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Con Il termine jeans si definisce il tessuto di cotone robusto realizzato con una trama di Twill che crea un sottile motivo a coste diagonali. Il jeans viene anche chiamato denim, parola che deriva dall’Inglese colloquiale, significa appunto Nimes in inglese; infatti la città di Nimes in Francia, fu il luogo in cui fu ideato questo materiale nel XV secolo.

Questa stoffa fu molto apprezzata in Inghilterra per la sua robustezza e per il basso prezzo, tant’è che fu anche usato dalla  Repubblica Marinara Genovese per vestire i marinai ed equipaggiare le navi da vela.

Lavoratori indossano i jeans

Ma la vera e propria storia dei calzoni più conosciuti al mondo inizia nel 1800, a Genova, dove sembra sia stato realizzato, con il denim, il primo modello di pantaloni che poi venne spedito in America. Qui divenne popolare durante la corsa dell’oro, negli anni Cinquanta dell’Ottocento; infatti uno dei primi produttori dei jeans fu Levi Strauss, proprietario di un negozio a S.Francisco, che, inizialmente, si occupava del commercio di bottoni, fili e tele per tende; fu lui per primo a venire in possesso della stoffa e a realizzare pantaloni resistenti con questo famoso tessuto, poiché era ideale per il lavoro dei minatori.

Poi Jacob Devis, un sarto, per rinforzare le tasche di questi pantaloni, decise di realizzare delle cuciture con dei rivetti in rame. Questa modifica portò Devis e Strauss a collaborare e con il passare degli anni arrivarono a ideare le tipiche cuciture arancioni, i passanti per le cinture e le cerniere.

I primi Cartelloni pubblicitari della Levis 

Intorno al 1890 altri produttori come Wrangler e Lee cominciarono a produrli. Furono gli attori di Hollywood degli anni Trenta come John Wayne e Gary Cooper, a far uscire i jeans dallo stereotipo dei pantaloni per lavoratori, rendendoli glamour e desiderabili. Famose attrici come Carole Lombard  e Ginger Rogers, diedero a questo capo un tocco di femminilità, e convinsero le donne a indossarli nel tempo libero.

I jeans diventarono simbolo di trasgressione tra gli anni ‘50 e ‘70, poichè  le femministe cominciarono ad indossarli, usandoli per dimostare la parità di genere, e facendoli così diventare un capo unisex; fu così che divennero il simbolo della controcultura, della ribellione giovanile e dell’emancipazione delle donne.

Inoltre in questi anni si idearono nuovi modelli di Jeans, infatti, se negli anni ’60 erano skinny e attillati, negli anni ’70 si allargarono diventando il famoso modello di “Jeans a zampa di elefante”.

Anche nel nostro Paese, nel 1965, venne prodotto il primo jeans tutto italiano e a confezionarlo fu l’azienda veronese Carrera Jeans dei fratelli Tacchella, che nacque in Valpantena, nel Comune di Grezzana, proprio in quell’anno e che tutt’ora, a distanza di 57 anni, detiene la maggior quota di mercato nazionale nella vendita di questo pantalone.

La produzione di jeans Carrera

Tornando all’ambito internazionale, l’enorme potenziale dei jeans fu notato anche dal famoso stilista Calvin Klein che nel 1976 portò in passerella un paio di blue jeans, e con la modella Brooke Shields pubblicizzò il suo nuovo prodotto, tappezzando i muri delle città americane con le magnifiche foto che le aveva scattato il famoso fotografo Richard Avalon.

Brooke Shields nella campagna pubblicitaria di Calvin Klein Jeans
 

Fu così che in quel periodo i famosi pantaloni in Denim diventarono sexy e indispensabili nel guardaroba di una giovane donna moderna. Ma non sfuggirono ad altri famosi stilisti come ad esempio Armani, Ralph Lauren, Versace  e fu l’azienda di abbigliamento di moda italiana Fiorucci, a renderli un capo coloratissimo e moderno.

Arrivarono così gli anni ‘90 che portarono  la moda dei Jeans strappati, sdruciti a brandelli e di tutti i tipi di colore, si affermarono soprattutto i Mom jeans, tornati di moda ancora oggi. 

Ogni anno vengono lanciati nuovi o rivisitati modelli di quello che da sempre è il vestiario più usato, poiché può essere indossato per tutte le occasioni e si può abbinare con tutti i capi del nostro guardaroba.

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