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Il Veneto sarà la prima regione in Italia a mettere in atto test per verificare la fattibilità di un progetto futuristico e rivoluzionario. Il 16 marzo scorso, infatti, si sono incontrati a Verona il Ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovanni, il presidente del Veneto Zaia e l’amministratore delegato di CAV (Concessioni Autostradali Venete) Dibennardo durante la fiera LetExpo, dedicata ai trasporti e alla logistica. L’incontro ha reso ufficiale l’adesione del Veneto alla sperimentazione di una tecnologia all’avanguardia: Hyper Transfer, grazie alla quale mezzi comuni di trasporto come i treni, saranno in grado di superare i 1200 chilometri orari.

Tempi, modalità e costi: un progetto ben studiato

Si tratta di un progetto innovativo, che permetterà numerosi progressi nel campo dei trasporti, e che sta ottenendo sempre più consensi in tutta la penisola Italiana. Infatti, anche altre regioni, come il Piemonte, hanno seguito le orme del Veneto.

Secondo quanto riportato, gli studi riguardo alla fattibilità del progetto cominceranno nei prossimi mesi e termineranno a giugno del 2023. In questo periodo di test compiuti dai tecnici e dagli esperti, CAV avrà il compito di cercare una o più compagnie, alle quali affidarsi per la realizzazione del progetto. Se dagli studi si otterranno esiti favorevoli e positivi, l’azienda designata alla progettazione entrerà in scena, lavorando fino a settembre del 2024. Calcolando anche possibili ritardi, la tecnologia Hyper Transfer sarà pronta per essere applicata entro il 2026. Un piano ben dettagliato e studiato nei minimi particolari, che vedrà l’affermarsi di un nuovo modo di spostarsi da città in città. Se il progetto è di grande portata, lo saranno anche i costi. Secondo le stime, ben 4 milioni di euro saranno impiegati per la progettazione, in parte anticipati da CAV, in parte provenienti da fondi europei e italiani.

Per quanto riguarda le aziende che prenderanno parte alla realizzazione, sono già stati svolti alcuni incontri con le statunitensi Virgin Hyperloop, Hyperloop TT e con le nostre Leonardo e Fincantieri. La tratta che vedrà l’aprirsi dei cantieri di costruzione è l’area che collega Padova a Mestre (Venezia), affianco della già esistente A4. I tempi di spostamento si ridurranno notevolmente. Infatti se normalmente il tragitto dura una quarantina di minuti, con i treni Hyperloop si arriverà a destinazione in appena 5 minuti. Inoltre il percorso ferroviario sarà allungato, con ogni probabilità, anche a un’altra città veneta, Verona.

Hyper Transfer e i treni a levitazione magnetica

Sebbene sia stata riportata alla luce solo negli ultimi anni da visionari come Elon Musk, la tecnologia Hyper Transfer ha origini molto precedenti. Ideata verso la fine del Settecento dall’ingegnere britannico George Medhurst, fu ripresa nel XX secolo ma poi abbandonata per problemi ed ostacoli di natura soprattutto economica. Tuttavia nel 2012 il progetto è stato rivalutato dall’imprenditore Elon Musk, segnando l’inizio della diffusione a livello mondiale e dell’inizio degli studi per la fattibilità. Tale tecnologia prevede la realizzazione di treni costituiti da capsule in alluminio e dal peso totale di 20 tonnellate, con capienza massima di 40 persone. Il treno viene spinto all’interno di grandi tubi di acciaio sottovuoto, dove l’attrito del corpo con l’aria è pari a zero. Inoltre, delle sfere magnetiche permetteranno alle capsule di levitare e di raggiungere così velocità straordinarie. I treni Hyperloop infatti riescono a raggiungere i 1223 chilometri orari, mentre quelli ad alta velocità sfrecciano a un massimo di 380 chilometri orari.

Gli interni dei treni Hyperloop

Questo progetto tuttavia non è innovativo solo in ambito tecnologico. Infatti grazie all’uso di tali treni, si ridurrà il traffico, i tempi di percorrenza e l’impatto ambientale (il consumo di energia è minimo). Inoltre si garantirà una maggiore connessione tra le città

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Sono nato a Verona, ma sono cresciuto e vivo in un paese della provincia, Sanguinetto, nella zona vicino a Legnago. Dove abito non c’è un granché e questo è uno dei motivi che mi hanno spinto ad andare a Verona, una volta terminata la scuola media. Fin da piccolo mi è sempre piaciuto viaggiare in compagnia e vedere paesaggi diversi da quelli a cui sono abituato. Un’altra mia passione è la musica, pur non avendo un genere preferito, e da alcuni anni suono il pianoforte. Tra i vari indirizzi ho scelto il liceo classico non perché le materie scientifiche non mi piacessero, ma perché volevo approfondire ciò che si trova alla base della nostra cultura e della nostra lingua. All’inizio ero un po’ incerto su questa scelta, ma, grazie alla mia passione per la storia e alla mia curiosità verso il latino e il greco, ho capito quale fosse la mia strada. Posso dire, dopo due anni, che è stata per me la scelta giusta. Non sono ancora certo su cosa farò in futuro, ma mi piacerebbe lavorare in un ambiente che mi permetta di essere a contatto con le altre persone.

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