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Basato sul best seller dello scrittore italo-americano Mario Puzo, in questi giorni festeggia i propri 50 anni dal debutto sul grande schermo “The Godfather”, capolavoro del regista Francis Ford Coppola e considerato da molti critici come uno dei migliori film di sempre. Era il 15 marzo 1972 quando migliaia di spettatori presero posto nelle sale dei cinema statunitensi per guardare per la prima volta in assoluto una pellicola che ancora oggi, dopo ben mezzo secolo, sa attrarre e interessare un grande numero di spettatori, amanti del genere gangster o anche solo curiosi.

Il film fece il suo debutto in un periodo rivoluzionario e del tutto innovativo per la storia cinematografica: quello che viene definito dagli esperti come “the new Hollywood”, del quale può essere ritenuto come uno dei principali esempi. La pellicola di Coppola riscosse fin da subito grande popolarità in tutto il mondo, venendo acclamata dalla giuria e dal pubblico. Delle dieci nomination ai premi Oscar del 1973, ne vinse tre nelle categorie “miglior film”, “miglior attore protagonista” (a Marlon Brando) e “miglior sceneggiatura non originale”. Scalò le vette del successo, venendo ancora oggi inserito tra i primi posti di diverse classifiche dei migliori film in assoluto, non solo grazie alla bravura e al talento degli attori e del regista, ma anche per le sue celebri canzoni e colonne sonore, opere del maestro Nino Rota che vinse il premio BAFTA e ai Golden Globe.

Le vicende della famiglia Corleone

La celebre pellicola prende spunto da un romanzo uscito qualche anno prima, che narra le vicende e la vita di una delle più importanti famiglie di New York. È il 1945, la Seconda Guerra Mondiale è appena terminata, e New York è nelle mani di cinque patriarchi che, grazie a giri loschi e criminali, si arricchiscono giorno dopo giorno, corrompendo e legandosi alle più alte cariche pubbliche. Questi potenti uomini non sono americani, ma bensì degli immigrati provenienti dall’Europa, in particolare dall’Italia Meridionale.

Uno di questi è don Vito Corleone (interpretato da Marlon Brando) il quale gestisce, con i membri della propria famiglia, le scommesse e il gioco d’azzardo illegale. Escluso da questi affari per propria volontà è uno dei figli di don Vito, Michael (Al Pacino), che tuttavia avrà un ruolo centrale in seguito. Con il passare degli anni don Corleone, immigrato di origine siciliana, ha saputo abilmente dare vita a una fitta rete di legami clientelari con i rappresentanti del potere e del popolo. Egli infatti, servendosi dei suoi aiutanti, offre sostegno e protezione a chi glielo richiede, in cambio di totale fedeltà e devozione a lui, il padrino. Non di rado viene pregato per vendicare torti subiti o per ottenere una giustizia diversa da quella legale. Il rapporto che nasce è indissolubile e assume molto spesso sfumature quasi “religiose”. Tutto sembra andare per il meglio a don Vito e al suo casato, vivendo di “affari di poco conto”. Tuttavia è solo un’apparenza, perché ben presto, a causa del fiorente commercio di droga e sostanze stupefacenti, i Corleone si troveranno ad affrontare una famiglia rivale, i Tattaglia, cominciando una sanguinosa guerra tra le strade di New York.

Concetto fondamentale è quello della famiglia, posta al di sopra di ogni qualsiasi altra cosa. Solo dei propri familiari, con cui si condividono legami di sangue ci si può fidare. Con tutti gli altri, invece, è necessario stare in guardia, perché potrebbero colpire improvvisamente. Questo è almeno il pensiero di don Vito.

Tra realtà e finzione: Cosa Nostra Statunitense

“The Godfather” è un film che vede come protagonisti i membri delle famiglie criminali più potenti della Grande Mela, facendo riferimento a un contesto storico ben preciso, che ha caratterizzato per molto tempo la società statunitense. Come i Corleone e i Tattaglia, famiglie di origine straniera dominavano lo scenario politico ed economico di grandi città, come New York.

Già a partire dalla seconda metà del XIX secolo gli USA furono meta di numerosi immigrati che lasciarono le proprie terre d’origine in cerca di lavoro e benessere. Molti provenivano dall’Italia meridionale, in special modo dalla Sicilia, e tra questi sbarcarono negli Stati Uniti anche membri di organizzazioni mafiose preesistenti nel Mezzogiorno italiano. Un esempio fu l’associazione segreta, chiamata Cosa Nostra Statunitense (per distinguerla da quella siciliana) che in poco tempo riuscì a imporsi con la forza e la violenza, espandendosi in tutta l’East Coast. Cosa Nostra, grazie ai suoi membri, come Al Capone o Lucky Luciano, consolidò la propria autorità specialmente durante gli anni ’20 del Novecento, durante il proibizionismo (periodo nel quale si vietava la produzione o la vendita di alcolici).

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Sono nato a Verona, ma sono cresciuto e vivo in un paese della provincia, Sanguinetto, nella zona vicino a Legnago. Dove abito non c’è un granché e questo è uno dei motivi che mi hanno spinto ad andare a Verona, una volta terminata la scuola media. Fin da piccolo mi è sempre piaciuto viaggiare in compagnia e vedere paesaggi diversi da quelli a cui sono abituato. Un’altra mia passione è la musica, pur non avendo un genere preferito, e da alcuni anni suono il pianoforte. Tra i vari indirizzi ho scelto il liceo classico non perché le materie scientifiche non mi piacessero, ma perché volevo approfondire ciò che si trova alla base della nostra cultura e della nostra lingua. All’inizio ero un po’ incerto su questa scelta, ma, grazie alla mia passione per la storia e alla mia curiosità verso il latino e il greco, ho capito quale fosse la mia strada. Posso dire, dopo due anni, che è stata per me la scelta giusta. Non sono ancora certo su cosa farò in futuro, ma mi piacerebbe lavorare in un ambiente che mi permetta di essere a contatto con le altre persone.

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