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Sapevate che in origine l’hanami, famosissima festa tradizionale del Sol Levante, si celebrava osservando i fiori degli alberi di pruno?

Secondo il folklore giapponese, questa tradizione è nata nel VII secolo, dopo che il  sacerdote En-no-Ozuno piantò questi alberi nella città di Yoshino. Durante la dinastia Heian (794-1185), poiché la corte giapponese si trasferì stabilmente a Kyoto, gli alberi di pruno vennero sostituiti con le piante di sakura, ciliegi giapponesi ornamentali.

Fioritura di ciliegio in Giappone

Inizialmente, ammirare la fioritura degli alberi di ciliegio era un rito destinato solo ai più ricchi, cioè ai nobili, ai samurai e ai poeti più talentuosi. Dopo che alcuni shogun fecero piantare, durante il periodo Edo (1603-1868), le piante di ciliegio in varie zone del Giappone, la possibilità di assistere a questo straordinario evento venne estesa a tutta la popolazione.

Questo rito millenario ricco di fascino e simbolismo è riuscito a sopravvivere negli anni fino ai giorni nostri, dimostrando appieno lo spirito tradizionalista del Giappone che, anche in tempi recenti, celebra questa tradizione attraverso la poesia, la pittura, i manga e gli anime.

Come viene celebrato questo rito?

I giapponesi attendono con trepidazione l’arrivo della primavera per poter festeggiare la fioritura con i propri amici e parenti, organizzando dei pic-nic all’ombra dei sakura. Durante queste scampagnate, i giapponesi solitamente portano il cibo nei bento, tipici contenitori a più scomparti, che vengono deposti su tappetini azzurri.

Il piatto caratteristico è l’hanami–dango, polpette di riso servite con il tè verde, colorate di rosa, bianco e verde, colori simbolo della primavera. Tra canti e danze tradizionali, vengono degustati il sake e i sakura mochi, dolcetti di pasta di fagioli e riso pressato, avvolti in una foglia di ciliegio salata.

La festa si conclude con la cosiddetta Yozakura, ossia notte dei ciliegi, durante la quale vengono ammirati i fiori dei sakura illuminati dalle tipiche lanterne giapponesi.

Un classico bento, con all’interno alcuni piatti tipici della festa dell’hanami.

L’hanami in Italia

L’hanami è uno spettacolo visibile in tutto il territorio del Sol Levante ma, poiché a causa del Covid non è ancora possibile visitare il Giappone, vi suggeriamo alcuni luoghi italiani dove la fioritura dei ciliegi assume comunque un fascino particolare.

Il posto migliore per ammirare i fiori di ciliegio è sicuramente il laghetto dell’Eur a Roma, dove è possibile osservare la fioritura dei 1000 sakura che formano la Passeggiata del Giappone; tali piante furono donate dal primo ministro giapponese Nobusuke Kishi durante la sua visita ufficiale avvenuta nel 1959.

In provincia di Verona, a Soave, le colline, tra marzo e aprile, si tingono di bianco ed è possibile ammirare i ciliegi in fiore camminando tra i vigneti lungo la Strada del Vino, un percorso di circa 50 chilometri che si snoda tra chiese romaniche, castelli e cantine vinicole.

Nel comune di Mason Vicentino, invece, è possibile partecipare alla Marcia del Ciliegio, una corsa tenuta ogni anno a Pasquetta, che permette di ammirare i ciliegi in fiore lungo tutto il percorso.

Nei weekend di aprile, per le strade della città di Vignola, che si trova in provincia di Modena, sarà possibile partecipare alla Festa dei Ciliegi, tradizionale manifestazione che si svolge dal 1970 con parate, mercatini, show e mostre culturali.

Detto questo, non ci resta che augurarvi buon hanami!

Una foto del laghetto dell’Eur.
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Ho quindici anni e vivo a Verona. Se non mi trovate chiuso in casa a leggere manga o libri fantasy, cercatemi al mare o al lago, anzi, in qualsiasi luogo in cui si possa nuotare. Fin da piccolo, sono sempre stato affascinato dal paesaggio sottomarino e dalla sua tranquillità, dai colori accesi dei pesci e dalle stelle marine. Questa mia passione si riflette negli sport che pratico da anni: apnea, per poter ammirare i pesci senza bisogno di attrezzature; subacquea, per raggiungere i luoghi in cui il mio respiro non riesce a portarmi; barca a vela e kayak, per quando ho voglia di osservare l’acqua da un punto di vista differente. Da grande mi piacerebbe diventare un biologo marino, per unire due miei grandi amori: quello per il mare e quello per la scienza. Ho un sogno nel cassetto: riuscire a visitare il Giappone. Sono attratto dalla cultura giapponese per il forte contrasto tra antico e moderno, tra tradizioni millenarie e avanguardia tecnologica. Vorrei immergermi nei bellissimi paesaggi naturali del monte Fuji o perdermi nella vita frenetica di quartieri come Shibuya; imparare la scrittura kanji, che riesce a far sembrare un semplice testo un’opera d’arte, e sperimentare la cucina nipponica, così diversa da quella italiana.

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