupidità umana, ad aver causato questa guerra ed ogni altra guerra, a distruggere tutto ciò che di bello è stato creato. L’umanità è davvero così ignorante da aver causato tutte le guerre spinta sempre e solo da un unico obiettivo, ottenere potere, e guidata sempre e solo da poche persone. Che queste persone si chiamino re, dittatori, presidenti o chissà cos’altro non fa differenza, si tratta comunque di una sola mente a capo di milioni di altre e probabilmente è questo l’errore più grande dell’umanità. Per questo quel muro di libri è considerato un simbolo, perché il fatto di considerare l’ignoranza e il comando di una singola persona come la causa delle guerre è il primo passo per non farci guidare da esse e farci sperare in un mondo in cui le guerre non esistono più. 

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